<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264</id><updated>2011-07-08T16:11:07.551+02:00</updated><category term='culto della Dea'/><category term='rigenerare'/><category term='abruzzo'/><category term='bosco'/><category term='liriche'/><category term='beltane'/><category term='luciana percovich'/><category term='acqua; egitto antico; mitologia'/><category term='Poesia'/><category term='dea'/><category term='personale'/><category term='erotismo'/><category term='carne'/><category term='animali sacri'/><category term='guerra'/><category term='desideri'/><category term='madre'/><category term='triora'/><category term='terra'/><category term='messaggero'/><category term='intimità'/><category term='riflessioni'/><category term='maga'/><category term='birra'/><category term='Dio'/><category term='libri'/><category term='iside'/><category term='cristanesimo'/><category term='pane'/><category term='pesce'/><category term='sogno'/><category term='donna'/><category term='antiche dee'/><category term='marija gimbutas'/><category term='foresta'/><category term='autrici'/><category term='streghe'/><category term='acque'/><category term='vita'/><category term='Pan'/><category term='heka'/><category term='calendimaggio'/><category term='diario'/><category term='parto; maternità'/><category term='albero sacro'/><category term='egitto'/><category term='maja'/><category term='scherzi; umorismo'/><category term='sessualità'/><category term='egitto antico'/><category term='creta'/><category term='vino'/><category term='culti sincretici'/><category term='dea madre'/><title type='text'>L'Isola perduta</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>49</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-5951567443006676989</id><published>2010-06-17T00:53:00.002+02:00</published><updated>2010-06-17T00:54:06.859+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pan'/><title type='text'>Pan</title><content type='html'>Il dio Pan era, per le religioni elleniche, una divinità non olimpica,mezzo uomo e mezzo caprone. Solitamente riconosciuto come figlio del dio Ermes e della ninfa Driope. Il nome Pan deriva dal greco paein, pascolare. Ma letteralmente pan significa tutto perché secondo la mitologia greca Pan era lo spirito di tutte le creature naturali e questa accezione lo lega alla foresta, all'abisso, al profondo. Non a caso, in greco moderno il sostantivo università si traduce "panepistimio", dove pan sta per il latino "universus", tutto; ed epistimio sta a significare "sapienza". Dal suo nome deriva il termine panico, infatti il dio si adirava con chi lo disturbava, ed emetteva urla terrificanti provocando nel disturbatore la paura. Alcuni racconti ci dicono che lo stesso Pan venne visto fuggire per la paura da lui stesso provocata. È un dio potente e selvaggio, esteriormente è raffigurato con gambe e corna caprine, con zampe irsute e zoccoli, mentre il busto è umano, il volto barbuto e dall'espressione terribile. Vaga per i boschi,spesso per inseguire le ninfe, mentre suona e danza. È molto agile, rapido nella corsa ed imbattibile nel salto. È principalmente indicato come dio Signore dei campi e delle selve nell'ora meridiana, protegge le greggi e gli armenti, gli sono sacre le cime dei monti. Pan non viveva sull'Olimpo: era un dio terrestre amante delle selve, dei prati e delle montagne. Preferiva vagare per i monti d'Arcadia, dove pascolava le greggi e allevava le api. Pan era un dio perennemente allegro, venerato ma anche temuto. Legato in modo viscerale alla natura ed ai piaceri della carne, Pan è l'unico dio con un mito sulla sua morte. La notizia fu diffusa da Tamo, un navigatore, e portò angoscia e disperazione nel mondo. I Romani lo identificarono con il loro dio Fauno. Pan partecipò alla Titanomachia, avendo un ruolo fondamentale nella vittoria di Zeus su Tifone. Tifone era un mostro che era nato da Gea e Tartaro, che volle vendicarsi della morte dei figli, i Giganti. Quando tentò di conquistare il monte l'Olimpo, gli Dei fuggirono terrorizzati da questo mostro. Si recarono in Egitto, dove assunsero forme di animali per nascondersi meglio: Zeus si fece ariete, Afrodite pesce, Apollo corvo, Dioniso capra, Era una vacca bianca, Artemide un gatto, Ares un cinghiale, Ermes un ibis, Pan trasformò solo la sua parte inferiore in un pesce e si nascose in un fiume. Solo Atena non si nascose, e denigrando gli altri dei convinse il padre Zeus a scendere in battaglia contro il mostro. Nonostante il dio fosse armato, il mostro riuscì ad avere la meglio su di lui, e lo rinchiuse nella grotta dove Gea lo aveva generato. Con le sue Spire Tifone gli aveva reciso i tendini di mani e piedi, che aveva poi affidato a sua sorella Delfine, il cui corpo terminava con la coda di un serpente. Il dio Pan spaventò questa creatura con un tremendo urlo, ed Ermes le sottrasse i tendini di Zeus. Zeus recuperate le forze, ed i tendini, si lanciò su un carro trainato da cavalli alati contro Tifone, bersagliandolo di fulmini. Zeus riuscì ad uccidere il mostro, e lo seppellì sotto il monte Etna, che da allora emette il fuoco causato da tutti i fulmini usati in battaglia, così come racconta lo Pseudo-Apollodoro. Per ringraziare Pan, Zeus fece in modo che l'aspetto da lui acquisito in Egitto fosse visibile in cielo. Così creò il Capricorno. ((il mio segno :D )) Dio dalle forti connotazioni sessuali - anche Pan infatti come Dionisio e Priapo era generalmente rappresentato con un grande fallo - recentemente Pan è stato indicato come il dio della masturbazione, da James Hillman, un noto psicologo americano, che sostiene che Pan è l'inventore della sessualità non procreativa. Infatti Pan, trovando difficoltà di accoppiamento a causa del suo aspetto, era solito esaurire la sua forza generatrice mediante la masturbazione. Come dio legato alla terra ed alla fertilità dei campi è legato alla Luna, ed alle forze della grande Madre. Fra i miti che lo accompagnano uno che lo vede seduttore di Selene, cui si è presentato nascondendo il pelo caprino sotto un vello bianco. La Dea non lo riconobbe e acconsentì all'unione. Ma molto probabilmente questo mito si confonde con le unioni sacre di Cernunnos con la grande madre celtica, visto anche l'aspetto esteriore delle due divinità maschili. Pan è un dio generoso e bonario, sempre pronto ad aiutare quanti chiedono il suo aiuto. Pan è il Dio delle fiere, il Dio che correva pei boschi urlando la sua forza, la sua natura Divina. La divinità che presiede alla natura selvaggia, incontrollabile, affascinante e distruttiva, il Dio che inseguiva le ninfe e le violentava fecondandole. Quest’ultimo è un punto focale di Pan, la Natura violenta che distrugge per creare qualcosa di nuovo di bello e potente. Non è una violenza fine a se stessa, per lussuria diciamo, è una violenza naturale che avviene per creare, per rendere alla Natura ciò che gli appartiene, cioè la Vita. Il Dio cornuto (come viene definito) che concede la vita e dona la morte, così che si possa ritornare alla vita. Un Dio dalla Oscura Luce, definito nella mitologia classica come una divinità minore, ma nel mondo rurale Lui era il Tutto e il Tutto era Lui. La figura di Pan oltre ad essere presente in innumerevoli opere letterarie ha un suo spazio anche in campo cinematografico: Nel 2006 è uscito il film Il labirinto del fauno di Guillermo del Toro, conosciuto anche con il nome Il labirinto di Pan. Picnic ad Hanging Rock, film del regista australiano Peter Weir del 1975, è uno dei film più riusciti dedicato al mistero della montagna, un film raffinato che ci fa capire nella modernità i riti del passato. Una chiave di lettura può essere infatti Pan: nel film abbiamo molti dei suoi elementi. (preso da wikipedia)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-5951567443006676989?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/5951567443006676989/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=5951567443006676989&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/5951567443006676989'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/5951567443006676989'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2010/06/pan.html' title='Pan'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-1744579826029869438</id><published>2010-06-03T12:37:00.001+02:00</published><updated>2010-06-03T12:38:11.795+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='culto della Dea'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dio'/><title type='text'>Il Dio della Strega</title><content type='html'>Iniziamo col dire quello che non è: non è un Dio giudice trascendente, che vive al di fuori di ciò che ha creato e che se ne sta li ad aspettare di vedere chi sbaglia e chi indovina, per  punire o premiare in una logica miserevole per cui se hai fatto bene è per merito della grazia di Dio e se hai sbagliato è per colpa tua.
Vada come vada non pareggi mai, al limite perdi e non ci sono i tempi di recupero.
Il Dio della Strega e di chiunque cammina verso La Dea è un Dio gioioso, è un Dio che ride e gioca e danza e ama.
Ama la Dea e la vita, ama le creature della Dea.
E' forte senza essere spietato, è dolce e tenero senza essere smidollato, è coraggioso senza essere arrogante.
E' il Dio che anche gli uomini adoravano prima dell'avvento delle religioni patriarcali.
Hanno fatto di lui un mostro, lo hanno demonizzato (il daimon è solo uno spirito, era uno spirito della Natura come Pan, da li a non capirlo e farlo diventare cattivo, dando il nome di demonio a tutto ciò che è malvagio il passo è stato breve), ne hanno fatto un mostro che attirava le povere sventurate e che le volgeva al male o finiva di volgercele.
Niente di più falso.
Il Dio è il Compagno e Figlio e Amante della Dea in una perfetta comunione con lei.
Da lei nasce, da lei prende tutto, a lei si dona, col suo seme e con la sua forza, ponto a servirla e amarla.
Quando muore è in lei che torna, pronto a rinascere.
(esempi di questo sono le divinità maschili del grano...se il chicco di grano non muore non produce frutto...emh...ricorda nulla??).
E' stato raffigurato dai cristiani come un laido osceno caprone (essendo un Dio della fertilità, sensuale e gioioso, cosa che dalla Chiesa è sempre stata vista come riprovevole. La Chiesa è sessuofoba, salvo poi condonarsi mille turpitudini e mettere il giogo sulle spalle dei suoi fedeli) che viene adorato dalle streghe nei Sabba.
Niente di più sbagliato.
Lui è si adorato, ma perchè è il Dio, la parte maschile del creato.
E' quello che gli uomini erano prima dell'avvento del patriarcato, quando gli uomini amavano le donne e le rispettavano e le veneravano in quanto sacre, datrici di vita non solo fisica ma anche spirituale.
Il Dio della Strega, il Dio dai palchi di corna, il Dio Cernunnos o Herne o Dioniso o Shiva o comunque vogliate chiamarlo è l'espressione più bella e più pura della mascolinità.
Di quei nostri compagni che ci sono stati strappati e sostituiti da beceri padroni che pretendono e non danno, che picchiano e stuprano e si arrogano il diritto di decidere, di ammazzare mogli, figli, compagne...
Questi uomini qui non sono uomini.
Questi si che sono mostri, che sono demoni nel senso spregiativo della parola, non il Dio dai palchi di corna o dai piedi caprini. Il Dio delle Streghe è davvero Altro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-1744579826029869438?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/1744579826029869438/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=1744579826029869438&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/1744579826029869438'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/1744579826029869438'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2010/06/il-dio-della-strega.html' title='Il Dio della Strega'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-2026290917435717567</id><published>2010-06-02T21:55:00.002+02:00</published><updated>2010-06-02T21:56:39.278+02:00</updated><title type='text'>Tra Donne, gatti e femminucce</title><content type='html'>Questo che segue è il tsto di una nota che ho messo su Facebook il 15 aprile u.s. Vorrei condividerla con voi :)
********
Questa mattina, mentre bevevo il tè, in compagnia di mia figlia che si preprava ad andare a scuola, abbiamo iniziato, come sempre, una discussione del tutto fortuita.
Lei mi chiede che cosa voglia dire il termine "effemminato" che ha sentito in un cartone animato (sic!).
Così inizio col risponderle, la discussione si allarga, le dico che per la società in cui viviamo tutto ciò che è femminile è sbagliato.
Ai maschietti piccoli si insegna a "non piangere come una femminuccia " (ma perchè le femmnucce come piangono? Col culo? no, con gli occhi...ah, allora è tutto naturale, ohibò), gli si insegna a "non fare giochi da femmmina", a non atteggiarsi come "una femmina" e da qui via discorrendo, il maschietto cresce pensando che le "femmine" sono quegli esseri inferiori dai quali si deve ben guardare, altro da sè che deve porre al di fuori dei suoi schemi comportamentali perchè si sa, sono inferiori ed emotive.
...
Emotive...Ditemi un pò, ma quando due uomini urlano per una partita di pallone, dove è la razionalità? Quando scorrazzano in giro con la macchina nuova iper attrezzata, giustificandola dietro un cumulo di bla bla tecno sociologici, dov'è la razionalità? Quando fischiano dietro un bel culo (femminile?)dov'è la razionalità? Quando si accoppano per un metro di terra, dov'è la razionalità?
I maschi esseri razionali? ma chi l'ha messa in giro questa balla?
Loro!
E sempre loro vogliono crederci e farci credere che sia così.
Sono millenni che ci dicono che Cristo è morto di freddo!
Pensiamoci un pò, degli assorbenti e del ciclo non si può parlare perchè è un tabu non da poco, "le mie cose" e anche "in quei giorni li"...ma di che stiamo parlando?
Ah si, del sangue mestruale.
Millenni fa eravamo considerate sacre perchè quel sangue li era il segno della fertilità e del potere più grande che c'è, il mettere al mondo dei figli.
Gli uomini ci erano pari in dignità e ci rispettavano e si guardavano bene dal dire che eravamo inferiori.
Infatti non c'erano guerre, nè pedofilia nè cosette amene e non invento, non sono citrulla e sognatrice, è un periodo storico che l'archeologia, questa maschia scienza, ha ampiamente dimostrato.
Poi a qualcuno è venuto in mente che però le cose non stavano così, che la divinità non era più una Madre, una Dea, una Signora, ma un Dio trascendente e un pò xenofobo e guerrafondaio, così via con un colpo (di ascia possibilmente) tutte queste cose che dicono che donne e uomini sono uguali.
Le donne mute e occhi bassi, non avete l'anima, non sapete gestirvi, siete inette mentalmente, avete bisogno di un tutore, non potete diventare avvocato, dottore o giudice, perchè siete inferiori mentalmente e fisicamente.
E da li via con gli stereotipi, quei luoghi comuni così ben radicati nell'immaginario collettivo per cui ci sono: cose da maschio e cose da femmine.
Infatti è vero, gli assorbenti sono miei, i profilattici suoi, su questo ce la caviamo, per il resto non capisco.
Non dirò di Ipazia di Alessandria perchè sforerei col tema della nota, ma guardiamoci un pò in faccia: chi è che dice che le donne sono inferiori??
Gli uomini!
Ahhhh ecco...
Se volete un buon metro di giudizio su come può essere una persona, guardate come la trattano i suoi animali da compagnia.
Non come la persona tratta loro ma viceversa.
Gli animali, in particolare i cani e i gatti, ci danno vagonate di affetto in cambio di arrogante distacco, bastonate e sevizie.
Se volete capire se uno è una brava persona o no, guardate il suo cane, ma guardatelo davvero.
Se lo evita anche il suo cane ( e in questo caso la persona in questione si vanterà di aver addestrato il cane alla obbedienza, come avrà fatto anche in casa...)allora evitatelo anche voi.
Di certo ci guadagnate.
Diffidate da chi evita i gatti, in genere sono persone emotivamente instabili incapaci di relazionarsi con esseri apparentemente complicati, cioè gatti e donne.
I gatti che ti trattano da essere a pari con loro, che si relazionano con te cercando un confronto dal quale scappano, ma guarda un pò, solo quando vedono questo essere dieci/venti volte più alto che urla e impreca.
Quindi mia figlia mi ha guardata e ha concluso che la società in cui viviamo ha qualche rotella fuori posto.
Umh..Che dite, è così?
Vi sembra sana una società in cui se il maschio adulto di casa perde il lavoro, invece di rimboccarsi le maniche, spara a moglie e figli e poi si uccide? In cui spacca loro la testa per un moto di gelosia? In cui violenta e sevizia, in cui abbondano la pedofilia, la xenofobia e la sottomissione non del più debole, ma del più temuto?
Perchè si, diciamolo a voce alta, donne e bambini non sono mica i deboli della società, è sempre l'uomo traviato (quello sano che sia benedetto) che vuole che lo crediamo, perchè la donna è una pari dignità dell'uomo, col potere creativo e con tutte le caratteristiche che l'uomo usa, in lei, ma non stima e il bambino è la forza della specie che deve essere protetto ma non sottomesso, protetto non perchè inferiore ma perchè ancora in formazione, un tesoro che ancora si va definendo in tutte le sue stupende caratteristiche.
Un vaso di cristallo non è inferiore ad un vaso di terracotta, è solo più bello e per questa sua bellezza più fragile, ma quanto rallegra l'occhio eh?
Gatti, donne e bambini sono esseri di cristallo, si spezzano così facilmente ma poi, pensiamolo, che perdita grande...
Invece tutto è visto in un'ottica di supremazia, controllo e consumo.
Di tutto l'uomo è stato fatto padrone...Che eco vi è venuta in testa? Se non avete indovinato o non avete ancora preso il caffè del mattino, ve lo dico io, è dalla Bibbia, dal cosiddetto libro sacro che apprendiamo che una donna quando ha il mestruo è impura, quando è incinta è impura, quando deve purificarsi se ha partorito una femmina deve subire una ostracizzazione dalla società per un tempo anche tre volte superiore a quello di chi ha partorito un maschio.
E' dalla società fondata sui valori cristiani (ma sul serio Cristo diceva queste cose??)che è nato il capitalismo, lo schiavismo, l'imperialismo, tutti gli -ismi del mondo che ci traviano e ci fanno male...E ci dicono tante bugie, che noi donne e i nostri figli paghiamo sulla nostra pelle.
Mia figlia se ne è andata a scuola pensierosa.
In fondo, diciamolo, sapere che bisogna sin da piccine lottare sempre col coltello in mezzo ai denti solo per riprendersi un decimo di quel che è elargito ad un maschietto, fin dalla più tenera età solo perchè il maschietto ha il pendolino tra le coscette, non è piacevole.
Ma ho una figlia coraggiosa.
Mi chiedo, però, in fondo, la domanda super retorica se la società non sarebbe in fondo migliore se la donna, anche non tornando ad essere sacra, fosse finalmente considerata di pari dignità, quindi niente più barzellette volgari in cui la moglie/amante ecc è sempre quella un pò zoccola (avete fatto caso che non esistono appellativi simili al maschile??), in cui se una è brava in ufficio se la fa col capo, se una è brava a scuola deve essere brutta, in cui il termine di paragone la smetta finalmente di essere quel fallo di cui gli uomini sono ossessionati e vorrebbero che le donne anche lo fossero.
Siamo così piene di femminilità, che volete che ce ne facciamo del vostro attrezzo?
Sono le "femminucce" che dobbiamo custodire e insegnare loro che sono speciali, quelle che si sobbarcheranno il peso del mondo.
Come sempre. Niente di nuovo.
Chiudo con un piccolo aneddoto.
Sabato u.s. sono andata con la famiglia a pranzo fuori, a festeggiare l'anniversario di matrimonio dei miei genitori.
Ad un certo punto, la sedia su cui ero (non sono poi così pesante :D)si apre a fiore ed io non cado per poco.
Mi alzo, in sala presenti sei camerieri, quattro bei ragazzotti alti e robusti e due ragazze.
Lo dico ad un ragazzo, mi era più vicino di altri e quello "Si, certo signora, provvedo subito!".
Rimango ad aspettare circa dieci minuti e mai che arrivava il tipo con la sedia nuova.
Passa una cameriera, mia sorella la ferma, le spiega la cosa e quella "Si, certo signora!" e la cameriera si volta, prende una sedia, toglie quella rotta e mi rende quella nuova sulla quale posso tornare a sedermi.
Non commento, vi auguro solo una buona giornata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-2026290917435717567?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/2026290917435717567/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=2026290917435717567&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/2026290917435717567'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/2026290917435717567'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2010/06/tra-donne-gatti-e-femminucce.html' title='Tra Donne, gatti e femminucce'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-3602310382752225472</id><published>2010-05-25T07:57:00.003+02:00</published><updated>2010-05-25T08:01:34.390+02:00</updated><title type='text'>Il Dio cornuto, tra verità e leggende: Cernunnos</title><content type='html'>Nella mitologia celtica, Cernunnos era lo spirito divinizzato degli animali maschi cornuti, specialmente dei cervi, un dio della natura associato alla riproduzione  e alla fertilità. Come "Dio Cornuto", Cernunnos fu una delle numerose divinità simili presenti in molte culture antiche.
Dalle fonti archeologiche si sa che Cernunnos veniva adorato in Gallia, in Italia settentrionale (Gallia Cisalpina) e sulla costa meridionale della Britannia. Quella che probabilmente è la più antica immagine di Cernunnos si trova tra le Incisioni rupestri della Val Camonica, in Italia, e risale al IV secolo a.C., mentre la più conosciuta si trova sul famoso Calderone di Gundestrup della Danimarca  pregermanica e risalente al I secolo a.C.

Nella religione gallo-romana, il suo nome è noto dal "Pilastro dei barcaioli" (Pilier des nautes), un monumento ora situato al Musée Nationale du Moyen Age a Parigi. Fu costruito dai marinai galli all'inizio del I secolo d.C., dall'iscrizione (CIL XIII number 03026) probabilmente nell'anno 14, al momento di inizio del principato di Tiberio. Fu trovato nel 1710 nelle fondazioni della cattedrale di Notre-Dame de Paris sul sito di Lutetia, la civitas capitale della tribù celtica dei Parisii. Raffigura Cernunnos e alte divinità celtiche insieme a divinità romane come Giove, Vulcano, Castore, e Polluce.

Il Pilier des nautes fornisce la prima evidenza scritta del nome della divinità. Ulteriori evidenze sono fornite da due placche identiche di metallo da Steinsel-Rëlent nel Lussemburgo, nel territorio della tribù celtica dei Treveri. Queste iscrizioni (AE 1987, 0772) si leggono Deo Ceruninco, "al Dio Cerunincos". Infine, un'iscrizione gallica (RIG 1, number G-224) scritta in lettere greche da Montagnac (Hérault, Languedoc-Roussilion, Francia) si legge αλλετ[ει]υος καρνονου αλ[ι]σο[ντ]εας che ci dà il nome "Carnonos".

Sulla iscrizione dei Parisii [_]ernunnos, la prima lettera fu cancellata, ma può essere agevolmente restituita in "Cernunnos" a causa della raffigurazione di un dio con le corna sotto il nome e dal fatto che in Gallico, carnon o cernon significa "corno" (Delmarre, 1987 pp. 106-107). Similmente cern significa "corno" o "capo" in Antico Irlandese ed è etimologicamente affine al termine simile carn in Gallese e Bretone. Queste derivano dalla radice proto-indoeuropea *krno-  che ha dato anche il latino cornu e germanico *hurnaz (dal quale l'inglese "horn") (Nussbaum 1986) (Porkorny 1959 pp.574-576). La stessa radice gallica si trova nei nomi di tribù come i Carnutes, i Carni e i Carnonacae e nel nome della tromba gallica da guerra, la carnyx. Perciò, la forma proto-celtica di questo teonimo può essere ricostruita o come *Cerno-on-os o come *Carno-on-os, entrambi col significato di "divinità maschile cornuta". Il tema -on-  si trova di frequente, ma non esclusivamente, nei teonimi (esempi: Map-on-os, Ep-on-a, Matr-on-ae, Sir-on-a). Seguendo le leggi fonetiche celtiche, la forma romano-britannica di questo teonimo proto-celtico deve essere verosimilmente stata *Cernonos  o *Carnonos entrambe direttamente comparabili con la forma gallica Cernunnos.
Le raffigurazioni di Cernunnos sono notevolmente coerenti in tutto il mondo celtico. Il suo attributo più caratteristico è costituito dalle sue corna di cervo, ed è di solito raffigurato come un uomo maturo con barba e capelli lunghi. Indossa un torquis, un collare ornamentale usato dai Celti come segno di nobiltà. Egli spesso indossa altri torc ai polsi o appesi alle corna, e ha una borsa piena di soldi. Di solito viene raffigurato seduto a gambe incrociate, in una posizione che alcuni hanno interpretato come meditativa o sciamanica, sebbene possa riflettere soltanto il fatto che i Celti si accovacciavano quando cacciavano.

Cernunnos è quasi sempre raffigurato con degli animali, in particolare il cervo. È frequentemente associato anche con un animale particolare che sembra appartenere prima di tutto a lui: un serpente con le corna di un ariete. Questa creatura potrebbe essere una divinità essa stessa. Meno frequentemente, è associato anche con altri animali, compresi il toro (a Reims), il cane e il topo. A causa della sua frequente associazione con animali, gli studiosi spesso descrivono Cernunnos come "Signore degli animali" o "Signore del mondo selvatico". A causa della sua associazione col cervo (un animale particolarmente cacciato) è anche descritto come "Signore della caccia". È interessante che il Pilier des nautes lo colleghi con i marinai e con il commercio, suggerendo che egli fosse associato anche con la ricchezza materiale come dimostra anche la borsa con le monete del Cernunnos di Reims (Marne, Champagne, Francia) - nell'antichità, Durocortorum, la civitas capitale della tribù dei Remi - e il cervo che vomita monete proveniente da Niedercorn-Turbelslach (Lussemburgo) nel territorio dei Treveri.
Tracce del dio sopravvissero in epoca cristiana. Le tradizioni letterarie sia del Galles che d'Irlanda contengono allusioni a questo dio, mentre in Bretagna il leggendario San Korneli (o Cornély) a Carnac ha gli attributi di Cernunnos. È stato anche ipotizzato che il mito inglese di Herne il Cacciatore sia un'allusione a Cernunnos, sebbene sembri che Herne sia una sopravvivenza delle credenze dei Sassoni, piuttosto che dei Celti ed è menzionato per la prima volta nel 1597 nella commedia di William Shakespeare Le allegre comari di Windsor, Atto 4, Scena 4.
Nella Wicca  viene talvolta usata l'iconografia derivata dalla storica cultura celtica, compresa l'immagine di Cernunnos al quale si fa riferimento come il Dio Cornuto. Questa versione di Cernunnos è poco fondata, più che sul piano storico, sul piano del simbolismo fallico, fuso con elementi presi da Pan. Gli aderenti generalmente seguono per Cernunnos un ciclo di vita-fertilità-morte, sebbene la sua morte sia adesso posta solitamente a Samhain, la festività celtica del nuovo anno solitamente posta al 31 ottobre. 
All'iconografia di Cernunnos si è ispirato il regista d'animazione Miyazaki per la figura dello Shishigami, divinità cervide che compare nel suo film Principessa Mononoke.
**********
Personalmente ho scoperto da poco questa figura, grazie anche a Marjia Gimbutas e inizio a capire molte più cose sul sincretismo religioso e la demonizzazione effettuata dai cristiani su tutto quello che era naturale e che loro, invece, non capivano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-3602310382752225472?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/3602310382752225472/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=3602310382752225472&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/3602310382752225472'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/3602310382752225472'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2010/05/il-dio-cornuto-tra-verita-e-leggende.html' title='Il Dio cornuto, tra verità e leggende: Cernunnos'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-5039290209854022533</id><published>2010-05-09T15:34:00.000+02:00</published><updated>2010-05-09T15:35:05.612+02:00</updated><title type='text'>BASTA CON LA CENSURA</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.beppegrillo.it/iniziative/scudodellarete" target="_blank" &gt;&lt;img src="http://www.beppegrillo.it/immagini/scudodellarete_banner.png" border="0" alt="Scudo della Rete"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-5039290209854022533?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/5039290209854022533/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=5039290209854022533&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/5039290209854022533'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/5039290209854022533'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2010/05/basta-con-la-censura.html' title='BASTA CON LA CENSURA'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-7948271361792248974</id><published>2010-03-19T12:52:00.008+01:00</published><updated>2010-03-19T13:14:48.446+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vita'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='animali sacri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='heka'/><title type='text'>quegli "ambientaslisti" degli Egiziani antichi</title><content type='html'>Quando si pensa all'Egitto antico poche immagini sono scolpite nell'immaginario collettivo come quelle delle tre piramidi di El Gizah, della maschera funeraria del faraone Tut Ankh Amon e , alternativamente, dei templi del faraone Ramesse II ad Abu Simbel o della piramide a gradoni di Saqqara.
Millenni di storia, di rivolgimenti politici, di lotte, di trionfi, di idee diversissime rappresentate nel nostro inconscio sempre bidimensionali e possibilmente di fronte/di profilo.
Nulla di più abominevolmente sbagliato, ma si sa, gli Egiziani antichi sono o i discendenti di Atlantide e quindi persone che non sapevano partorire nemmeno un'idea propria, o grandi iniziati di chissà quali misteri, oppure erano persone che per tre/quattromila anni hanno sempre vissuto nel medesimo modo.
Una sconcertante scoperta di quanto essi non fossero nè riconducibili a simili stupidi stereotipi nè, tantomeno, "antichi" è la loro concezione di mondo.
Oggi si fa un gran parlare di ambiente, di ecologia, di salvare le specie animali.
Siamo stati abituati a pensare, dalla nostra cultura occidentale, che ci ha messo tutto tra le mani come una madre distratta che accontenta il figlio con mille giocattoli pur di fare quel che ha da fare, a pensare che il creato, il mondo, quindi le piante e gli animali e i fiumi, laghi, mari, montagne ecc...siano di nostro esclusivo consumo, che possiamo disporne come vogliamo.
Non contenti di questo, andiamo a deturpare anche le bellezze naturali di altri popoli.
Quando chi non si accontenta non gode...
Questa concezione che tutto ciò che esiste con noi fosse nostro, a nostra disposizione, dove ci ha portato? A fare cose simpatiche, tipo disboscare selvaggiamente perchè, si sa, mica la popolazione tale può morire di fame, ha bisogno di campi coltivabili/pascoli ecc...Oppure incendiare boschi, perchè la natura selvaggia va domata e l'uomo ha il diritto di costruire le sue città dove vuole, prosciugare laghi, paludi, deviare corsi di fiume, cementificare, cementificare, cementificare. Se poi la natura segue il suo corso (io lo so, il terremoto che ci ha devastato lo scorso aprile non era uno scherzo)allora la natura è matrigna e cattiva. E ti pareva che quando fa qualcosa di male non sia una femmina?
Va bene, non deviamo. Dicevo, abbiamo ridotto la Terra su cui siamo di passaggio, in transito, ad una cacca. Non è che ci siano giri di parole per dirla meglio. Così è.
Come se una carovana che percorre una via per dirigersi in un determinato posto si fermi su quella via e si impegni a distruggerla, darle fuoco, sporcarla, ecc...Diremmo che sono pazzi vero?
E noi?
Torniamo al tema.
Gli Egiziani antichi, gente avveduta e che aveva un profondo amore per quel che viveva con loro, fossero stati persone, animali o piante, credevano che tutto fosse HEKA, che tutto contenesse HEKA.
L'Heka è la magia pratica, quotidiana, lo scongiuro o la formula per guarire il malato che il dottore, l'uebu, pronuncia dopo avergli dato la cura. Si, ma è anche, soprattutto, la forza vitale, la sacralità che ogni essere vivente ha in sè e per gli Egiziani antichi anche i fiumi (il Nilo), le piante, il sole possedevano...Tutto aveva Heka, tutto era sacro.
Anche il gatto di casa, anche il cane del vicino.
Nessun egiziano uccideva un animale "per sport" come facciamo oggi.
Sarebbe stato impensabile e assurdo per loro.
Non erano vegetariani, ma non crudelizzavano nè animali, nè piante.
In un mondo come il nostro che si dice moderno e che uccide e stupra e lacera con la facilità con cui respira, leggere che "Non ho tolto di bocca al bestiame nè pastura, nè foraggio. Non ho maltrattato nessun animale" è una delle formule che il defunto deve pronunciare innanzi a Osiride, nella stanza delle due Verità, dove avveniva la psicostasia, la pesatura del cuore che doveva essere più leggero della piuma di Maat altrimenti si era divorati dal mostro, ecco, leggere questo fa riflettere.
Chi di noi innanzi al suo Dio o ai suoi Dei può dire altrettanto?
La morale egiziana riconosceva in toto all'animale di denunciare innanzi al tribunale degli Dei i maltrattamenti subiti dagli uomini.
Inutile ghignare e dire che sono stupidaggini.
Che si creda o no negli Dei resta che queste persone di millenni fa avevano capito una cosa che noi "ambientalisti animalisti moderni ecologisti" ( se va bene) o "cacciatori/predatori/sportivi" (se va male) non abbiamo ben chiaro: che il mondo vive e respira con noi e che anche l'annientamento volontario di un singolo animale o pianta per servire un mero egoismo è un atto abominevole.
Beh che dire? Siamo moderni no?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-7948271361792248974?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/7948271361792248974/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=7948271361792248974&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/7948271361792248974'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/7948271361792248974'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2010/03/quegli-ambientaslisti-degli-egiziani.html' title='quegli &quot;ambientaslisti&quot; degli Egiziani antichi'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-7699426516347967046</id><published>2009-06-23T22:01:00.000+02:00</published><updated>2009-06-23T22:02:10.004+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dea madre'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='maja'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='abruzzo'/><title type='text'>La Majella 2</title><content type='html'>**L'Abruzzo Religioso**
“Nel quadro severo delle sue montagne e nelle difficili condizioni di esistenza da esse determinate, il profilo spirituale dell'Abruzzo è stato modellato dal cristianesimo: l'Abruzzo è stato, attraverso i secoli, una creazione di santi e di lavoratori. ... Per scoprire l'intera struttura morale dell'Abruzzo bisogna dunque conoscerne i santi e la povera gente”. Più di mezzo secolo è trascorso da quando Ignazio Silone sintetizzò in pochi essenziali tratti il profilo dell'Abruzzo. (L'Abruzzo in Abruzzo e Molise - TCI, Milano 1948)
Fra la terra d'Italia più ricca di arcano, l'Abruzzo ha la sua più profonda religiosità nella Natura e negli Eremi, oltre che nelle Chiese.
La sacralità della natura è sfondo e ad un tempo protagonista.
 
La Maiella definita da Plinio il Vecchio “padre dei monti”, è per gli abruzzesi “La Madre”, la “Dea Maja”, dea italica. Una montagna complessa e affascinante, pulsante di vita, di verde e di acque, ma anche ricca di innumerevoli testimonianze culturali: Eremi, Conventi, Castelli. La scelta della Maiella come luogo di culto da parte degli eremiti è dovuta probabilmente all'isolamento che questa montagna ha conservato. La cospicua parte superiore del massiccio è stata per per lunghi secoli terreno esclusivo di pastori, boscaioli e santi eremiti.
La sacralità della Maiella affonda le origini in epoche remotissime e precristiane. La leggenda racconta della dea Maya, gigantesca e bellissima donna frigia, che riparò su questo monte con il figlio ferito morente. Il pianto della madre arivò alle orecchie di Giove che impietosito volle dedicare al figlio della dea un alberello dagli sgargianti fiori gialli: il maggiociondolo, albero abruzzese per eccellenza.

((http://www.informacibo.it/giro_abruzzo.htm))&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-7699426516347967046?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.informacibo.it/giro_abruzzo.htm' title='La Majella 2'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/7699426516347967046/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=7699426516347967046&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/7699426516347967046'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/7699426516347967046'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2009/06/la-majella-2.html' title='La Majella 2'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-8717627177113153788</id><published>2009-06-23T21:58:00.000+02:00</published><updated>2009-06-23T21:59:37.528+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dea madre'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='maja'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='abruzzo'/><title type='text'>La Majella, la montagna sacra degli Abruzzesi, dedicata alla Dea Maja</title><content type='html'>Da tempo immemorabile la Majella rappresenta per gli abruzzesi la montagna madre. Sacra nell'antichita’ alla dea Maia, nel Medioevo divenne luogo di preghiera per numerosi eremiti, tra cui Pietro Angeleri, divenuto poi Papa Celestino V. Eremi e abbazie fiorirono cosi’ numerosi che il Petrarca la defini’ Domus Christi: dal famosissimo eremo di Spirito Santo, monumento nazionale, a vere e proprie grotte, quali gli eremi di S. Giovanni, S. Antonio, S. Angelo, etc.
((http://www.regione.abruzzo.it/turismo/parchi/majella/storia.htm))&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-8717627177113153788?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/8717627177113153788/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=8717627177113153788&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/8717627177113153788'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/8717627177113153788'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2009/06/la-majella-la-montagna-sacra-degli.html' title='La Majella, la montagna sacra degli Abruzzesi, dedicata alla Dea Maja'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-3801467558773686289</id><published>2009-06-23T21:55:00.002+02:00</published><updated>2009-06-23T21:56:39.758+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='abruzzo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='streghe'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='triora'/><title type='text'>Le streghe che nascevano la notte di Natale</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Streghe&lt;/span&gt;

Dalle nostre parti si dice “chi nasce la notte di Natale se è femmina sarà strega, se è maschio sarà lupo mannaro.” Per questo chi nasceva in questo periodo doveva essere “ferrato”, vale a dire che sul piedino doveva essere disegnato, con un ferro rovente, una croce che indelebile lo avrebbe marchiato per tutto il resto della vita.
Strega deriva dal latino Strix che indica un uccello notturno, di solito rappresentato come un vampiro o un pipistrello. Ecco perché spesso, accanto alla strega, ritroviamo sempre un uccello di colore nero, il corvo.

La strega nella credenza popolare è sempre una donna bellissima, ammaliatrice, tentatrice. Questo almeno in passato. Solo di recente, invece, è stata rappresentata come una donna vecchia, brutta, addirittura orripilante.
Vista come figura in costante rapporto con il Diavolo, lei è la sola ad avere la capacità di realizzare pratiche magiche a fin di male.
Nel mondo pagano , anche se era considerata un’incantatrice, svolgeva pratiche magiche in senso positivo e negativo. Le pratiche magiche erano svolte per lo più per favorire il raccolto, piuttosto che per distruggerlo.
Accenni a questa pratica si trovano addirittura nelle XII Tavole, primo testo della legislazione romana.

 
A quel tempo la legge non proibiva la magia rituale , se questa era usata a fin di bene, mentre interveniva , duramente, quando la stessa era usata per causare danni a persone o cose.
Mentre in epoca romana la strega deriva dal culto di antiche divinità agrarie, addirittura da quello di Cerere oppure dalla Dea Maia.
In Abruzzo, appunto terra della Dea Maia, che rappresentava la fertilità, si diffuse moltissimo il culto della mitica Angizia, dominatrice del veleno delle serpi, maga per eccellenza e temuta e rispettata in tutto il mondo.
Tra i pagani la strega conservava la capacità di tramutarsi in animale, particolarmente in gatto. Tale capacità di trasformazione è ancora intatta nella tradizione odierna e, nelle nostre zone, è ricorrente la credenza che la strega si trasformi in gatto.
Esse sono considerate, allora come oggi, creature dedite al maleficio; capaci di trasformarsi in ogni sorta di animale; dannose soprattutto ai bambini ai quali , di notte, succhiano il sangue e delle cui carni si cibano.

Storia n.55 (racconto abruzzese derivante da testimonianze dirette)

Mia cugina era nata la notte di Natale e, per questo, dall’età di due anni, certe notti spariva; se la venivano a prendere le streghe. Questo è successo , finchè non l’hanno marcata con un ago arroventato; è stata la levatrice a farlo, sotto il piede sinistro, le fece uscire un po’ di sangue; così la bambina perse quella virtù e non uscì più la notte con quella compagnia. Allo stesso orario in cui spariva la bambina, spariva anche il cavallo di un vicino di casa, forse perché serviva per portare lei.

Bucchianico (CH)- Leonella Di Nardo, n.1928
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Nel 1916 a Lanciano (Ch) si tenne un sinodo che denunciava come una superstizione diffusa nella città il ricorso a rimedi non medici per la cura delle ferite e delle malattie.
I confessori pertanto avrebbero dovuto mostrare ai penitenti che indulgere a queste pratiche era peccato e dissuaderle dal farvi ricorso.
Anche il Sinodo di Sulmona (Aq) dell’aprile del 1602 , sotto l’egida del Vescovo Cesare Del Pezzo indicava, per es., come sospetti di eresia tutti coloro che possedevano libri di magia ; erano vietati i lamenti funebri, particolarmente in uso a Scanno, era infine imposto l’obbligo di chiudere i cimiteri affinché non potessero offrire l’opportunità a streghe e malefiche di estrarne materiale per svolgere la loro criminosa attività.
Un manoscritto conservato presso l’archivio diocesano di Chieti, quasi sicuramente proveniente dalla Congregazione romana del S.Uffizio, disciplinava in modo minuzioso la procedura che i giudici avrebbero dovuto seguire in questa materia.
In primo luogo era necessario interrogare i medici che avevano avuto in cura l’infermo attorno alla malattia , per sapere se la stessa fosse stata “naturale” o prodotta da maleficio.
Nell’atto poi della carcerazione della sospetta strega andava fatta nella sua abitazione un’accurata perquisizione , al termine della quale il notaio avrebbe dovuto redigere un minuzioso inventario di tutto il materiale rinvenuto.

Alcuni anni dopo , il Sinodo tenuto dall’Arcivescovo di Chieti Antonio Santacroce, nel suo cap.x, condannava tutta una serie di atti attraverso i quali si manifestavano le “poverette”: “ nessuno osi fare legaccio, nodo, anello, immagine, segno, breve, caratteri; dire parole sconosciute o superstiziose; preparare bevande superstiziose o fare altre cose del genere; o utilizzarle sia per attirare qualcuno all’amore o al matrimonio; o per “legare” persone tra loro sposate o per arrecare danno di qualsiasi genere al prossimo; o per liberare gli uomini o gli animali dalle malattie ; o per trovare tesori o cose rubate o per fabbricare oro o argento e altre cose dello stesso genere.”
Chiunque, quindi, avesse compiuto tali atti con l’intenzione di nuocere a qualcuno o con l’espressa invocazione al demonio, e in questo modo avesse arrecato un danno concreto a qualcuno, avrebbe dovuto essere scomunicato senza indugi.
Nel caso, invece, che dai sortilegi fosse derivata soltanto una infermità, il divorzio, l’impotenza di generare, un danno agli animali, alle messi, ai frutti, l’autore (o autrice) di tali atti avrebbe dovuto essere rinchiuso in un carcere perpetuo.
Infine l’Arcivescovo vietava anche l’astrologia giudiziaria, la predizione del futuro attraverso l’osservazione delle stelle o delle linee della mano ed anche le “superstizioni e le fallaci cantilene” con le quali erano soliti ingannare il popolo.


((Un sentito grazie a http://www.triora.org/abruzzo_15.html))&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-256510514671443285?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/256510514671443285/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=256510514671443285&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/256510514671443285'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/256510514671443285'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2009/06/abruzzo-terra-di-streghe.html' title='Abruzzo Terra di Streghe'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-1791682665587348375</id><published>2009-06-23T10:00:00.003+02:00</published><updated>2009-06-23T10:01:50.803+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='culto della Dea'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='creta'/><title type='text'>Il culto della Dea a Creta</title><content type='html'>LA CIVILTA’ MINOICA E’ LA CULLA DELLA CIVILTA’ EUROPEA. 
E’ STATA SCOPERTA  DALLE RICERCHE ARCHEOLOGICHE ALLA FINE DEL XIX SECOLO.
LE TESTIMONIANZE SU CRETA RISALGONO ALLE FONTI DEI POEMI OMERICI
SUBITO LA RICERCA HA AVVERTITO  LA PRESENZA FEMMINILE  E IL CULTO DELLA DEA MADRE 
LE RICERCHE ARCHEOLOGICHE DI MARIJA GIMBUTAS INIZIATE NEGLI ANNI '80 HANNO APERTO LA VIA A UNO STUDIO CHE VEDE IL PESO DI QUESTE SCOPERTE 

Chi è la Dea Madre e perché interessa alla storia?

I soggetti di questi affreschi in miniatura sono religiosi.

Le sacerdotesse sedute guardano la cerimonia e conversano: l’una con l’altra; in una posa di comunanza e reciprocità. Va confrontato con le tre Dame in blu.  Nell’una e nell’altra raffigurazione le donne parlano fra loro.

Ambientati nella vita religiosa l’uno e nella vita sociale l’altro. Le dame sollecitano l’idea di un pubblico. Le sacerdotesse sono in attesa di qualcosa che dovrebbe avvenire. Come sottolineano i commenti: è l’epifania della Dea che attendono, rappresentata nella Regina ?

La regina è la dea dei serpenti, dei monti e della vegetazione. La ierofania, la rappresentazione della sacra dea è probabilmente anche raffigurazione di potenza regale, identificata dai simboli che la decorano e la accompagnano.

La dea madre è arrivata fino a noi attraverso statue piccole tanto che l’archeologia  ha definito 'giapponesi del  Mediterraneo'  gli artisti cretesi.

E’ molto significativo che statuette del dio non esistano. Come se in carne ed ossa il potere sacro non avesse idola maschili.

La potenza della dea è nella fecondità della natura, in ogni donna.  E questa potenza avvolgeva la regina. Signora su una popolazione che aveva mantenuto intatta la  capacità e il simbolo della civiltà in mezzo a popolazioni che da essa avevano imparato. A navigare e commerciare, a costruire, a amare l’arte  e coltivare la pace.

Marija Gimbutas  ha visto la fondamentale caratteristica femminile della civiltà europea nella sua origine.

Non è stata l’unica. L’archeologa ha  levato la storia della dea madre mediterranea alla banalizzazione delle cose scontate.

Lo studio della civiltà cretese è quindi necessità di cambiare il modo di pensare la storia e di interpretarla. La storia dell’occidente è tutt’altro che la catena di vittorie e sconfitte di popoli che il tempo trasmette attraverso i documenti storici. Oppure non è solo questo. E’ invece  stata per Gijmbutas il risultato dello scambio fra i sessi e poi  lotta contro i popoli che a queste culture, femminile e maschile, si ispirano.  Interpretazione  stimolante, oltre lo sguardo curioso e erudito delle manifestazioni di genere, capace di accogliere la ricerca storica rilanciando significati che dovrebbero interessare tutti, sia le donne che gli uomini.
(assaggio preso da http://www.donneconoscenzastorica.it/testi/creta/boscosacro.htm ** che consiglio vivamente di leggere!!)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-1791682665587348375?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.donneconoscenzastorica.it/testi/creta/boscosacro.htm' title='Il culto della Dea a Creta'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/1791682665587348375/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=1791682665587348375&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/1791682665587348375'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/1791682665587348375'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2009/06/il-culto-della-dea-creta.html' title='Il culto della Dea a Creta'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-4330869011416816046</id><published>2009-06-07T11:33:00.003+02:00</published><updated>2009-06-07T11:34:42.880+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dea'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='culti sincretici'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cristanesimo'/><title type='text'>I culti sincretici del cristianesimo e quanto ha preso dal paganesimo</title><content type='html'>La religione Cristiana presenta spesso , con nuove vesti, antichi retaggi culturali, rituali pagani assorbiti dalla nuova religione che però si ripresentano con forza tra le pieghe del manto tessuto proprio per nasconderle e coprirle. E’ così che il vento della riminiscenza fa gonfiare questi veli facendo assumere le forme di una antica figura pagana, la donna-sacerdotessa del culto arboreo, le cui sembianze oggi sono quelle di una strana vecchina, molto simile alle streghe perseguitate dalla stessa SANTA Inquisizione Cristiana. Essa ha avuto tanti nomi nel passato ma oggi potremmo chiamarla facilmente “befana”. Sara’ per conoscere le reali origini di questa tipica figura natalizia che dovremo addentrarci tra le lande desolate dei miti celtici fino ad arrivare agli antichi culti arborei e naturali. La figura della donna maga, poi trasformata in “vecia” per renderla piu’ spaventosa e reietta dalla nuova religione, proviene dalla figura della vergine sacra tipica di diversi culti di divinita’ maschili e arboree come Bacco e Dioniso e sara’ proprio dalle sacerdotesse di quest’ultimo che prenderà corpo l’immagine della strega medievale. Con l’avvento del Cristianesimo tutti i rituali pagani che gia’ avevano perso i profondi significati dell’antica religione iniziarono ad esser demonizzati, gli antichi luoghi sacri divennero posti di incontro con il diavolo che , proprio in quel periodo, iniziava ad esser rappresentato con un aspetto del tutto simile a quello di divinita’ arboree tipo Pan , meta’ uomo e meta’ capro.
Le numerose rappresentazioni iconografiche di cerchi di donne danzanti attorno al “caprone”, tipiche del periodo medievale ed inquisitorio, portano subito alla mente gli antichi rituali arborei o successivamente Orfico-dionisiaci. Del resto lo stesso Sabbah , la “festa” delle streghe sembrerebbe etimologicamente provenire proprio da uno degli antichi nomi di Dionisio, o altressì Sabazio, con il quale era conosciuto il Tracia.
Come nell’antica religione legata alla fertilità e alla procreazione, anche in questi rituali successivi elemento fondamentale e’ il simbolo fallico, il “priapos” o se vogliamo, l’albero della vita. Ed ecco che il Sabba si tiene attorno al mistico noce, l’albero dalla grande chioma , non scelto a caso ma a per i suoi frutti che tanto ricordano i pomi degli antichi miti nordici. Uno dei piu’ famosi alberi di noce legati alle streghe e’ quello di Benevento, i cui primi rituali risalgono al VII sec. quando si narra che i Longobardi praticassero un rito propriziatorio appendendo al noce delle palle di caprone e per poi colpirle con delle frecce e ridurle in piccoli brandelli che poi venivano mangiati. Nel XII sec. iniziarono a spargersi le voci di rituali stregoneschi attorno all’albero tanto che il vescovo locale lo fece abbattere e costrui’ la chiesa di Santa Maria in Voto , ma tantissime sarebbero le leggende simili in tutta narrate Italia.
Questi rituali arborei richiamano molto l’usanza del’ magico albero di natale , l’abete sotto il quale si depositano in ogni casa i doni per i bimbi buoni.
La tradizione dell’albero di Natale e’ un’usanza che affonda le sue radici nella notte dei tempi e che risale ad antichi riti pagani legati al solstizio d’inverno.
Oggi l’albero si presenta adorno di luci e illuminazioni, decorazioni, fili colorati e nastri che ricordano i capelli delle fate o le illuminazioni che riportano alle tradizioni dei falo’ e del “ceppo” di Natale. Da tempo immemorabile , infatti, i contadini di tutta Europa usavano accendere falo’, i cosi detti fuochi di gioia , non e’ neanche raro che in questi fuochi si ardessero fantocci o si fingesse ardere una persona viva. Le date per l’accenzione sono molte e coincidono spesso con le feste dell’anno celtico, in particolare nel solstizio d’inverno era usanza accender falo’ perche’ l’uomo primitivo in corrispondenza di quei giorni in cui il calore del sole e la sua luce iniziava a diminuire, quasi come per magia “simpatica” ,accendeva fuochi in terra quasi per riportare il calore e la luce tra gli uomini.La prima cosa da notare e’ la notevole somiglianza tra i vari rituali che prevedono l’accenzione di questi fuochi. Le spiegazioni che gli antropologi hanno dato sono essenzialmente due: tali riti si basassero su una magia imitativa del ciclo solare, o dall’altra che avessero una funzione purificatrice.
Il “ciocco” di Natale, di solito di olivo , betulla o molto piu’ frequentemente di quercia , era spesso associato alla divinita’ del tuono e da qui la convinzione che proteggesse la casa dai fulmini . Molti ancora erano i suoi “poteri”, per esempio, le sue ceneri erano disperse nelle campagne per renderle piu’ fertili , o ancora sarebbero nati un numero di capretti pari a quello delle scintille che fossero saltate fuori dal fuoco. L’albero e’ anche un simbolo cosmico oltre che solare , rappresenterebbe un trait d union tra la terra , simboleggiata dalle sue radici , e il cielo, rappresentato dai rami, cosi’ l’abete natalizio altro non sarebbe che una imitazione del Frassino Universale , il Yggdrasil delle tradizioni nordiche , l’albero al quale rimase appeso Odino per raggiungere la conoscenza suprema e tra le cui radici ancora oggi , tra mille luci si trovano i “doni” natalizi che ancora simboleggiano la sua generosità.
Il Sacro Vischio
Sempre legato alla tradizione natalizia e arborea e’ il mistico vischio, considerato una pianta magica per la sua origine: non spunta dal terreno ma, nascendo sui tronchi dei meli, delle querce e dei pioppi, sembra nascere dal cielo , inoltre le sue bacche si sviluppano in nove mesi proprio come il feto umano e si raggruppano in numero di tre, numero da sempre sacro in tantissime culture.
Presso i Druidi il Vischio era considerato una pianta sacra e veniva reciso dall’albero su cui nasceva con una solenne cerimonia, usando un falcetto d’oro, infatti il vischio e’ una tipica pianta lunare e dunque , recidendola con un metallo legato alla divinità solare come l’oro si riunivano le opposte energie. Lo stesso falcetto, la cui forma è proprio quella della Luna crescente altro non sarebbe che un simbolo di riunione delle energie del cosmo e dei due principi, quello femminile e lunare con quello maschile e solare. La raccolta del vischio avveniva in due momenti particolari dell’anno, a Samhain, il primo Novembre , vero e proprio Capodanno celtico e durante il Midsummer’s Eve, la famosa festa di San Giovanni. Queste tradizioni legate alla pianta le ritroviamo anche nella cultura romana quando Enea chiede alla Sibilla il permesso di Apollo per scendere nell’Averno a trovare il padre Anchise, si sente rispondere che è indispensabile, per affrontare tale viaggio, avere con sé il Ramo d’Oro, che dovrà essere dato in dono a Proserpina.
“Come ne’ boschi al brumal tempo suole
di vischio un cesto in altrui scorza nato
spiegar le verdi fronde e gialli i pomi,
e con le sue radici ai non suoi rami
abbarbicarsi intorno; così ‘l bronco
era de l’oro avviticchiato a l’elce,
ond’era surto; e così lievi al vento
crepitando movea l’aurate foglie.”
Tra le varie tradizioni di prosperità legate al vischio, c’è quella che vuole il baciarsi sotto la pianta perché di buon auspicio, tradizione che ancora oggi si effettua in molte case, e sopravvissuta alla religione cristiana , deriva da antiche conoscenze druidiche che vorrebbero il vischio una pianta apportatrice di fecondità dato che le sue bacche , schiacciate davano un liquido molto simile al “seme” maschile.
-La figura della befana
E’ in questo contesto che si inserisce la figura della befana, la vecchia , portatrice di abbondanza e legata ai rituali di fertilita’, che dispensa doni e “carbone” ai bimbi meritevoli ponendo i suoi regali in vecchie calze la cui forma ricordano fortemente la cornucopia. In realta’ la figura della vecchia e’ stata successivamente travisata dalla moralistica religione cristiana che le ha dato il potere di premiare o punire cambiandone fortemente i connotati. Infatti lo stesso carbone, sinonimo di “punizione” e’ in realta’ un simbolo di fertilita’ legato al culto arboreo, alle tradizioni dei fuochi sacri e del ceppo natalizio. Moltissime sono in Italia le tradizioni legate alla vecchia , chiamata anche Ardoiee, Berta, Donazza, Gianepa o Marantega, nome che si avvicinerebbe a Mater Antiqua, e che spesso la vedono, come le streghe , a cavalcioni su una scopa.
E’ in questo strano intricarsi di elementi che prende corpo l’immagine della scopa stregonesca, attrezzo magico che ricorda fortemente il bastone o la “bacchetta magica”, simbolo priapico e al tempo stesso legato all’albero. Anche la tradizione della scopa potrebbe derivare dagli antichi culti dionisiaci e in particolare dal Tirso, il mitico bastone avvolto da foglie d’edera e vite e con in capo una pigna, elemento legato alla fertilità a causa dei “frutti” che nasconde nel suo seno.
Nel medioevo si credereva che la scopa fosse il mezzo di trasporto delle streghe che, attraverso essa, raggiungevano i loro raduni. In particolare in Valcamonica, ad esempio, si racconta che le streghe conoscevano un incantesimo che trasformava le scope in cavalli e che sopra di essi raggiungessero la cima del Tonale ove avevano i loro conciliaboli.
In realtà la scopa, spesso dichiarato arnese delle streghe usata proprio dalle donne nei lavori domestici in realtà è un simbolo priapico che solo successivamente , verso il XV sec. acquista l’immagine della famigerata scopa e la sua stessa posizione , tra le gambe della donna, la rendono un fortissimo simbolo di fertilità e prosperità.
Ancora oggi , dunque , nel santo periodo natalizio , strane donne a cavalcioni di scope , alberi illuminati , piccole bacche bianche ci fanno rivivere antiche tradizioni di un mondo e un culto oramai perduto: La Foresta.
(un grazie al bellissimo sito: http://www.unknown.it/storia/le-tradizioni-natalizie-e-il-culto-arboreo/ e ad Andrea Romanazzi, l'autore del testo, al quale nulla si intende sottrarre)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-4330869011416816046?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/4330869011416816046/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=4330869011416816046&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/4330869011416816046'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/4330869011416816046'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2009/06/i-culti-sincretici-del-cristianesimo-e.html' title='I culti sincretici del cristianesimo e quanto ha preso dal paganesimo'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-3582535056016232529</id><published>2009-06-07T11:08:00.003+02:00</published><updated>2009-06-07T11:14:44.444+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dea madre'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='acque'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antiche dee'/><title type='text'>L'Acqua, la Dea e le Madonne delle sorgenti</title><content type='html'>Il Culto Delle Acque E La Dea Acquatica Nell’Italia MeridionaleScritto da Andrea Romanazzi - gennaio 7th, 2009 -   Pubblicato sotto Archeologia e Storia, Esoterismo, tradizioni popolari
Il folklore italiano presenta spesso, nelle sue molteplici tradizioni e leggende, antichi retaggi culturali e rituali pagani assorbiti dalle usanze popolari, che però si ripresentano con forza nel tessuto popolare che ci circonda e che fanno capo alla dea dal volto bruno, la Mater che dona la vita e la morte.
Molteplici sono gli aspetti legati alla figura ctonia della dea della fecondità e tra questi di particolare rilievo appaiono quelli legati agli antri e al culto delle acque. Già dal VII sec. a.C. in moltissime grotte europee sono presenti i segni del culto delle pozze carsiche e delle sacre stalattiti o stalagmiti spesso ornate dai simboli della dea. Se l’antro rappresenta il metaforico ventre della divinità, la stalattite diventa l’elemento priapico, l’immagine “acheropita” del dio generato dalla stessa mater. L’acqua accumulandosi in piccole cavità lascia il suo contenuto di carbonato di calcio e genera quelle concrezioni calcaree che sembrerebbero materializzarsi nel ventre della sua sposa.
Elemento importantissimo del culto diventa così l’acqua e le sorgenti, il mistico liquido che microcosmicamente ricorda la misteriosa umidità del “sesso” femminile e i liquidi naturali secreti dalla donna, che avvolgono l’infante nel momento della sua nascita.
Sarà questa acqua carbonatica che, a causa del suo colore lattescente, assume nell’immaginario popolare le sembianze del latte della Mater e dà vita alla tradizione tutta italiana delle “pocce lattaie” o “latte di grotta”.
Ancora oggi, secondo le tradizioni contadine, l’acqua delle sorgenti o quella raccolta in piccole pozze carsiche ha notevoli poteri curativi il cui ricordo rimane ben saldo nelle culture contadine successive ove alla sacra “coppella” è sostituito il pozzo, simbolo religioso ma anche materiale dato che l’acqua in esso accumulata può garantire la sopravvivenza di una famiglia o del raccolto. Il culto del pozzo come luogo sacro è già testimoniato da ritrovamenti di ceramiche votive dell’Eneolitico e proseguirà successivamente,, infatti sarà da questi atavici ricordi che nasce nel Medioevo la valenza magica di questi luoghi tramandata ancora oggi nelle leggende popolari che narrano di “pozzi dei desideri” ove basterebbe lanciare una moneta per realizzare quello a cui si aspira fortemente.
Successivamente con l’avvento della religione cristiana questi antichi luoghi di culto vengono demonizzati, e quindi il pozzo diventa la via per accedere agli inferi o spesso legati a santi, alla Vergine,a Santa Verena o a Santa Brigida.
Un interessante esempio potrebbe essere la il St. Brigid’s Well a Liscannor, la leggenda narra che la Santa giunse in questo luogo e raccogliendo a se tutti i pagani li battezzò con l’acqua della fonte ivi presente e ancora oggi il 1 Febbraio, data non casuale ma coincidente proprio con l’antica festa del fuoco di Imbolc. Si narra che l’acqua del pozzo abbia notevoli poteri taumaturgici e così si usa bagnare un pezzo di stoffa nella fonte e passarlo poi sul volto per guarire malattie agli occhi e successivamente appeso su di un albero, rituale che ricorda i culti arborei da sempre legati alla dea.
Altro luogo dedicato alla Madonna e alle miracolose acque è Chatres in Francia, sito sacro alle popolazioni celtiche e galliche che veneravano la dea madre all’interno di una grotta nelle vicinanze e utilizzavano le sacre acque ivi presenti per i loro rituali di fertilità.
Tradizioni legate al culto delle acque e della dea le troviamo diffuse in particolare nel sud Italia ove la tradizione della dea si è conservata per millenni nelle figure delle “masciare” le streghe-guaritrici che ancora fino ai primi del ‘900 operavano nelle campagne.
In Basilicata ancora oggi possiamo ritrovare nella toponomastica dei luoghi le tracce di un antico culto mai del tutto dimenticato, pensiamo a Melfi o al termine “Mofeta”, che riecheggiano il nome dell’antica divinità autoctona Meftis, dea della fertilità e prosperità e alla quale si raccomandavano le giovani spose partorienti, per arrivare al fiume Bradano, il cui nome nasconde nel “dan” il ricordo degli antichi popoli legati alla dea Dana, divinità che abbiamo incontrato anche nelle culture nordiche e che lega indissolubilmente popoli anche lontani tra loro come i Danai, i Dauni, gli Shardana, i Tuatha de Danann, i popoli autoctoni di quella zona dell’Europa dell’Est oggi vicina al Danubio e molti altri ancora.
Molto interessante è poi Matera, la “Mater Dea” che nasconde nel suo grembo di cunicoli, antri e anfratti i ricordi della dea e dove ancora oggi o ancora si venera il culto della Vergine Bruna, la venere “nigra sum sed formosa” che, sotto le sembianze della Madonna, nasconde atavici ricordi di un culto mai scomparso.
Un interessante centro è “Labrum” o meglio nota oggi come Lavello, “l’Abbeveratoio”, ove è stata portata alla luce una enorme acropoli nei pressi del cimitero cittadino e un tempio dedicato proprio a Mefite.
Moltissimi poi sono i ritrovamenti legati a questa antica divinità, in località Murgia Timone ad esempio, nei pressi di Matera sono presenti monumenti enigmatici non molto facili da spiegare se non nell’ottica del culto delle acque. Questi sono costituiti spesso da un doppio cerchio di pietre con al centro un foro che conduce nell’ipogeo, il ventre della dea segnato dal circolo femmineo esterno che indica la sacralità del luogo. Spesso questa entrata era ricoperta da cumuli di pietre e alcuni sono ancora visibili con una funzione che spesso è considerata oscura e che troppo facilmente si è definita sepolcrale. In realtà questi cumuli lapidei, spesso definiti “specchie”, avevano un ruolo importantissimo nel culto della dea delle acque, infatti per un semplice fenomeno di condensa la brina che si accumulava durante la notte tra le pietre condensava di giorno cadendo così nella camera sottostante, per il primitivo erano proprio questi massi a creare il liquido vitale, la dea che con il suo fresco umore garantisce la vita e la fertilità e dunque luoghi ove sicuramente si raccoglieva l’acqua per abluzione rituali e per garantire prosperità alle donne. Moltissime poi sono le cisterne e le coppelle sacre presenti nelle rocce e che servivano per la raccolta delle acque.

Nei pressi Vaglio e Macchia Rossano, scavi archeologici hanno portato alla luce templi costituiti da grossi massi sui quali erano intagliati dei canali che portavano in loco l’acqua delle sacre fonti presenti nella zona. Anche in questo caso le numerose iscrizioni ritrovate hanno permesso di attribuire il luogo al culto della dea Mefite, e successivamente a quello di Venere e della ninfa Oina, il cui ricordo ancora oggi si cela tra i ricordi di una festa patronale dedicata alla Madonna e ad una sorgente che si trova nelle vicinanze. Sicuramente questo luogo era dedito, oltre che al culto acquatico, alla pratica della prostituzione sacra tipica dei rituali della dea come testimoniato da alcune dediche a Venus Ercynia il cui rituale era legato alle sacre meretrici.
La stessa idea la ritroveremo poi in due dei centri più antichi dell’area di culto in Lucania, datati VI sec. a.C., Garaguso e Armento ove la presenza di antiche canalizzazioni riportano prepotentemente ai rituali acquatici e delle fonti.
Per quanto riguarda il primo, presso alcune sorgenti del paese sono stati trovati diversi depositi votivi, uno in contrada Fontanelle, il cui nome appunto ci rammenta il legame con i culti acquatici, e un secondo, scoperto nel 1922, in località Filera.
Molto interessanti sono stati i rinvenimenti, statuette di divinità femminili in piedi o sedute, portatrici di frutta e fiori, la statuetta della dea accompagnata da un porcellino o meglio un cinghiale, animale totemico dei culti arborei e una focaccia su di un piccolo vassoio, offerte votive per chiedere fertilità alla dea. Altro interessante sito piuttosto simile a quello di studio è quello che si trova nel bosco di cupolicchio ad Albano di Lucania, qui sarebbero presenti massi erratici e rudimentali vasche ricche di pittogrammi e graffiti.
La tradizione dei santuari dell’acqua è presente anche in Calabria, testimoniata da antiche tradizioni ancora oggi celate nel folklore locale, e così che per conoscere e entrare nel mistico “circolo femmineo” dovremo seguire le orme della dea che ancora oggi riecheggia nella regione tra cupe rocce megalitiche e volti di brune vergini.
Una interessante scoperta che collega prepotentemente queste aree al culto delle acque e della mater è quella recentemente effettuata nelle campagne di Nardodipace in località Sambuco e successivamente nelle aree limitrofe dei territori comunali si Serra S.Bruno e Stilo. Qui sono state individuate strutture megalitiche datate V-III millennio a.C. sicuramente collegate al culto delle acque. In quelli che sono stati definiti dagli studiosi i siti “A” e “B” sono presenti strane strutture megalitiche e diverse coppelle rituali, anche di enormi dimensioni tanto da poterle assimilare a vasche che ci riportano ai culti precedentemente descritti.
Non si conosce ancora la reale funzione di questi templi megalitici ma sicuramente essi sono legati al culto della fertilità e alla “mater aqua” che fa se stessa immanente nella grotta, alla guardia di quel mistico liquido che assicura la vita.
Del resto il culto della dea Madre non è estraneo a queste terre come testimoniato dai templi dedicati a Persefone e Demetra presenti a Vibo Valentia e dove son state ritrovate moltissime sono le statuette votive raffiguranti la dea e il toro, i suo animale totemico.
Ma forse ancora più importanti sono le testimonianze lasciate nelle famose lamine d’oro ritrovate a Vibo che ci descrivono il culto di Demetra e delle sacre acque riecheggiando atavici ricordi mai del tutto scomparsi.
“…troverai a sinistra delle case di Ade una fonte ed accanto ad essa un bianco cipresso:
a questa fonte non avvicinarti neppure.
Ma ne troverai un’altra, fredda acqua che scorre dal lago Mnenosyne:
vi stanno innanzi custodi.
Dì “son figlia della terra e del cielo stellato, Urania è la mia stirpe e ciò sapete anche voi.
Di sete son arsa e vengo meno:
ma datemi presto la fredda acqua
che scorre dal lago Mnenosyne”.
Ed essi ti daranno da bere dalla fonte divina
E dopo d’allora con i sacri dei eroi sarai sovrana.
A Mnenosyne è sacro questo (testo):
per il mystes a quando sia sul punto di morire…
Bibliografia 
AA.VV. Popoli Anellinici in Basilicata Napoli 1971
AA.VV. Il sacro e l’acqua. Culti indigeni in Basilicata, Roma 1998
J.Frazer: “Il Ramo d’Oro” Bolati-Boringhieri
.Romanazzi: “Guida alla Dea madre in Italia” Venexia Editrice, Roma, 2005&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-3582535056016232529?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/3582535056016232529/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=3582535056016232529&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/3582535056016232529'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/3582535056016232529'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2009/06/lacqua-la-dea-e-le-madonne-delle.html' title='L&apos;Acqua, la Dea e le Madonne delle sorgenti'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-300434571094375305</id><published>2009-06-07T10:34:00.003+02:00</published><updated>2009-06-07T10:40:55.931+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dea'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antiche dee'/><title type='text'>Amaterasu, la Dea che splende nei cieli</title><content type='html'>Amaterasu-ō-mi-kami (天照大御神? letteralmente "Grande Dea che Splende nei Cieli"), generalmente abbreviato in Amaterasu, è la dea del Sole (divinità da cui discendono tutte le cose) nella religione shintoista. 
È considerata la mitica antenata diretta della famiglia imperiale giapponese.
Amaterasu è comunemente indicata come di sesso femminile, nonostante il Kojiki, il più antico documento scritto della storia nipponica, dia pochi indizi riguardo il suo sesso: il linguaggio giapponese antico non usava pronomi specifici per i generi. Alcuni altri libri come lo Hotsuma Tsutae, descrivono la divinità come maschile.
Esistono tre differenti leggende sulla sua nascita:
Secondo quanto narrato nel Kojiki ("Memorie degli eventi antichi") ed in un testo alternativo del Nihonshoki ("Annali del Giappone"), Amaterasu, la prima dei tre figli nobili di Izanagi, nacque dal suo occhio sinistro mentre questi stava purificando sé stesso in un fiume dopo la sua visita al mondo sotterraneo (Yomi-Tsu-Kumi). Izanagi gli affidò il governo delle Alte Pianure Celestiali (Takamagahara) ed il gioiello Mikuratana no Kami.
Il testo principale del Nihonshoki racconta invece che Izanagi e Izanami crearono tutti i kami della terra, quindi per dare loro un "Signore di tutti" crearono insieme Taiyo no Kami ("Kami del Sole"), a cui affidarono il compito di governare sugli affari dei cieli.
In una terza versione (contenuta sempre nel Nihonshoki) Amaterasu viene creata da uno specchio di rame bianco tenuto in mano da Izanagi.
Il Kojiki riporta un antico racconto che è chiaramente un esempio dell'occorrenza del tema della scomparsa del Sole. In seguito ad una discussione con il suo indisciplinato fratello, il dio della tempesta Susanoo, questi distrusse gli argini delle risaie piantate da Amaterasu e ne ostruì i fossati. Amaterasu ne fu così imbarazzata da ritirarsi nella caverna Ama-no-Iwato precipitando il mondo nell'oscurità.
Le altre divinità la pregarono di uscire fuori senza successo. Quindi la dea Ama-no-Uzume ebbe un'idea, appese un specchio ad un albero vicino ed organizzò una festa, esibendosi in una danza erotica di fronte alla caverna. Fece ridere talmente tanto gli altri dei da incuriosire Amaterasu e spingerla a sbirciare fuori. Vedere il proprio riflesso nello specchio la stupì talmente che gli altri dei riuscirono a tirarla fuori dalla caverna ed a convincerla a ritornare nel cielo.
Successivamente inviò suo nipote Ninigi-no-Mikoto a pacificare il Giappone, a lui donò la spada sacra Kusanagi, il gioiello Yasakani no magatama e lo specchio Yata no kagami, che divennero i primi simboli imperiali giapponesi. Il pronipote di Ninigi-no-Mikoto fu il primo imperatore del Giappone, Jinmu.
Ad Amaterasu viene anche attribuita l'invenzione della coltivazione del riso e del frumento, l'uso del baco da seta e la tessitura con il telaio. Il suo santuario più importante, il Grande Santuario di Ise è situato ad Ise, sull'isola di Honshu. Il santuario viene abbattuto e ricostruito ogni venti anni. In questo santuario viene rappresentata da uno specchio.
Ogni 17 luglio viene celebrata con processioni nelle strade in tutto il paese. Il solstizio d'inverno 21 dicembre, si celebra la sua uscita dalla caverna.
Fino alla fine della seconda guerra mondiale la famiglia reale giapponese ha proclamato di discendere da Amaterasu, e l'imperatore veniva considerato un essere divino.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-300434571094375305?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/300434571094375305/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=300434571094375305&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/300434571094375305'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/300434571094375305'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2009/06/amaterasu-la-dea-che-splende-nei-cieli.html' title='Amaterasu, la Dea che splende nei cieli'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-5823758213568250395</id><published>2009-06-07T10:20:00.002+02:00</published><updated>2009-06-07T10:26:28.356+02:00</updated><title type='text'>Una delle forme della Dea: Sekhmet</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Sekhmet&lt;/span&gt; il cui nome significa &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;"Colei che è potente"&lt;/span&gt; era una divinità solare zoomorfa della mitologia egizia.
 
Centro del suo culto era a Letopolis nel 2° distretto del Basso Egitto.
Veniva raffigurata come leonessa o come una donna dalla la testa leonina, ed a partire dalla XVIII dinastia acquisì anche i simboli divini quali il disco solare, l'ureo ed il bastone uadj.
Dalla parola egizia sekhem che significa potere derivano sia lo scettro e, con l'aggiunta della desinenza et indicativa del femminile, il nome della dea.
Figlia di Ra, nella tarda teogonia menfita a partire dal Nuovo Regno, era membro della triade come sposa di Ptah e madre di Nefertem, prendendo anche l'epiteto di "La grande, amata da Ptah".
Era la terribile dea della guerra che impersonificando i raggi dal calore mortale del sole incarnava il potere distruttivo dell'astro ma anche l'aria rovente del deserto i cui venti erano il suo alito di fuoco e con i quali puniva i nemici che si ribellavano al volere divino. Rappresentava anche lo strumento della vendetta di Ra contro l'insurrezione degli uomini imponendo l'ordine del mondo.
Portava morte all'umanità ma era anche la dea protettrice dei medici come citano i papiri medici Ebers ed Edwin Smith ed i suoi sacerdoti, molto potenti erano spesso chiamati per la cura di patologie ossee, quali le fratture.


Dal carattere molto pericoloso questa dea aveva quindi un lato benevolo che richiedeva rituali specifici soprattutto durante gli ultimi cinque giorni dell'anno lunare, giornate queste estremamente pericolose.
Era temuta persino nell'Aldilà dove il malvagio Seth ed il serpente Apopi venivano sconfitti dalla dea che abbracciava con le sue spire di fuoco Ra nel suo viaggio notturno.
Sekhmet incarnava il fiammeggiante Occhio di Ra ed era in questo caso assimilabile a Tefnet. Narra il mito della Dea Lontana che Ra, adirato con gli uomini che avevano cospirato contro di lui, la inviò per ucciderli, ma dovette poi fermarla ubriacandola con la birra, colorata di rosso come il sangue, per far sopravvivere il genere umano. La dea, assetata di sangue, che stava uccidendo sistematicamente tutti gli uomini dopo aver bevuto la birra si addormentò ed al risveglio prese le sembianze di Bastet che rappresentava solo le qualità benefiche del sole.
Per ricordare la terribile circostanza, nacque la Festa dell'Ebbrezza, celebrata nella stagione di Akhet ossia dell'inondazione del Nilo e nella quale venivano preparate grandi quantità di birra.
L'attributo di Colei che è potente era in realtà attributo di Hathor e fu quest'ultima, per punire gli uomini ribelli, che si trasformò in Sekhmet a sua volta identificata, oltre alle già citate Bastet e Tefnet, anche in Uadjet.

Più di cinquecento statue della dea sono state trovate nel tempio di Karnak , fatte erigere da Amenofi III per non inimicarsi la crudele dea.
Successivamente Mut, la dea di Tebe, assorbì per sincretismo le caratteristiche ed i compiti della dea Sekhmet, che ne divenne così il suo lato negativo ed oscuro.
(grazie a wikipedia)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-5823758213568250395?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/5823758213568250395/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=5823758213568250395&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/5823758213568250395'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/5823758213568250395'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2009/06/una-delle-forme-della-dea-sekhmet.html' title='Una delle forme della Dea: Sekhmet'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-2934075244307923678</id><published>2009-06-07T10:14:00.003+02:00</published><updated>2009-06-07T10:17:40.026+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='autrici'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='luciana percovich'/><title type='text'>...un pò di preferenze...</title><content type='html'>Ovviamente questo è un posto privato, è un blog e vi metto quel che mi interessa, non è un luogo dove "fare pubblicità", ma spesso per troppo rispetto umano ci si dimentica dell'ovvio.
Si dimentica che non è reato consigliare un libro o un'autrice.
Alla fine di opinione personale si tratta no?
Ed è una Autrice che desidero consigliare, una donna davvero in gamba.

LUCIANA PERCOVICH

Attiva nel movimento delle donne dagli anni ‘70, docente e ricercatrice della Libera Università delle Donne di Milano, ha diretto collane di saggistica e scritto su varie riviste occupandosi di medicina delle donne, scienza, antropologia, mitologia e spiritualità femminile.

Attualmente organizza conferenze e seminari sul sacro femminile insieme a noti personaggi internazionali (Vicki Noble, Mary Daly, Joan Marler) e opera per divulgare anche in Italia il lavoro di Marija Gimbutas e di altre studiose, italiane e straniere, sulla riscoperta delle radici femminili delle civiltà storiche.

Tra le sue pubblicazioni possiamo elencare Posizioni amorali e relazioni etiche, Melusine, 1993 (tradotto in Figuras de la madre, Madrid, 1996) e La coscienza nel corpo. Donne, salute e medicina negli anni Settanta, Fondazione Badaracco-Franco Angeli, 2005 e, a più mani, Verso il luogo delle Origini, La Tartaruga, 1992; Donne del Nord/Donne del Sud. Verso una politica della relazione tra diversità, solidarietà e conflitto, Franco Angeli, 1994; T. G. H. Strehlow, I sentieri dei sogni. La religione degli aborigeni dell’Australia Centrale, Mimesis,1997.
(un sentito grazie a http://www.venexia.it/Biografie/Percovich/Percovich.htm)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-2934075244307923678?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/2934075244307923678/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=2934075244307923678&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/2934075244307923678'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/2934075244307923678'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2009/06/un-po-di-preferenze.html' title='...un pò di preferenze...'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-5560122363048597745</id><published>2009-05-31T18:52:00.000+02:00</published><updated>2009-05-31T19:14:47.930+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dea'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antiche dee'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iside'/><title type='text'>Litanie ad Iside</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 204, 102); font-family: Times; font-size: 14px; font-style: italic; line-height: 21px; "&gt;&lt;h2 class="title" style="margin-top: 1.5em; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.75em; margin-left: 0px; font: normal normal bold 77%/normal 'Trebuchet MS', Trebuchet, Arial, Verdana, sans-serif; line-height: 1.4em; text-transform: uppercase; letter-spacing: 0.2em; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;LITANIE EGIZIANE&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div class="widget-content"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; "&gt;&lt;span style="font-size: 85%; "&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Santa Iside.
Madre Universale.
Madre degli dei.
Madre di Horus.
Anima Madre dell’universo.
Sacra Vergine Terra.
Madre d’ogni vivente.
Illustrissima Iside misericordiosa e giusta.
Specchio di Giustizia e Verità.
Misteriosa Madre degli uomini.
Loto sacro.
Sistro aureo.
Astante.
Regina dei Cieli e della Terra.
Vergine Madre&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="widget-content"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); font-family: Verdana; font-size: 12px;"&gt;(tratto da &lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 204, 102); font-family: Times; font-size: 14px; "&gt;&lt;a href="http://lagrandemadre.blogspot.com/2009/05/crop-circle-comparso-abbots-down-il-5.html"&gt;http://lagrandemadre.blogspot.com/2009/05/crop-circle-comparso-abbots-down-il-5.html&lt;/a&gt; )&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-5560122363048597745?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://lagrandemadre.blogspot.com/2009/05/crop-circle-comparso-abbots-down-il-5.html' title='Litanie ad Iside'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/5560122363048597745/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=5560122363048597745&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/5560122363048597745'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/5560122363048597745'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2009/05/litanie-ad-iside.html' title='Litanie ad Iside'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-6184647745957799653</id><published>2009-05-02T18:04:00.004+02:00</published><updated>2009-05-02T18:15:51.267+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antiche dee'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iside'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='egitto antico'/><title type='text'>Iside, Regina Caeli</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-family:'times new roman';"&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;I nomi della Grande Madre sono tanti: Inanna per i Sumeri, Ishtar per gli Accadi, Anat ad Ugarit, Atargatis in Siria, Artemide-Diana ad Efeso, Baubo a Priene, Aphrodite-Venere a Cipro, Rea o Dictinna a Creta, Demetra ad Eleusi, Orthia a Sparta, Bendis in Tracia, Cibele a Pessinunte, Ma in Cappadocia, Bellona a Roma.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;In Egitto il suo nome è Iside. Figlia di Nut, dea del Cielo, e di Geb, dio della Terra. Sposa di Osiride, ucciso da Seth, dio del deserto, e risorto per opera della stessa Iside.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Iside è la madre di Horus, il dio fanciullo che appare in numerose rappresentazioni in braccio ad Iside che lo allatta. Osiride si reincarna in Horus, nato dall'unione con Iside dopo la resurrezione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;La triade Iside, Osiride ed Horus rappresenta la continuità della vita, la vittoria sulla morte, la vita oltre la morte.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Con l'avvento della dinastia tolemaica (323 a.C.) il culto di Iside si diffuse in tutto il Mediterraneo. Iside divenne il prototipo della Madre e del Figlio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Si trovano testimonianze del culto di Iside ad Atene, a Titorea presso Delfo (dove si trovava il più sacro dei santuari greci di Iside), in molti centri della Grecia, nelle isole dell'Egeo (in particolare a Delo), in Asia Minore, in Africa settentrionale, in Sicilia, in Sardegna, in Spagna, in Italia (soprattutto in Campania a Pompei, Pozzuoli, Ercolano), in Gallia e in Germania.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;A Roma il culto ebbe un grande successo. Verso l'88 a.C. era in funzione a Roma un collegio di &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;pastophori&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;: una confraternita di sacerdoti che portavano nelle processioni piccole edicole con le immagini divine.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Nel 65 a.C. un altare dedicato ad Iside sul Campidoglio venne distrutto per ordine del Senato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;I seguaci di Iside, appartenenti a tutte le classi sociali, furono coinvolti nelle lotte politiche e sociali degli ultimi tempi della Repubblica. Il Senato ordinò la distruzione di templi, altari e statue della dea nel 58, nel 54, nel 50 e nel 48 a.C.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Nel 50 a.C. il console Emilio Paolo non trovò nessun operaio disposto ad abbattere il santuario di Iside.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Nel 43 a.C. i triumviri (Antonio, Ottaviano e Lepido) promisero di consacrare un tempio isiaco a spese della Repubblica. Ma la promessa non venne mantenuta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Dopo la battaglia di Azio (31 a.C.) e la morte di Cleopatra (69 a.C.-30 a.C.) e di Antonio (81 a.C.-30 a.C.) le persecuzioni contro i culti greco-egiziani ripresero.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Nel 28 a.C. Augusto (63 a.C.-14 d.C.) proibì il culto di Iside entro il recinto sacro della città (&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;pomoerium&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Nel 21 a.C. Agrippa, in assenza di Augusto, proibì i culti alessandrini entro un chilometro e mezzo dalla città.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Nel 19 d.C. Tiberio (42 a.C.-37 d.C.) fece demolire il tempio di Iside e gettare nel Tevere la statua della dea.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;La situazione cambiò con Caligola (12-41), pronipote di Augusto e di Antonio, che costruì un grande tempio dedicato ad Iside in Campo Marzio: l'Iseo Campense.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Claudio (10 a.C.-54 d.C.), Nerone (37-68) e Vespasiano (9-79) diedero il loro appoggio al culto della dea. Vespasiano, prima di festeggiare insieme al figlio Tito la vittoria sugli ebrei ribelli, trascorse una notte di preghiera nell'Iseo per ringraziare la grande dea. Nel 71 venne coniata una medaglia con l'Iseo Campense.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Domiziano (51-96) si salvò dai partigiani di Vitellio nascondendosi in una processione isiaca. Quando l'Iseo Campense venne distrutto da un incendio nell'80 d.C. Domiziano lo ricostruì.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Nel secondo secolo d.C. Roma divenne il centro della religione di Iside: divenne la &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;sacrosancta civitas&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; secondo la denominazione di Apuleio nelle Metamorfosi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Adriano (76-138) volle costruire nella sua villa imperiale di Tivoli un Canopo in miniatura culminante in un Serapeo. Nel 126 inaugurò un santuario dedicato ad Iside a Luxor. Nel 127 fece costruire ad Ostia un Iseo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Marco Aurelio (121-180) invocò l'ausilio degli dei egiziani per salvarsi durante una crisi militare in Bosnia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Commodo (161-192) si fece rasare come un pastoforo. Le monete del suo tempo lo mostrano in compagnia di Iside e di Serapide.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Settimio Severo (146-211) favorì il culto isiaco. Sulle monete di Julia Domna, seconda moglie dell'imperatore, si vede Iside che allatta Horus.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Caracalla (188-217) riammise il culto isiaco entro i confini sacri della città di Roma. La religione della grande dea raggiunse il suo apogeo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Alessandro Severo (208-235) restaurò l'Iseo Campense e gli altri templi della dea.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Diocleziano (245-316), che regnò fino al 305 d.C. quando decise di abdicare, costruì probabilmente l'Iseo della III&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Regio&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; (quartiere) di Roma. Fece coniare molte monete con la dea Iside.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;In tutto l'Impero Romano si ritrovano simboli della dea su gioielli, spille, fermagli, anelli. Vennero costruiti santuari, statue e monumenti in molte località.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Due solenni festività legate a Iside venivano celebrate nell'Impero Romano: il &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Navigium&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;, o vascello di Iside, il 5 marzo e l'&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Inventio&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; di Osiride, dal 29 ottobre al 1° novembre.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Questa felice era ebbe termine nel 312 con l'avvento al trono di &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.maat.it/livello2/dinasty-costantino.htm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Costantino&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; (280-336).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Dopo l'editto di Costantino (313 d.C.) i cristiani iniziarono a perseguitare le altre religioni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Nel 380, con l'editto di Tessalonica, &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.maat.it/livello2/editti-teodosio.htm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Teodosio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; (347-395) dichiarò il cristianesimo religione di stato. Tutti gli altri culti furono proibiti, i &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.maat.it/livello2/dioscoro.htm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;templi distrutti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;, le statue abbattute, i sacerdoti e i fedeli processati dalle autorità o linciati dalle folle guidate da vescovi e monaci fanatici.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Nel 391 Teofilo, il patriarca cristiano di Alessandria, chiamò i monaci a "purificare" la città del Serapeum.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Nel &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.maat.it/livello2/arbogaste.htm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;394&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; vennero celebrati gli ultimi riti ufficiali in onore di Iside a Roma.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Nel 396 il barbaro Alarico, re dei &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.maat.it/livello2/goti-1.htm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Goti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;, al cui seguito erano gli "uomini vestiti di nero" (i monaci cristiani), incendiò il santuario di Eleusi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Nel 415 un gruppo di monaci cristiani, seguaci del patriarca di Alessandria, Cirillo, linciò Ipazia (370-415), donna che aveva raggiunto una grande fama nella filosofia e nella matematica, figura rilevante della scuola neoplatonica, esponente del mondo intellettuale pagano. Con la sua morte iniziò il declino di Alessandria come centro culturale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Nel 536 l'imperatore Giustiniano (483-565) ordinò la chiusura dell'ultimo tempio di Iside, situato nell'isola di File sul Nilo ai confini con la Nubia, e lo fece trasformare in una chiesa cristiana.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Era finito per sempre il culto della "Dea dai molti nomi"?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Nel 431 i vescovi cristiani si erano riuniti ad Efeso, la città sacra alla dea Artemide, una delle manifestazioni della Grande Madre. Il Concilio decretò che Maria, madre di Gesù, doveva essere chiamata &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Theotokos&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Mater Dei&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;, Madre di Dio. L'antico titolo della grande dea Iside.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;FONTE: &lt;a href="http://www.maat.it/livello2/iside-01.htm"&gt;http://www.maat.it/livello2/iside-01.htm&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-6184647745957799653?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.maat.it/livello2/iside-01.htm' title='Iside, Regina Caeli'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/6184647745957799653/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=6184647745957799653&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/6184647745957799653'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/6184647745957799653'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2009/05/iside-regina-caeli.html' title='Iside, Regina Caeli'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-6403784109792162239</id><published>2009-04-30T15:00:00.003+02:00</published><updated>2009-04-30T15:27:59.887+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calendimaggio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='beltane'/><title type='text'>domani è Beltane</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span"   style="  line-height: 19px; font-family:-webkit-sans-serif;font-size:13px;"&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0.4em; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.5em; margin-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;Beltane&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt; o &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;Beltaine&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt; (dal &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_irlandese" title="Lingua irlandese" style="text-decoration: none; background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;gaelico irlandese&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;Bealtaine&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt; o dal gaelico scozzese &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;Bealtuinn&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;; entrambi dall'antico irlandese &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;Beletene&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;, "fuoco luminoso") è un'antica festa &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Irlanda" title="Irlanda" style="text-decoration: none; background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;gaelica&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt; che si celebra attorno al &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1%C2%BA_maggio" title="1º maggio" style="text-decoration: none; background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;1º maggio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;. "Bealtaine" &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt; è anche il nome del mese di maggio in irlandese ed è anche tradizionalmente il primo giorno di primavera in &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Irlanda" title="Irlanda" style="text-decoration: none; background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;Irlanda&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;. È il giorno situato a metà fra l'&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Equinozio" title="Equinozio" style="text-decoration: none; background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;equinozio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt; di primavera ed il &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Solstizio" title="Solstizio" style="text-decoration: none; background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;solstizio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt; estivo, astronomicamente il giorno corretto è il &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/5_maggio" title="5 maggio" style="text-decoration: none; background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;5 maggio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0.4em; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.5em; margin-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;Fonti gaeliche del &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/X_secolo" title="X secolo" style="text-decoration: none; background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;X secolo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt; affermano che i &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Druido" title="Druido" style="text-decoration: none; background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;druidi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt; accendevano dei falò sulla cima dei colli e che vi conducevano attraverso il bestiame del villaggio per purificarlo ed in segno di buon augurio. Anche le persone attraversavano i fuochi, allo stesso scopo. L'usanza persistette attraverso i secoli e dopo la cristianizzazione (i popolani sostituirono i druidi nell'accendere i fuochi), fino agli &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anni_1950" title="Anni 1950" style="text-decoration: none; background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;anni '50&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;. La celebrazione sopravvive ancora oggi in alcuni luoghi, dove principalmente le persone vengono fatte passare attraverso i fuochi. Una celebrazione di Beltane si tiene ogni anno la notte del &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/30_aprile" title="30 aprile" style="text-decoration: none; background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;30 aprile&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt; a &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Calton_Hill" title="Calton Hill" style="text-decoration: none; background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;Calton Hill&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;, presso &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Edimburgo" title="Edimburgo" style="text-decoration: none; background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;Edimburgo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scozia" title="Scozia" style="text-decoration: none; background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;Scozia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;), a cui partcipano circa 15.000 persone.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0.4em; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.5em; margin-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;Beltane è una festività prettamente gaelica non "&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Celti" title="Celti" style="text-decoration: none; background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;celtica&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;", dato che altri popoli celtici come i &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gallesi" title="Gallesi" class="mw-redirect" style="text-decoration: none; background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;Gallesi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;, i &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bretoni" title="Bretoni" class="mw-redirect" style="text-decoration: none; background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;Bretoni&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt; ed i &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Galli" title="Galli" style="text-decoration: none; background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;Galli&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt; non celebravano questa ricorrenza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0.4em; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.5em; margin-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;Beltane&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt; o &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;Beltaine&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt; indica uno degli otto &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sabbat_(neopaganesimo)" title="Sabbat (neopaganesimo)" class="mw-redirect" style="text-decoration: none; background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;sabbat&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;, celebrato il &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1%C2%BA_maggio" title="1º maggio" style="text-decoration: none; background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;1º maggio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;. Anche se la festività riprende alcuni aspetti della festa gaelica (come i falò), sembra più legata alla celebrazione&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Germani" title="Germani" style="text-decoration: none; background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;germanica&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt; di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Calendimaggio" title="Calendimaggio" style="text-decoration: none; background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;Calendimaggio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;, sia per il significato di festa della fertilità che per i rituali (come la danza attorno ad un palo ornato di fiori e stringhe, di cui ogni danzatore tiene un'estremità).
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0.4em; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.5em; margin-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;La tradizione endemica europea di accendere fuochi e falò in occasione di festività primaverili o legate ad equinozi e solstizi è la traccia indelebile degli antichissimi riti legati al Dio &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Belanu" title="Belanu" style="text-decoration: none; background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;Belanu&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt; ed al &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;Beltaine&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;; in Italia i &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Celtoliguri" title="Celtoliguri" class="mw-redirect" style="text-decoration: none; background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;celtoliguri&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt; erano senz'altro tra gli adoratori del dio e celebravano questa festività. Ancora oggi esiste tra l'altro in molte culture contadine, come ad esempio in &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piemonte" title="Piemonte" style="text-decoration: none; background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;Piemonte&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;. Anche in alta Valle Camonica (BS), la piccola comunità di Pontagna, frazione del comune di Temù, festeggia la notte tra il 15 ed il 16 di agosto (nella tradizione Cristiana è la festa di Santa Giulia) con grandi fuochi accesi in alto sui monti, ben visibili da fondo valle.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-6403784109792162239?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://it.wikipedia.org/wiki/Beltane' title='domani è Beltane'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/6403784109792162239/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=6403784109792162239&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/6403784109792162239'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/6403784109792162239'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2009/04/domani-e-beltane.html' title='domani è Beltane'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-1387531048732038596</id><published>2009-04-30T07:31:00.001+02:00</published><updated>2009-04-30T07:34:50.712+02:00</updated><title type='text'>vesta, estia</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 19px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "&gt;Estia, dea vergine del focolare, figlia maggiore di Crono e Rea, era preposta ai fuochi sacrificali e le si rivolgevano preghiere prima e dopo i pasti. Sebbene compaia in pochissimi miti, la maggior parte delle città aveva un focolare comune dove ardeva il fuoco sacro. A Roma Estia era adorata come Vesta, dea del focolare domestico. Il luogo pubblico più importante del culto di Vesta era il tempio circolare nel Foro romano dove, si diceva, il suo fuoco era stato condotto da Troia per opera di Enea, leggendario capostipite dei romani. Il tempio simboleggiava la sicurezza della città e vi si alternavano sei vergini, le vestali, sacerdotesse che mantenevano il fuoco acceso e prestavano i loro servigi per periodi di trent'anni secondo regole severe. Ogni anno, intorno alla metà del mese di giugno, si teneva una festa in onore di Vesta, i &lt;i&gt;Vestalia&lt;/i&gt;. La dea veniva raffigurata con le fiamme del suo fuoco.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-1387531048732038596?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://digilander.libero.it/AkiraKoga/VestaEstia.html' title='vesta, estia'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/1387531048732038596/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=1387531048732038596&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/1387531048732038596'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/1387531048732038596'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2009/04/vesta-estia.html' title='vesta, estia'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-5238013708858416385</id><published>2009-02-07T14:53:00.001+01:00</published><updated>2009-02-07T14:53:54.330+01:00</updated><title type='text'>quando la musica passa dall'anima</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;object width="330" height="200"&gt;&lt;embed src="http://lyrics.stlyrics.com/lyrscroll.swf?page=http%3A//www%2Estlyrics%2Ecom/lyrics/topgun/sittingonthedockofthebay%2Ehtm" bgcolor="#FFFFFF" width="330" height="200" name="lyrscroll" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="never" allownetworking="internal"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.stlyrics.com" target="_blank"&gt;Lyrics&lt;/a&gt; | &lt;a href="http://www.stlyrics.com/lyrics/topgun/sittingonthedockofthebay.htm" target="_blank"&gt;Otis Redding - Sitting on the Dock of the Bay lyrics&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-5238013708858416385?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/5238013708858416385/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=5238013708858416385&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/5238013708858416385'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/5238013708858416385'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2009/02/quando-la-musica-passa-dallanima.html' title='quando la musica passa dall&apos;anima'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-5540910563658774303</id><published>2008-12-29T17:34:00.011+01:00</published><updated>2009-06-07T09:47:17.946+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='foresta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='madre'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='albero sacro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='terra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='bosco'/><title type='text'>Gli alberi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;font face="georgia"&gt;Ho scoperto recentemente con mia grande soddisfazione che gli alberi erano sacri nell'antichità e che, perciò, con l'avvento del cristianesimo venivano abbattuti senza remore perchè considerati "demoniaci" (come tutto ciò che era sacro prima del cristianesimo).&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;

&lt;div align="justify"&gt;Dentro di me c'è una forte venerazione per gli alberi. &lt;/div&gt;

&lt;div align="justify"&gt;Che cosa rappresenta l'albero?&lt;/div&gt;

&lt;div align="justify"&gt;&lt;font face="georgia"&gt;Se ci penso l'albero è ancorato, legato alla Terra ma svetta verso il cielo, vede il sole e il cielo, il sereno e le nuvole.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;

&lt;div align="justify"&gt;La foresta (o il bosco) è un insieme di alberi, ed è un posto sacro, dove il divino si sente in maniera molto forte. Non è un caso se molte "favole"hanno i protagonisti che devono attraversare un bosco (o una foresta), cioè passare attraverso il sacro. Riunirsi alla propria parte sacra che è stata smarrita o non si conosce. &lt;/div&gt;

&lt;div align="justify"&gt;L'albero è la forza e la possanza della Terra, assicura ombra, stabilità, legname ed è un legame forte con la Terra, un legame con la Madre, che nutre e sostenta.&lt;/div&gt;

&lt;div align="justify"&gt;L'albero, che impiega molti anni per crescere, compie un percorso, un cammino che lo porta dalla terra, nella quale è ancorato e si nutre, al cielo, dal quale riceve sole e acqua.&lt;/div&gt;

&lt;div align="justify"&gt;Un albero offre riparo agli uccelli, spesso messaggeri divini.&lt;/div&gt;

&lt;div align="justify"&gt;Allora mi sembra che possa diventare per estensione un tempio naturale . Perchè esso è sacro, accoglie i messaggeri della divinità e offre uno spazio attorno a sè che è ottimo per la meditazione.&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;Quindi diventano a tutti gli effetti un "luogo" sacro e perciò abbattere o bruciare un albero per sfregio o per calcolo è compiere un'azione terribile, un sacrilegio.&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;L'albero che svetta verso il cielo compie il cammino di chi va verso il sacro ma non perchè il cielo è sacro e la terra no. E' solo un parlar figurato il mio.&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;Perchè dobbiamo imparare che la Terra è sacra. E' una madre che nutre e ospita, non la si può inquinare, deturpare, impoverire, isterilire senza subirne le conseguenze di questi gesti scriteriati.&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;Gli egiziani antichi parlavano di dio terra e dea cielo. &lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;Mentre noi  diciamo dea la Terra, femmina la terra e dio il cielo, per estensione dove c'è il Dio maschile.&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;Quindi siamo arrivati a credere che la Terra non è importante e la si può sfruttare e devastare, perchè è "femminile"&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-5540910563658774303?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/5540910563658774303/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=5540910563658774303&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/5540910563658774303'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/5540910563658774303'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2008/12/gli-alberi.html' title='Gli alberi'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-2055420810773966231</id><published>2008-12-28T13:25:00.000+01:00</published><updated>2008-12-28T13:26:30.232+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antiche dee'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='animali sacri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='messaggero'/><title type='text'>Il corvo, messaggero divino</title><content type='html'>"In Irlanda era l’animale legato al dio Lug ed anche l’animale che appariva, non per caso, negli auspici della fondazione della città di Lione. Il corvo nella mitologia di quei popoli era un messaggero dell’oltretomba mentre Lug era un un dio luminosoNell’Urheimat, la nordica patria d’origine dei popoli indoeuropei, il corvo doveva solcare con la sua nera figura il cielo. Il suo simbolismo è duale, essendo collegato sia con la saggezza, la preveggenza e la lungimiranza, sia con la morte e la distruzione: le sue peculiarità lo fanno animale solare e notturno al tempo stesso.Particolare importanza riveste nella mitologia nordico-germanica e in quella celtica. Tra i Germani i corvi sono sacri a Wotan-Odino, e i suoi due corvi Huginn e Muninn ("pensiero" e "memoria") volano nel mondo a raccogliere ogni informazione, per poi tornare a riferirla al dio sovrano.Il corvo è spesso associato agli occhi: non solo per via della sua capacità di lungimiranza, ma anche perché gli occhi sono il suo primo pasto quando si imbatte nei caduti in battaglia; inoltre i suoi occhi hanno potere medicamentoso. Nella mitologia greca il carattere solare si manifesta nel fatto che è messaggero di Helios-Apollo e collegato a Crono, ad Atena e a Asclepio-Esculapio; i corvi predissero la morte di Platone, come a Roma quelle di Tiberio e Cicerone.Nell'Estremo Oriente e in Oceania, esisteva un dualismo cosmologico che metteva in opposizione due principi, da una parte la luce, il Sole, e il fuoco, dall'altra il buio, la Luna e l'acqua. Il primo principio era generalmente rappresentato da un uccello. In Cina era un corvo.Il dio Brahma, nella religione hindu, si manifesta anche sotto le sembianze del corvo. TULUGAUKUK è il corvo padre nella mitologia eschimese.Il primo Cristianesimo rinfacciava al corvo di non avere informato Noè della fine del diluvio, diventando il simbolo di chi, dominato da smanie mondane, rinvia la propria conversione, ed esclama come il corvo cras, cras cioè “domani, domani”.Il Corvo (in latino Corvus) è una piccola costellazione meridionale, con solo 11 stelle visibili ad occhio nudo È una delle 88 costellazioni moderne, ed era una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo"
FONTE: elival64 &lt;a href="http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20070831153638AAyasUn"&gt;http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20070831153638AAyasUn&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-2055420810773966231?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/2055420810773966231/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=2055420810773966231&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/2055420810773966231'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/2055420810773966231'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2008/12/il-corvo-messaggero-divino.html' title='Il corvo, messaggero divino'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-4639844189772264320</id><published>2008-12-28T13:12:00.000+01:00</published><updated>2008-12-28T13:13:19.625+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dea'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antiche dee'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerra'/><title type='text'>La morrigan</title><content type='html'>La Morrigan
La "Regina delle Illusioni" o "dei Fantasmi" appartiene al gruppo delle dee della guerra irlandesi. Le altre sono Nemhain, Badbh e Macha. Esse condividono la caratteristica di apparire in forma singola o triplice e di combinare un ruolo sessuale a quello guerresco. Queste divinità non ingaggiano battaglia personalmente ma condizionano psicologiamente gli eserciti con la loro spaventosa presenza. In buona misura le diverse dee di questo gruppo sono intercambiabili. Ad esempio la Morrigan e la Badbh si trasformano in corvi e cornacchie sui campi di battaglia. La capacità di passare alla forma umana a quella animale o di modificare il proprio aspetto umano è un tratto comune a diverse dee irlandesi: le tradizioni relative alla Morrigan sottolineano questo aspetto della sua natur, ben esemplificata in un racconto connesso a Cù Chulainn. L'eroe dell' Ulster incontra la Morrigan sotto la forma di una bellissima fanciulla che gli confessa il suo amore. Egli la respinge ed ella, per vendicarsi, lo assale trasformandosi successivamente in anguilla, in lupo e in una giovenca rossa senza corna. L' eroe riesce a respingerla, e quando ormai stremato, la Dea gli appare in forma di vecchia che munge una mucca. Quando la donna gli da del latte, Cù Chulainn la benedice, ed essa guarisce dalle ferite. Ma è in forma di uccello necrofago che compare con maggiore frequenza. In questa forma si posa sulla spalla dell' eroe dell' Ulster quando muore. In aggiunta ai suoi attributi guerreschi, la Morrigan possiede un potente simbolismo sessuale e di fertilità. Ciò è evedente nel suo tentativo di seduzione. In un racconto, la Morrigan si accoppia ritualmente con il Dio Daghda. In questo caso ella rappresenta la dea della fertilità che si unisce con il dio protettore delle tribù. Un altro aspetto del carattere della Morrigan riguarda il suo ruolo di profetessa. Nel corso della guerra tra il connacht e l'Ulster, ella avverte il Toro Bruno di Cualinge del destino che lo aspetta. Dopo l'accoppiamento con il Daghda, la Morrigan consiglia il dio su come comportarsi con i Fomori, i nemici dei Tuatha Dè Danann. Quando questi ultimi risultano vincitori, ella si lascia andare a profezie apocalittiche. Come la Badbh, la Morrigan appare come "lavandaia al guado", figura del destino che predice ai guerrieri la loro morte, lavandone le armi e le armature. Come ultima caratteristica, la Morrigan è in grado di fare incantesimi: possiede una mandria di mucche fatate e, come narra una leggenda, getta su una donna mortale, Odras, trasformandola in un pozzo d'acqua, poichè il toro di questa di è accoppiato con una delle sue mucche. La punizione è forse causata dall' unione tra ciò che è immortale e ciò che non lo è.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-4639844189772264320?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/4639844189772264320/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=4639844189772264320&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/4639844189772264320'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/4639844189772264320'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2008/12/la-morrigan.html' title='La morrigan'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-7231988900881812970</id><published>2008-12-27T22:46:00.001+01:00</published><updated>2008-12-27T22:48:12.997+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dea'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='madre'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rigenerare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='maga'/><title type='text'>Iside la Dea, la Maga, la Madre</title><content type='html'>Iside, venerata spesso in associazione con il dio &lt;a title="Serapide" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Serapide"&gt;Serapide&lt;/a&gt;, fu una delle divinità più famose di tutto il bacino del &lt;a title="Mar Mediterraneo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mar_Mediterraneo"&gt;Mar Mediterraneo&lt;/a&gt;. Dall'epoca &lt;a title="Storia dell'Egitto greco e romano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_dell%27Egitto_greco_e_romano"&gt;tolemaica&lt;/a&gt; la venerazione per la dea, simbolo di sposa e madre e protettrice dei naviganti, si diffuse nel mondo &lt;a title="Ellenismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ellenismo"&gt;ellenistico&lt;/a&gt;, fino a &lt;a title="Roma" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roma"&gt;Roma&lt;/a&gt;. Il suo culto, diventato &lt;a title="Religioni misteriche" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Religioni_misteriche"&gt;misterico&lt;/a&gt; per i legami della dea con il mondo ultraterreno e nonostante all'inizio fosse ostacolato, dilagò in tutto l'&lt;a title="Impero romano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Impero_romano"&gt;impero romano&lt;/a&gt;. Nel &lt;a title="Sincretismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sincretismo"&gt;sincretismo&lt;/a&gt; tipico della religione romana Iside venne assimilata con molte divinità femminili locali, quali &lt;a title="Cibele" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cibele"&gt;Cibele&lt;/a&gt;, &lt;a title="Demetra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Demetra"&gt;Demetra&lt;/a&gt; e &lt;a class="mw-redirect" title="Cerere (divinità)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cerere_(divinit%C3%A0)"&gt;Cerere&lt;/a&gt;, e molti templi furono innalzati in suo onore in &lt;a title="Europa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Europa"&gt;Europa&lt;/a&gt;, &lt;a title="Africa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Africa"&gt;Africa&lt;/a&gt; ed &lt;a title="Asia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Asia"&gt;Asia&lt;/a&gt;. Il più famoso fu quello di &lt;a class="new" title="Tempio di File (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Tempio_di_File&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;File&lt;/a&gt;, l'ultimo tempio pagano ad essere chiuso nel &lt;a title="VI secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/VI_secolo"&gt;VI secolo&lt;/a&gt;. Durante il suo sviluppo nell' Impero il culto di Iside si contraddistinse per processioni e feste in onore della dea molto festose e ricche. Le sacerdotesse della dea vestivano solitamente in bianco e si adornavano di fiori; a Roma, probabilmente a frutto dell' influenza del culto autoctono di &lt;a title="Vesta" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vesta"&gt;Vesta&lt;/a&gt;, dedicavano talvolta la loro castità alla dea Iside. La decadenza nel Mediterraneo del culto di Iside fu per lo più determinata da nuove religioni misteriche quali lo &lt;a title="Zoroastrismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Zoroastrismo"&gt;Zoroastrismo&lt;/a&gt; e lo stesso &lt;a title="Cristianesimo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cristianesimo"&gt;Cristianesimo&lt;/a&gt;.
Iside o Isis o Isi (in &lt;a class="mw-redirect" title="Lingua egiziana" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_egiziana"&gt;lingua egiziana&lt;/a&gt; Aset cioè trono), originaria del Delta, è la dea della maternità e della fertilità nella &lt;a class="mw-redirect" title="Mitologia egizia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mitologia_egizia"&gt;mitologia egizia&lt;/a&gt;. Divinità in origine celeste, associata alla regalità (il suo &lt;a title="Geroglifico" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Geroglifico"&gt;geroglifico&lt;/a&gt; include la parola per "trono"), faceva parte dell'&lt;a title="Enneade" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Enneade"&gt;Enneade&lt;/a&gt;.
Figlia di &lt;a title="Nut (mitologia)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nut_(mitologia)"&gt;Nut&lt;/a&gt; e &lt;a title="Geb" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Geb"&gt;Geb&lt;/a&gt;, sorella di &lt;a title="Nefti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nefti"&gt;Nefti&lt;/a&gt;, &lt;a title="Seth" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Seth"&gt;Seth&lt;/a&gt; ed &lt;a title="Osiride" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Osiride"&gt;Osiride&lt;/a&gt;, di cui fu anche sposa e dal quale ebbe &lt;a class="mw-redirect" title="Horus" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Horus"&gt;Horus&lt;/a&gt;. Secondo il mito, raccontato nei &lt;a class="mw-redirect" title="Testi delle Piramidi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Testi_delle_Piramidi"&gt;Testi delle Piramidi&lt;/a&gt; e da &lt;a title="Plutarco" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Plutarco"&gt;Plutarco&lt;/a&gt; nel suo Iside ed Osiride, con l'aiuto della sorella Nefti assemblò le parti del corpo di Osiride, riportandolo alla vita. Per questo era considerata una divinità associata alla &lt;a title="Magia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Magia"&gt;magia&lt;/a&gt; ed all'&lt;a title="Oltretomba" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Oltretomba"&gt;oltretomba&lt;/a&gt;. Aiutò a civilizzare il mondo, ed inventò il &lt;a title="Sistro" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sistro"&gt;sistro&lt;/a&gt;; istituì il matrimonio e insegnò alle donne le arti domestiche.
Iside è spesso simboleggiata da una vacca, in associazione con &lt;a title="Hathor" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hathor"&gt;Hathor&lt;/a&gt;, ed è raffigurata con le corna bovine, tra le quali è racchiuso il &lt;a title="Sole" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sole"&gt;sole&lt;/a&gt;. Nell'iconografia è rappresentata spesso come un &lt;a title="Falco" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Falco"&gt;falco&lt;/a&gt; o come una donna con ali di uccello e simboleggia il &lt;a title="Vento" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vento"&gt;vento&lt;/a&gt;. In forma alata è anche dipinta sui &lt;a title="Sarcofago" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sarcofago"&gt;sarcofagi&lt;/a&gt; nell’atto di prendere l’anima tra le ali per condurla a nuova vita. Solitamente viene raffigurata con una donna vestita, con in testa il simbolo del trono, che tiene in mano un loto, simbolo della fertilità o l'&lt;a title="Scettri egizi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scettri_egizi"&gt;uadj&lt;/a&gt;. Frequenti anche le rappresentazioni della dea mentre allatta il figlio Horo. Il suo simbolo è il &lt;a title="Tiet" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tiet"&gt;tiet&lt;/a&gt;, chiamato anche nodo isiaco.
(un grazie a wikipedia)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-7231988900881812970?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/7231988900881812970/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=7231988900881812970&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/7231988900881812970'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/7231988900881812970'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2008/12/iside-la-dea-la-maga-la-madre.html' title='Iside la Dea, la Maga, la Madre'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-2011342110663850591</id><published>2008-12-27T21:02:00.001+01:00</published><updated>2008-12-27T21:04:30.574+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='marija gimbutas'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dea'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='madre'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antiche dee'/><title type='text'>Marija Gimbutas</title><content type='html'>Marija Gimbutas (&lt;a title="Vilnius" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vilnius"&gt;Vilnius&lt;/a&gt;, &lt;a title="23 gennaio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/23_gennaio"&gt;23 gennaio&lt;/a&gt; &lt;a title="1921" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1921"&gt;1921&lt;/a&gt; – &lt;a title="Los Angeles" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Los_Angeles"&gt;Los Angeles&lt;/a&gt;, &lt;a title="2 febbraio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/2_febbraio"&gt;2 febbraio&lt;/a&gt; &lt;a title="1994" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1994"&gt;1994&lt;/a&gt;) è stata un'&lt;a class="mw-redirect" title="Archeologo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Archeologo"&gt;archeologa&lt;/a&gt; e &lt;a title="Linguistica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Linguistica"&gt;linguista&lt;/a&gt; &lt;a title="Lituania" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lituania"&gt;lituana&lt;/a&gt;. Studiò le culture del &lt;a title="Neolitico" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Neolitico"&gt;neolitico&lt;/a&gt; e dell'&lt;a title="Età del bronzo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Et%C3%A0_del_bronzo"&gt;età del bronzo&lt;/a&gt; della "Vecchia Europa", un'espressione da lei introdotta. I lavori pubblicati tra il 1946 e il 1971 introdussero nuovi punti di vista nell'ambito della &lt;a title="Linguistica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Linguistica"&gt;linguistica&lt;/a&gt; e dell'interpretazione della &lt;a title="Mitologia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mitologia"&gt;mitologia&lt;/a&gt;.
Marija Gimbutas giunse negli &lt;a title="Stati Uniti d'America" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stati_Uniti_d%27America"&gt;Stati Uniti&lt;/a&gt; come rifugiata dalla Lituania nel &lt;a title="1949" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1949"&gt;1949&lt;/a&gt; dopo aver conseguito un dottorato (PhD) in archeologia nel &lt;a title="1946" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1946"&gt;1946&lt;/a&gt; alla &lt;a title="Università di Tubinga" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Universit%C3%A0_di_Tubinga"&gt;Università di Tubinga&lt;/a&gt; in Germania, ma mai dimenticò le radici lituane. Iniziò all'&lt;a class="mw-redirect" title="Harvard University" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Harvard_University"&gt;Harvard University&lt;/a&gt; traducendo testi di &lt;a title="Archeologia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Archeologia"&gt;archeologia&lt;/a&gt; dell'Europa orientale, e divenne assistente al Dipartimento di Antropologia. Nel &lt;a title="1955" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1955"&gt;1955&lt;/a&gt; divenne Fellow dell'Harvard's Peabody Museum.
Nel &lt;a title="1956" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1956"&gt;1956&lt;/a&gt;, la Gimbutas introdusse la sua "Ipotesi &lt;a title="Kurgan (antropologia)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kurgan_(antropologia)"&gt;Kurgan&lt;/a&gt;", che coniugava lo studio della cultura Kurgan con la linguistica al fine di risolvere alcuni problemi concernenti gli antichi popoli parlanti il &lt;a title="Indoeuropeo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Indoeuropeo"&gt;proto-indo-europeo&lt;/a&gt; (PIE), che qualificò come genti "Kurgan". Questa ipotesi e il suo atteggiamento multidisciplinare ebbero un impatto significativo sull'indoeuropeistica.
In qualità di professore di &lt;a title="Archeologia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Archeologia"&gt;archeologia&lt;/a&gt; alla &lt;a class="mw-redirect" title="UCLA" href="http://it.wikipedia.org/wiki/UCLA"&gt;UCLA&lt;/a&gt; University dal &lt;a title="1963" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1963"&gt;1963&lt;/a&gt; al &lt;a title="1989" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1989"&gt;1989&lt;/a&gt;, Marija Gimbutas diresse i maggiori scavi dei siti del neolitico nell'Europa sud-orientale tra il &lt;a title="1967" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1967"&gt;1967&lt;/a&gt; e il &lt;a title="1980" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1980"&gt;1980&lt;/a&gt;, grazie ai quali furono portati alla luce una gran quantità di manufatti artistici e di uso quotidiano risalenti ad un periodo precedente a quello che si riteneva a quel tempo l'inizio del neolitico in Europa.
Gimbutas si guadagnò una reputazione di specialista mondiale dell 'età del bronzo indoeuropea, nonché del &lt;a class="mw-redirect" title="Folklore" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Folklore"&gt;folklore&lt;/a&gt; &lt;a title="Lituania" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lituania"&gt;lituano&lt;/a&gt; e della preistoria dei &lt;a title="Balti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Balti"&gt;balti&lt;/a&gt; e &lt;a title="Slavi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Slavi"&gt;slavi&lt;/a&gt;, parzialmente riassunta nel definitivo Bronze Age Cultures of Central and Eastern Europe (&lt;a title="1965" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1965"&gt;1965&lt;/a&gt;), ma ottenne una fama inaspettata con i suoi tre libri: The Goddesses and Gods of Old Europe (&lt;a title="1974" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1974"&gt;1974&lt;/a&gt;), The Language of the Goddess (1989)— che ispirò una mostra a &lt;a title="Wiesbaden" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wiesbaden"&gt;Wiesbaden&lt;/a&gt;, 1993/94— ed il suo ultimo libro The Civilization of the Goddess (&lt;a title="1991" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1991"&gt;1991&lt;/a&gt;), che presenteva una panoramica delle sue teorie circa le culture del neolitico in &lt;a title="Europa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Europa"&gt;Europa&lt;/a&gt;: configurazioni architettoniche, strutture sociali, arte, religione e letteratura. Il libro discuteva le differenze tra gli elementi del sistema della "vecchia Europa", da lei considerato matriarcale e ginocentrico, e la cultura patriarcale portata dagli indoeuropei nell'età del bronzo. Secondo la Gimbutas, questi due sistemi si sarebbero fusi generando le società classica dell'&lt;a title="Europa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Europa"&gt;Europa&lt;/a&gt; storica.
Nel suo lavoro la Gimbutas reinterpretò la preistoria europea alla luce delle sue conoscenze in Linguistica, etnologia e storia delle religioni, proponendo così un quadro in contrasto con le tradizionali assunzioni circa l'inizio della civilità europea.
&lt;a title="Joseph Campbell" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_Campbell"&gt;Joseph Campbell&lt;/a&gt; e &lt;a title="Ashley Montagu" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ashley_Montagu"&gt;Ashley Montagu&lt;/a&gt; ritennero paragonabile il contributo di Marija Gimbutas alla &lt;a title="Stele di Rosetta" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stele_di_Rosetta"&gt;Stele di Rosetta&lt;/a&gt; e la decifrazione dei &lt;a class="mw-redirect" title="Geroglifici" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Geroglifici"&gt;geroglifici&lt;/a&gt; egiziani. Campbell scrisse la prefazione ad una edizione del The Language of the Goddess (1989), prima che la Gimbutas morisse, e spesso diceva di quanto profondamente si rammaricasse che le sue ricerche sulle culture del neolitico dell'Europa non fossero disponibili nel tempo in cui lui stava scrivendo The Masks of God. I suoi articoli sono archiviati insieme con quelli della Gimbutas alla "Joseph Campbell and Marija Gimbutas library", al Pacifica Graduate Institute, a sud di &lt;a title="Santa Barbara" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Santa_Barbara"&gt;Santa Barbara&lt;/a&gt;, &lt;a title="California" href="http://it.wikipedia.org/wiki/California"&gt;California&lt;/a&gt;.
Joan Marler scrisse:
« Sebbene l'interpretazione dell'ideologia delle società preistoriche sia considerata inopportuna nella ricerca archeologica, per Maria era ovvio che ciascun aspetto della cultura della Vecchia Europa espresse un sofisticato simbolismo religioso. Pertanto si dedicò allo studio esaustivo dell'iconografia e del simbolismo del Neolitico al fine di scoprirne i significati sociali e mitologici. Per realizzare ciò fu necessario allargare gli orizzonti dell'archeologia descrittiva al fine di includere linguistica, mitologia, comparazione delle religioni e lo studio storiografico. Lei definì questo approccio interdisciplinare, 'archeomitologia'. »
L'ipotesi Kurgan è quella che riceve maggiori consensi circa la diffusione delle &lt;a title="Lingue indoeuropee" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lingue_indoeuropee"&gt;lingue indoeuropee&lt;/a&gt;
I critici sostengono che gli oggetti ritrovati nelle sepolture, di cui la Gimbutas non tiene conto, suggeriscano in realtà che nel Neolitico vi fossero ruoli sociali più usuali per i sessi; contestano l'enfasi data alla figura femminile quando in realtà sono presenti anche molte figure maschili o asessuate.
Andrew Fleming &lt;a class="external autonumber" title="http://www.lamp.ac.uk/archanth/staff/fleming.htm" href="http://www.lamp.ac.uk/archanth/staff/fleming.htm" rel="nofollow"&gt;[1]&lt;/a&gt;, "The Myth of the Mother Goddess," (World Archaeology &lt;a title="1969" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1969"&gt;1969&lt;/a&gt;) nega che la spirale Neolitica, i cerchi, ed i punti siano simboli che rappresentano gli occhi; che gli occhi, le facce e le figure asessuate siano simboli femminili; o che certe figure femminili possano rappresentare divinità.
Peter Ucko &lt;a class="external autonumber" title="http://www.ucl.ac.uk/archaeology/staff/profiles/ucko.htm" href="http://www.ucl.ac.uk/archaeology/staff/profiles/ucko.htm" rel="nofollow"&gt;[2]&lt;/a&gt; giunge ad ipotizzare che quelle figure femminili che la Gimbutas presumeva fossero simbolo della fertilità, fossero in realtà vere e proprie bambole del Neolitico.
I suoi tentativi di decifrare i segni Neolitici come &lt;a title="Ideogramma" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ideogramma"&gt;ideogrammi&lt;/a&gt;, in The Language of the Goddess (1989), ricevettero la più dura opposizione.
(grazie a wikipedia)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-2011342110663850591?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/2011342110663850591/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=2011342110663850591&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/2011342110663850591'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/2011342110663850591'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2008/12/marija-gimbutas.html' title='Marija Gimbutas'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-7241647327131487993</id><published>2008-12-27T19:05:00.003+01:00</published><updated>2008-12-27T19:11:26.332+01:00</updated><title type='text'>La Dea Madre</title><content type='html'>La Grande Madre è una &lt;a title="Dio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dio"&gt;divinità&lt;/a&gt; &lt;a title="Femmina" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Femmina"&gt;femminile&lt;/a&gt; primordiale, presente in quasi tutte le &lt;a title="Mitologia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mitologia"&gt;mitologie&lt;/a&gt; note, in cui si manifestano la &lt;a title="Terra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Terra"&gt;terra&lt;/a&gt;, la generatività, il femminile come mediatore tra l'umano e il divino.
Alcuni la considerano sorta durante una mitica  fase &lt;a title="Matriarcato" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Matriarcato"&gt;matriarcale&lt;/a&gt;, che le società di cacciatori-raccoglitori avrebbero condiviso.
Il culto della Grande Madre risale al &lt;a title="Neolitico" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Neolitico"&gt;Neolitico&lt;/a&gt; e forse addirittura al &lt;a title="Paleolitico" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paleolitico"&gt;Paleolitico&lt;/a&gt;, se si leggono in questo senso le numerose figure femminili steatopigie (c.d. "Veneri") ritrovate in tutta Europa, di cui naturalmente non conosciamo il nome.
Lungo le generazioni, con gli spostamenti di popoli e la crescita di complessità delle culture, le "competenze" della Grande Madre si moltiplicarono in diverse divinità femminili. Per cui la Grande Dea, pur continuando ad esistere e ad avere culti propri, assumerà personificazioni distinte, per esempio, per sovrintendere all'amore sensuale (&lt;a class="mw-redirect" title="Ishtar" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ishtar"&gt;Ishtar&lt;/a&gt;-&lt;a title="Astarte" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Astarte"&gt;Astarte&lt;/a&gt;-&lt;a title="Afrodite" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Afrodite"&gt;Afrodite&lt;/a&gt; pandemia-&lt;a title="Venere (divinità)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Venere_(divinit%C3%A0)"&gt;Venere&lt;/a&gt;), alla fertilità delle donne (&lt;a title="Ecate" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ecate"&gt;Ecate&lt;/a&gt; triforme, come 3 sono le fasi della vita), alla fertilità dei campi (&lt;a title="Demetra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Demetra"&gt;Demetra&lt;/a&gt; / &lt;a title="Cerere" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cerere"&gt;Cerere&lt;/a&gt; e &lt;a class="mw-redirect" title="Persefone (mitologia)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Persefone_(mitologia)"&gt;Persefone&lt;/a&gt; / &lt;a title="Proserpina" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Proserpina"&gt;Proserpina&lt;/a&gt;), alla caccia (&lt;a title="Artemide" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Artemide"&gt;Artemide&lt;/a&gt;-&lt;a title="Diana (divinità)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Diana_(divinit%C3%A0)"&gt;Diana&lt;/a&gt;).
Inoltre, siccome il ciclo naturale delle messi implica la morte del seme, perché esso possa risorgere nella nuova stagione, la grande dea è connessa anche a culti legati al ciclo morte-rinascita e alla Luna, che da sempre lo rappresenta (i più arcaici di questi riti sono riservati alle donne, come quello di &lt;a title="Mater Matuta" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mater_Matuta"&gt;Mater Matuta&lt;/a&gt; o della &lt;a title="Bona Dea" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bona_Dea"&gt;Bona Dea&lt;/a&gt;).
Ad esempio, nelle feste e nei misteri in onore del gruppo &lt;a title="Demetra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Demetra"&gt;Demetra&lt;/a&gt; / &lt;a title="Cerere" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cerere"&gt;Cerere&lt;/a&gt;-&lt;a class="mw-redirect" title="Persefone (mitologia)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Persefone_(mitologia)"&gt;Persefone&lt;/a&gt; / &lt;a title="Proserpina" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Proserpina"&gt;Proserpina&lt;/a&gt;, il suo culto segna il volgere delle stagioni, ma anche la domanda dell'uomo di rinascere come il seme rinasce dalla terra.
L'evoluzione teologica della figura della Grande Madre (giacché nulla va perduto, nel labirinto della mitologia) venne costantemente rappresentata da segnali di connessione tra le nuove divinità e quella arcaica.
Finché le religioni dominanti ebbero carattere politeistico, un segno certo di connessione consisteva nella parentela mitologica attestata da mitografi e poeti antichi (ad esempio, &lt;a title="Ecate" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ecate"&gt;Ecate&lt;/a&gt; è figlia di &lt;a title="Gaia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gaia"&gt;Gea&lt;/a&gt;; &lt;a title="Demetra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Demetra"&gt;Demetra&lt;/a&gt; è figlia di &lt;a title="Rea (mitologia)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rea_(mitologia)"&gt;Rea&lt;/a&gt;).
Altro carattere che permette di riconoscere le tracce della Grande Dea nelle sue più tarde eredi, è poi la ripetizione di specifici attributi iconologici e &lt;a title="Simbolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Simbolo"&gt;simbolici&lt;/a&gt; che ne richiamano l'orizzonte originario.
Ad esempio:
il dominio sugli animali, che accomuna i leoni alati che accompagnano Ishtar, la cerva di Diana e il serpente ctonio della dea cretese;
l'ambientazione tra rupi (o in caverne, a ricordare il carattere ctonio della divinità originale) e boschi, o presso acque;
il carattere e i culti notturni.
Anche nel mutare delle religioni, la memoria della divinità arcaica, "signora" di luoghi o semplicemente di bisogni umani primari, si mantenne e si trasmise lungo le generazioni, dando luogo a culti forse inconsapevolmente &lt;a title="Sincretismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sincretismo"&gt;sincretistici&lt;/a&gt; (le cui ultime propaggini possono essere considerate, ad esempio, le molte &lt;a class="mw-redirect" title="Madonne Nere" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Madonne_Nere"&gt;Madonne Nere&lt;/a&gt; venerate in Europa).
Nell'area mediterranea ne conosciamo i nomi e le storie, nelle diverse civilizzazioni in cui si impose, dall'epoca protostorica:
in area &lt;a title="Mesopotamia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mesopotamia"&gt;mesopotamica&lt;/a&gt; (V millennio AC): &lt;a title="Ninhursag" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ninhursag"&gt;Ninhursag&lt;/a&gt;
in area &lt;a title="Frigia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Frigia"&gt;anatolica&lt;/a&gt; (II millennio AC): &lt;a title="Cibele" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cibele"&gt;Cibele&lt;/a&gt;
in area greca: &lt;a class="mw-redirect" title="Gea (mitologia)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gea_(mitologia)"&gt;Gea&lt;/a&gt;
in area etrusca: &lt;a title="Mater Matuta" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mater_Matuta"&gt;Mater Matuta&lt;/a&gt;
in area romana: &lt;a title="Bona Dea" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bona_Dea"&gt;Bona Dea&lt;/a&gt; o &lt;a class="mw-redirect" title="Magna Mater" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Magna_Mater"&gt;Magna Mater&lt;/a&gt;
La variante nordica della Grande Madre, portata fino alle Isole britanniche da migrazioni di popoli pre-achei verso nord ovest, è secondo &lt;a title="Robert Graves" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Graves"&gt;Robert Graves&lt;/a&gt; la Dea Bianca della mitologia celtica (colei che a Samotracia si chiamava Leucotea e proteggeva i marinai nei naufragi).
(grazie a wikipedia)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-7241647327131487993?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/7241647327131487993/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=7241647327131487993&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/7241647327131487993'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/7241647327131487993'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2008/12/la-dea-madre.html' title='La Dea Madre'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-191060919509815852</id><published>2008-12-14T09:31:00.001+01:00</published><updated>2008-12-14T09:31:42.268+01:00</updated><title type='text'>Twilight I vampiri sono tra noi</title><content type='html'>Twilight è il primo libro di Stephenie Meyer, pubblicato nel 2005 negli Stati Uniti e nel 2006 in Italia. È un romanzo dedicato ad un pubblico giovane che ha riscosso molto successo negli Stati Uniti ed è sbarcato in Italia ottenendo il medesimo risultato.
Il 21 novembre 2008 è uscito il film Twilight tratto dal libroIsabella Swan decide di trasferirsi dalla soleggiata Phoenix alla piovosa cittadina di Forks nello stato di Washington per vivere con il padre Charlie e lasciare libera la madre, Renée, di viaggiare con il nuovo marito Phil Dwyer, un giocatore di baseball di serie B.
Alla nuova scuola, Bella (come preferisce farsi chiamare) viene accettata in fretta dai compagni e molti ragazzi le dedicano attenzioni, ma Bella continua a pensare che Forks sia una città noiosa, finché non incontra lo sguardo di Edward Cullen durante la pausa pranzo scolastica. Osservandolo accuratamente durante la lezione di biologia, Bella capisce che Edward nasconde qualcosa, ma nessuna delle sue teorie la porta a comprendere la reale natura soprannaturale del ragazzo.
Bella è convinta che Edward la odi dal primo momento in cui l’ha incontrata, ma questo suo comportamento cambia gradualmente, fino ad indurlo a salvarla da un furgoncino che sta per investirla. Anche dopo il salvataggio, Edward continua a sostenere di essere pericoloso ed esorta Bella a stargli lontano.. Successivamente, Jacob Black, figlio di Billy, caro amico del padre di Bella, appartenente alla tribù dei Quileute, le racconta una leggenda secondo la quale i Cullen sono banditi dalla riserva indiana in quanto vampiri, nonostante si siano imposti di nutrirsi solo di sangue animale e mai umano. Sebbene la natura di Edward e della sua famiglia crei non pochi problemi, lui e Bella si innamorano. La loro preoccupazione principale nasce dal fatto che Edward è irresistibilmente attratto dall’odore del sangue della ragazza e deve trattenersi dal morderla.
La sera in cui Bella viene invitata ad assistere ad una partita di baseball giocata da Edward e famiglia, tre vampiri, James, Victoria e Laurent, fanno la loro apparizione dal bosco e sentono l’odore di Bella. James, un segugio impeccabile, inizia a darle la caccia e Bella, aiutata dai Cullen, è costretta a scappare a Phoenix. Con un inganno, James riesce ad attirare Bella nella sua vecchia scuola di ballo per ucciderla. Bella viene morsa da James, e solo l’intervento provvidenziale di Edward, che resiste alla tentazione del suo sangue grazie all'amore che prova per lei, la salverà dalla trasformazione. Il giorno del ballo di fine anno, Bella chiede nuovamente ad Edward di trasformarla in vampiro, ma lui si oppone.
Isabella Swan, detta anche Bella, è la voce narrante del libro, ed ogni cosa è vista attraverso i suoi occhi. Charlie Swan, padre di Isabella, è Capo della Polizia di Forks. Renée Dwyer, madre di Isabella, vive a Phoenix prima ed a Jacksonville poi; si è risposata con Phil Dwyer dopo aver lasciato Charlie diciassette anni prima; Phil Dwyer, nuovo marito di Renèe quindi patrigno di Bella. Allena squadre giovanili a baseball. Angela Weber, la migliore amica umana di Bella, riservata e gentile. Jessica Stanley, la prima amica che Bella si è fatta a scuola. Mike Newton, amico di Bella invaghito perso di lei fin dal primo giorno. Ben Cheney, accompagnatore di Angela al ballo. Jacob Black, indiano Quileute, figlio di Billy Black, che svela a Bella la vera identità di Edward; Billy Black, padre di Jacob, vedovo, è il miglior amico di Charlie Swan. Sam Uley, indiano Quileute, capo del branco dei licantropi, amico di Jacob Black Harry Clearwater, amico di vecchia data di Charlie. Edward Cullen, vampiro, figlio adottivo di Carlisle e Esme Cullen, ha il potere di leggere nelle menti di tutte le persone, tranne che di Bella, ed è incredibilmente veloce. Carlisle Cullen, vampiro, dottore di straordinario talento all'ospedale di Forks. Esme Cullen, vampira, moglie di Carlisle Cullen, in Twilight il suo personaggio è poco trattato. La sua maggiore caratteristica in questo libro è il suo istinto materno. Alice Cullen, vampira, componente della famiglia Cullen, diviene presto amica di Bella, ha la capacità di prevedere il futuro nel momento stesso in cui viene presa la decisione di agire. Emmett Cullen, vampiro, componente della famiglia Cullen, è dotato di un'impressionante forza fisica. Rosalie Hale, vampira, componente della famiglia Cullen, è descritta come bellissima e testarda. Jasper Hale, vampiro, componente della famiglia Cullen, è in grado di percepire e controllare i sentimenti di chi gli sta intorno. Laurent, vampiro, in viaggio con James e Victoria (e apparentemente capo del trio) incrocia i Cullen e Bella. James, vampiro, con Laurent e Victoria si imbatte nei Cullen e in Bella. All'odore dell'umana esce il suo istinto di cacciatore. Victoria, vampira, compagna di James.
...e questo è il sito ufficiale della Meyer&lt;a href="http://www.stepheniemeyer.com/"&gt;http://www.stepheniemeyer.com/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-191060919509815852?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/191060919509815852/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=191060919509815852&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/191060919509815852'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/191060919509815852'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2008/12/twilight-i-vampiri-sono-tra-noi.html' title='Twilight I vampiri sono tra noi'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-5886804329049410787</id><published>2008-09-22T23:12:00.000+02:00</published><updated>2008-09-22T23:13:07.768+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scherzi; umorismo'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://www.box404.net/nick/" target="_blank"&gt;&lt;img height="200" src="http://www.box404.net/nick.php?blog=http://lisolaperduta.blogspot.com/&amp;amp;sex=f&amp;amp;color=blackred&amp;amp;v=3" width="180" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-5886804329049410787?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/5886804329049410787/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=5886804329049410787&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/5886804329049410787'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/5886804329049410787'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2008/09/blog-post.html' title=''/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-7328792921152422015</id><published>2008-08-28T08:54:00.001+02:00</published><updated>2008-08-28T08:55:44.438+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='erotismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sessualità'/><title type='text'>L'erotismo nella terra di Kem</title><content type='html'>L'importanza della componente erotica presso gli egizi è ancora, per la moderna archeologia, un vasto campo d'indagine, dato che sino ad ora questo tema è stato rimosso dalla ricerca a causa di un superficiale pudore. In Egitto non vi sono raffigurazioni erotiche che descrivano i rapporti interumani. Ciò potrebbe far supporre che l'erotismo sulle sponde del &lt;a href="http://www.anticoegitto.net/nilo.htm"&gt;Nilo&lt;/a&gt; sia tabù. Non è vero. Basti pensare che, se gli egizi non ci hanno tramandato immagini erotiche ( come invece hanno fatto greci e romani), ci hanno lasciato sull'argomento parecchi scritti. Il grande &lt;a href="http://www.anticoegitto.net/papiro_erotico.htm"&gt;papiro di Torino&lt;/a&gt; dimostra che tremila anni or sono  nella Terra delle piramidi circolava già la pornografia. Gli antichi egizi erano soliti anche usare dei misteriosi miscugli afrodisiaci. Se confrontiamo la lettura erotica degli egizi con quella dei greci e dei romani, emerge che nel Paese del Nilo la donna in amore era molto libera, seducente ed aggressiva, del tutto diversa da colei che si legge dai racconti di Ovidio ( Ars Amandi) o di Luciano ( Dialoghi). Le donne egiziane contavano molto più delle donne del resto del mondo. E ciò valeva anche e soprattutto per la componente erotica. In nessun'altra parte del mondo c'erano gli strip tease, le danzatrici così belle. Le troviamo per la prima volta alla corte del quarto Thutmosi, bisnonno di &lt;a href="http://www.anticoegitto.net/tutankhamon.htm"&gt;Tut&lt;/a&gt;: uno scriba templare di Thutmosi IV fece riprodurre nella propria tomba una di quelle danzatrici chiamate "della bellezza". Da allora, esse comparvero spesso nelle sepolture private tebane. E' possibile ammirarle anche nel sacro tempio di &lt;a href="http://www.anticoegitto.net/luxor.htm"&gt;Luxor&lt;/a&gt;; una cosa oscena per il pudico Erodoto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-7328792921152422015?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.anticoegitto.net/sesso.htm' title='L&apos;erotismo nella terra di Kem'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/7328792921152422015/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=7328792921152422015&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/7328792921152422015'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/7328792921152422015'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2008/08/lerotismo-nella-terra-di-kem.html' title='L&apos;erotismo nella terra di Kem'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-1223947880318677081</id><published>2008-08-28T08:51:00.002+02:00</published><updated>2008-08-28T08:53:34.180+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vino'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pesce'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='carne'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='birra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pane'/><title type='text'>L'alimentazione nella Terra di Kem</title><content type='html'>&lt;strong&gt;L'alimentazione nell'Antico Egitto&lt;/strong&gt;

Gli antichi egiziani ritenevano che la vita continuasse dopo la morte e che l’anima avesse ancora bisogno di mangiare, di bere e di tutte le cose di cui godeva in vita; è grazie a questo importante concetto che noi siamo in grado di conoscere in modo abbastanza approfondito gli usi alimentari e le caratteristiche delle mense di questo antico popolo. Nei corredi funerari delle tombe egizie infatti non venivano deposti solo i beni personali del defunto, ma anche abbondanti cibi e bevande conservati in vari tipi di contenitori, che dovevano garantire al morto di che sopravvivere nell’aldilà; spesso questi cibi e contenitori sono arrivati intatti fino ai giorni nostri.
Nelle tombe egizie troviamo inoltre alcune serie di oggetti con una funzione essenzialmente magica, che dovevano fornire da mangiare e da bere per l’eternità all’anima del defunto, poiché i cibi nel corredo funerario potevano esaurirsi o deperire: si tratta delle stele funerarie, con la formula magica dell’offerta e la raffigurazione del pasto funerario da parte del defunto e dei parenti; delle statuette di servitori in atto di produrre alimenti di vario tipo; delle tavole d’offerta con le raffigurazioni dei vari cibi. Notizie sulla produzione alimentare dell’antico Egitto ci vengono infine dalle numerose scene di vita quotidiana scolpite o dipinte sulle pareti delle tombe, che con grande ricchezza di particolari avevano lo scopo di ricreare magicamente la vita terrena del defunto e soprattutto la produzione di cibi e bevande per la sua sopravvivenza.
Tramite dunque i reperti conservati nei corredi funerari e le scene presenti nelle tombe, si è potuto arrivare a conoscere sia i prodotti alimentari finiti, sia le caratteristiche della loro produzione e i procedimenti della loro conservazione e cottura.
Naturalmente i reperti dei corredi e le immagini delle tombe ci hanno tramandato le usanze alimentari di personaggi con buone possibilità economiche: l’abbondanza di disponibilità di cibo, che non tutti potevano permettersi, era ovviamente indice di ricchezza; anche nella statuaria egizia si può notare che l’adipe presente sul corpo di alcuni personaggi indica un alto livello sociale e grandi possibilità economiche. Ma l’antica saggezza egiziana non esitava ad ammonire contro gli stravizi e le esagerazioni della tavola! In alcuni papiri con “insegnamenti morali” si leggono infatti delle massime molto significative e anche molto attuali, come “Non ti abbuffare di cibo: chi lo fa avrà la vita abbreviata”, oppure “E’ gran lode dell’uomo saggio contenersi nel mangiare”, o infine “E’ meglio stentare dalla fame che morire d’indigestione”.
&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;
&lt;strong&gt;Il pane e la birra
&lt;/strong&gt;Il &lt;a href="http://www.beniculturali.it/alimentazione/sezioni/origini/articoli/pane.html"&gt;pane&lt;/a&gt; e la &lt;a href="http://www.beniculturali.it/alimentazione/sezioni/origini/articoli/bevande.html"&gt;birra&lt;/a&gt; erano la base dell’alimentazione degli antichi egiziani e pertanto costituivano anche la base delle offerte funerarie per i defunti, come riporta la classica formula dell’offerta che compare sulle stele e su numerosi oggetti dei corredi delle tombe. A conferma dell’importanza di questi alimenti venivano deposti nelle tombe dei modelli di servitori, caratteristici dell’Antico Regno, che raffigurano donne in atto di macinare cereali o di preparare la birra per l’anima del defunto.
La coltivazione dei cereali era una delle attività più importanti del popolo egizio, fin dall’epoca predinastica; come è noto fu favorita dalle annuali inondazioni del fiume Nilo, che lasciando sul terreno grandi quantità di fertile limo permettevano di effettuare anche due raccolti all’anno. Proprio il livello raggiunto dalla piena del fiume indicava le potenzialità di raccolto e quindi su quello venivano anche calcolate le imposte che i contadini dovevano al faraone. Se la piena era scarsa il terreno coltivabile si riduceva provocando gravi carestie, di cui ci è stata tramandata notizia da diversi documenti; per questo motivo era importantissima una regolamentazione delle acque e una rete di irrigazione delle terre, che di solito era organizzata e curata da parte del potere centrale.
L’aratura e la semina avvenivano appena l’acqua del Nilo si era ritirata dopo l’inondazione; la mietitura era effettuata con falci di legno dal manico corto e con lama costituita fino al Medio Regno da selci seghettate; quindi le spighe venivano battute per separare i chicchi dalla paglia. Una volta puliti, i chicchi di cereali erano stivati dentro granai a forma di silos, sotto gli occhi attenti degli scribi che registravano accuratamente il numero dei sacchi versati nei granai. Poiché nell’antico Egitto non esisteva la moneta, ma solo il baratto, i cereali costituivano spesso lo stipendio mensile dei lavoratori: un esempio ci è dato dagli elenchi delle paghe degli operai che scavavano le tombe dei faraoni nella Valle dei Re, che ricevevano mensilmente quattro sacchi di farro e uno e mezzo di orzo, oltre ad altri beni come legna, pesce e sale.
I cereali coltivati nella valle del Nilo erano essenzialmente tre: il farro (triticum dicoccum), un tipo di frumento (probabilmente triticum aestivum) e l’orzo (hordeum sativum vulgare). I chicchi venivano macinati dalle donne nelle case con macine del tipo a sella e la farina ottenuta era utilizzata per fare pane di vario tipo; il lievito non era conosciuto e per lievitare la pasta di pane si usava l’avanzo della pasta del giorno precedente. La cottura avveniva in forni domestici, o anche su lastre di pietra arroventata; per particolari tipi di pane, per usi religiosi e soprattutto per l’offerta nei templi del pane bianco conico, venivano utilizzate delle forme di terracotta preriscaldate.
I pani d’orzo servivano soprattutto alla fabbricazione della birra. Prelevati dal forno prima della completa cottura, venivano imbevuti di liquore di datteri e lasciati a fermentare; quindi venivano pressati e filtrati attraverso un setaccio: la bevanda ottenuta consisteva in una birra non molto alcolica che veniva conservata in giare accuratamente tappate. L’aggiunta di altri ingredienti poteva variare il sapore e la gradazione della birra; altre bevande più o meno alcoliche venivano inoltre ricavate dalla fermentazione di diversi frutti o bacche.

&lt;strong&gt;Vino e olio&lt;/strong&gt;
La coltivazione dell’uva, sia come frutto che per produrre il &lt;a href="http://www.beniculturali.it/alimentazione/sezioni/origini/articoli/vino.html"&gt;vino&lt;/a&gt;, è attestata in Egitto fin dall’Epoca Protodinastica, anche se come bevanda non ebbe mai la diffusione e l’importanza che ebbe invece la birra. Le scene che appaiono sulle pareti delle tombe ci mostrano che le vigne erano di solito a forma di pergolato e che la pigiatura dell’uva dopo il raccolto era eseguita con i piedi dentro grandi catini, proprio come si è fatto fino quasi ai giorni nostri. I residui della pigiatura poi venivano spremuti ulteriormente tramite presse a sacco: alle estremità del sacco erano infilati due bastoni che girando in senso contrario lo torcevano e lo strizzavano, lasciando uscire il liquido rimanente. Il succo ottenuto era versato in anfore e lasciato fermentare, quindi le anfore venivano tappate; sulla loro spalla era di solito applicata un’iscrizione con l’indicazione dell’annata e del luogo di produzione del vino. Ad esempio le numerose anfore vinarie trovate nella tomba del faraone Tutankhamon presentano un’iscrizione in ieratico, come “Anno 4 per la casa di Tutankhamon” e una stampigliatura in geroglifico sul tappo d’argilla dove si legge “Vino dei possedimenti di Tutankhamon”, o anche “Vino di buona qualità dei possedimenti di Aton”. Dal Nuovo Regno in poi è attestata talvolta la presenza di un piccolo foro sul collo dell’anfora, probabilmente per permettere la fuoriuscita degli ultimi gas di fermentazione dopo la chiusura del contenitore.
Come per la birra, il vino poteva essere arricchito con alcuni ingredienti per variarne sapore e gradazione; sappiamo inoltre da documenti scritti che era particolarmente apprezzato il vino prodotto nel delta del Nilo e in alcune oasi.
La coltivazione dell’&lt;a href="http://www.beniculturali.it/alimentazione/sezioni/origini/articoli/olio.html"&gt;olivo&lt;/a&gt; fu introdotta in Egitto dall’oriente solo nel Nuovo Regno, e anche dopo l’olio d’oliva non fu tra i più usati in cucina. Gli olii più utilizzati per condire e per friggere erano l’olio di sesamo, l’olio di lino e soprattutto l’olio bak tratto dalla noce di moringa; alcuni papiri attestano che molti olii particolari venivano importati da paesi stranieri, non solo a fini alimentari, ma anche per uso medico e cosmetico. Altri condimenti per la cucina erano il sale e alcune erbe aromatiche, come il ginepro, l’anice, il coriandolo, il cumino, il prezzemolo e il finocchio; il pepe non era conosciuto e fu importato in Egitto solo in Epoca Romana.
Frutta e verdura
Orti e giardini erano molto diffusi dell’antico Egitto, anche di piccole dimensioni, sia presso le case dei contadini che nelle grandi ville dei ricchi dignitari. Nei frutteti venivano coltivati cocomeri, meloni, fichi, palme da dattero e, solo dopo essere stati importati nel Nuovo Regno, meli e melograni: come per l’olivo infatti, diversi prodotti arrivarono sulla tavole degli egiziani a seguito dei &lt;a href="http://www.beniculturali.it/alimentazione/sezioni/etastorica/roma/navi.html"&gt;contatti commerciali&lt;/a&gt;, particolarmente fiorenti all’inizio della XVIII dinastia, con i paesi del Mediterraneo orientale. Veniva raccolta e apprezzata anche la frutta selvatica, come le giuggiole, simili alle ciliegie, e le noci di palma dum. Si riteneva inoltre che il frutto della mandragora avesse potere afrodisiaco e significato simbolico erotico, forse per la concentrazione di tossine presenti nella buccia, che ha effetti narcotici e anche allucinogeni in chi lo mangia.
Negli orti abbondavano numerose varietà di verdure, tra cui cipolle, porri, aglio, sedano, cetrioli e soprattutto ceci, fave e lenticchie, che erano elemento quotidiano dell’alimentazione degli antichi egiziani; i piselli comparvero solo con il Nuovo Regno. Particolarmente coltivata era la lattuga, i cui cespi raggiungevano grandi dimensioni: forse per questo motivo la lattuga era sacra al dio Min, protettore della fecondità. Lessi o arrostiti erano gustati anche alcuni tipi di tuberi e rizomi.

&lt;strong&gt;La carne e il pesce&lt;/strong&gt;
La caccia e la pesca furono tra le attività più praticate nell’antico Egitto fin dall’Epoca Preistorica e naturalmente hanno sempre fornito carne e pesce per l’alimentazione degli egiziani. In epoca storica la caccia, almeno per quanto riguarda gli animali di grossa taglia, rimase come attività di tipo sportivo da parte dei ricchi nobili, che spesso si dedicavano a cacciare nel deserto o lungo il Nilo lepri, leoni, gazzelle, ippopotami, e così via. Rimase invece sempre molto praticata la caccia agli uccelli, non solo come divertimento di personaggi facoltosi, ma soprattutto per riempire, insieme al pesce, le mense delle famiglie dei ceti più bassi: si tratta soprattutto di piccioni, anatre, oche, gru e vari tipi di uccelli acquatici. I volatili venivano catturati mediante una rete tesa su uno specchio d’acqua tra due pertiche: tirando da riva una corda, le pertiche si ribaltavano chiudendo la rete e tutti gli uccelli che vi si erano posati ignari. A riva i volatili venivano subito uccisi, spennati, ripuliti delle interiora e messi sotto sale dentro grosse giare, per essere conservate.
Le scene dipinte o in rilievo sulle pareti delle tombe, che dovevano ricreare la produzione di alimenti per la vita oltremondana del defunto, ci mostrano che alcuni tipi di uccelli venivano anche allevati: anatre, oche e gru appaiono rinchiuse in recinti con inservienti che introducono a forza nei becchi una specie di pastone cotto su bracieri, per far ingrassare i volatili; il modo più comune per cucinarli era di arrostirli sul fuoco infilzati sugli spiedi. Mentre le uova, anche di struzzo, erano presenti sulla mensa egizia, il pollo compare solo in &lt;a href="http://www.beniculturali.it/alimentazione/sezioni/etastorica/roma/index.html"&gt;Epoca Romana&lt;/a&gt;.
L’allevamento a scopo alimentare era praticato nell’antico Egitto soprattutto per i bovini, utilizzati anche per i lavori agricoli, e per ovini e caprini. Nelle macellerie venivano sgozzati buoi soprattutto di una particolare razza che forniva abbondante carne e grasso; il sangue veniva utilizzato per produrre una specie di sanguinaccio, mentre il fegato, molto apprezzato, poteva servire anche ad insaporire delle focacce; il grasso era usato per cucinare. Gli egiziani preferivano alla carne arrostita quella lessata, con la quale potevano essere preparati anche succulenti pasticci.
Altri animali allevati per l’alimentazione erano i conigli e i maiali, ma la carne di questi ultimi era esclusa dalle offerte funerarie e da quelle dedicate alle divinità nei templi; nell’Antico Regno è attestato anche l’allevamento di alcune specie selvatiche, come le iene e le gazzelle.
Anche la pesca è oggetto di numerose scene sulle pareti delle tombe: il pesce era il cibo più comune per chi non poteva permettersi quotidianamente la carne, anche se compare pure sulle tavole dei ricchi, ed era molto facile procurarselo, essendo il Nilo molto pescoso. Le tecniche di pesca erano diverse, ma la più usata era quella con la rete a strascico, che consisteva in una barca che attraversava il corso d’acqua trainando una rete e ritornava al punto di partenza richiudendola e imprigionando i vari pesci. La pesca con la lenza, con o senza canna, era ritenuta perlopiù un divertimento per i facoltosi dignitari, che la praticavano nei laghetti artificiali dei giardini delle loro ville.
Sulla riva, come per gli uccelli, i pesci venivano aperti, puliti dalle interiora, appesi a seccare e infine posti sotto sale dentro grandi giare per la conservazione; il pesce fresco era invece cucinato di solito arrosto o lessato. Dalle uova dei muggini era ricavata anche una specie di bottarga: le uova estratte durante la pulitura dei pesci venivano salate e quindi appallottolate e pressate. Oltre ai muggini, il Nilo era ricco di anguille, carpe, tilapia e pesci gatto; sulle tavole d’offerta funerarie però i pesci non compaiono mai; il vero motivo di questa esclusione è sconosciuto. Bisogna ricordare inoltre che nella religione egizia numerose divinità erano adorate sotto l’aspetto di animali, i quali pertanto non potevano essere oggetto di alimentazione nelle località sede del loro culto.
Fonte: Maria Cristina Guidotti
Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-1223947880318677081?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.beniculturali.it/alimentazione/sezioni/origini/articoli/egitto.html' title='L&apos;alimentazione nella Terra di Kem'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/1223947880318677081/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=1223947880318677081&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/1223947880318677081'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/1223947880318677081'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2008/08/lalimentazione-nella-terra-di-kem.html' title='L&apos;alimentazione nella Terra di Kem'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-267931580406038600</id><published>2008-08-15T16:51:00.001+02:00</published><updated>2008-08-15T16:52:06.949+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='donna'/><title type='text'>La donna è Meret, amata</title><content type='html'>La donna egizia, tutelata da disposizioni giuridiche che la ponevano su un piano di assoluta uguaglianza all’uomo, entrava nella società attraverso il matrimonio: la “signora della casa” svolgeva il suo ruolo di sposa e madre a garanzia della prosperità del nucleo familiare.
La donna egizia, poi, aveva un ruolo attivo anche oltre l’ambito della corte e del clero. Esistevano, per esempio, anche donne che «gestivano personalmente ingenti possedimenti delegando la vendita dei prodotti a propri agenti commerciali anche all’estero».
Alla donna egizia, inoltre, era affidato l’eterno compito di seduttrice, moglie e madre: «Sono sette giorni ieri che non ho visto la mia amata. Il mio corpo è divenuto pesante: ho dimenticato me stesso. Se verranno a me i medici il mio cuore non sarà soddisfatto dei loro rimedi. Solo se mi diranno “Eccola è lei” questo mi farà rivivere... La mia amata mi giova più di ogni medicina. Lei è il mio amuleto... ».
Non è come semplice moglie, ma appunto con l’aggettivo “meret”, cioè “amata”, che ogni donna sposata viene ricordata vicino al suo consorte. «Se guardiamo al cielo e al movimento eterno degli astri, ciò che per noi è maschile per gli egizi è femminile: dal nome del cielo, pet, alle figure della sua dea per eccellenza, Nut, il cui corpo si curva a simulare la volta celeste mentre la punta delle sue dita e dei suoi piedi toccano la terra, per gli Egizi maschile, nelle forme del dio Geb che si sdraia a terra nell’atto di prepararsi a generare ogni tipo di vita.
Tutto questo mondo al femminile siede con la sua forza accanto al faraone. Non a caso nelle rappresentazioni della coppia in cui l’uomo abbraccia la sua donna, e viceversa, cogliamo quanto scritto in testi preziosi. Così dice Hergedef, figlio del faraone Cheope, al figlio: “Se sei un uomo virtuoso, fonda un focolare: sposa una donna forte”. E lo stesso insegnamento dà al figlio Ptahhotep, al tempo della V dinastia (2450 aC circa): “Se sei una persona virtuosa, fonda il tuo focolare. Ama tua moglie con ardore. Rallegra il suo cuore nel tempo in cui vivrai”».
Dalla casa e dalla vita quotidiana giungono intatti i colori, i profumi, le forme che circondavano l’universo domestico femminile. Grazie agli oggetti d’uso comune si può ancor oggi immaginare gli spazi delle antiche abitazioni, le mense e le cucine, cui arrivavano colture fresche e frutti maturi. Si possono osservare i letti, le sedie, i tavolini, «i cofani e i cofanetti di legno con metri e metri di tele per il corredo della casa e della persona».
«Ecco le donne antiche sedute nei cortili delle loro case, sotto il portico o nei giardini, all’ombra di una palma o di un sicomoro per ripararsi dalla calura; aprire i cofani di legno dipinto per vestirsi al mattino e intingere i bastoncini nel khol per il giorno di festa».
E poi ancora pettini, parrucche a fitte treccioline, ghirlande di fiori, vasetti per profumi, specchi, collane, orecchini ed anelli, arpe e flauti «a ricordare giornate da celebrare con attenzioni speciali e far risuonare le antiche musiche e le loro danze».
La forza degli oggetti della vita quotidiana va oltre il loro uso e diventa «un racconto in cui leggere anche le paure, le ansie, le superstizioni». Così le raffigurazioni di divinità protettrici della donna e della famiglia ricordano il timore del parto, o il senso di protezione e tenerezza rivolta ai bambini. Oppure, più in generale, «da amuleti, testi e raffigurazioni magiche riemerge quell’angoscia profonda dell’uomo di fronte alla vita e alla sua immensità, alla malattia e alla morte. Ieri come oggi».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-267931580406038600?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.lagazzettaweb.it/Pages/rub_viag/2007/turismo/r_tur_07-09.html' title='La donna è Meret, amata'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/267931580406038600/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=267931580406038600&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/267931580406038600'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/267931580406038600'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2008/08/la-donna-meret-amata.html' title='La donna è Meret, amata'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-2675168839539621994</id><published>2008-08-15T16:48:00.002+02:00</published><updated>2008-08-15T16:49:57.082+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='parto; maternità'/><title type='text'>Parto e maternità nell'Egitto Antico</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Maternità e fertilità&lt;/strong&gt;
L’insegnamento di Ani (Nuovo Regno): «Prendi moglie mentre sei giovane,/che lei faccia un figlio per te;/Lei dovrebbe procreare per te mentre sei giovane./E’ giusto fare bambini./Felice è l’uomo i cui figli sono tanti,/Egli è rispettato per la sua progenie».
Il più importante scopo del matrimonio era di far nascere dei figli e perpetuare la famiglia, come è probabile che l’infertilità fosse causa di divorzio, mentre una soluzione alla mancanza di prole era l’adozione. L’interruzione del ciclo mestruale era considerata un possibile segnale di concepimento, ma gli antichi egizi avevano anche sviluppato un numero di prove da realizzare per capire se una donna era incinta o meno. Questa sorta di “test di gravidanza” sono descritti in vari papiri magico-medicali, alcuni dei quali si occupano quasi esclusivamente di ginecologia, ostetricia e della cura del bambino (il che dimostra quanto la procreazione fosse importante nella società egizia).
L’unica divinità femminile normalmente raffigurata incinta è Tauret, la protettrice delle donne gravide. Ha la forma di un ippopotamo con gli arti di un leone, la coda di coccodrillo e un seno umano piatto e cadente; sta ritta sulle zampe posteriori, e il suo ventre gonfio sporge in maniera evidente. Anche i geroglifici connessi al concepimento e alla gravidanza mostrano una donna gravida inginocchiata.
Un certo numero di testi magico-medicali contengono sezioni sulle partorienti, con ricette o scongiuri sulla “separazione del bambino dal ventre della madre” oppure per accelerare la nascita nel caso di doglie prolungate. L’efficacia di questi scongiuri deriva spesso dall’identificazione della partoriente con la dea della fertilità, Hathor, o con la dea Iside, madre per eccellenza.
Una madre poteva allattare il figlio per tre anni, un lungo periodo non raro in molte società perché riduce le possibilità e la frequenza delle gravidanze. Mentre la maggior parte delle donne allattava i propri figli, per i bambini reali e le mogli degli scriba esistevano le balie. Va da sé che le balie reali erano membri di famiglie di classe elevata, spesso mogli o madri di alti funzionari. La loro relazione con i figli del re dava grande prestigio alle loro famiglie, e aiutava i mariti o i figli nella carriera.
I papiri magico-medicali contengono anche consigli per stimolare la produzione di latte ed esami per aiutare a capire se il latte fosse buono o cattivo. Il latte materno era considerato un ingrediente efficace per alcune ricette. In un papiro, ad esempio, si consiglia: «cime di papiro, grani di sepet, macinare finemente e mescolare con il latte di una madre che ha avuto un figlio maschio. Un hin [circa mezzo litro] di questo preparato è dato al bambino che trascorrerà un giorno e una notte in un sano sonno».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-2675168839539621994?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.lagazzettaweb.it/Pages/rub_viag/2007/turismo/r_tur_07-09.html' title='Parto e maternità nell&apos;Egitto Antico'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/2675168839539621994/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=2675168839539621994&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/2675168839539621994'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/2675168839539621994'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2008/08/parto-e-maternit-nellegitto-antico.html' title='Parto e maternità nell&apos;Egitto Antico'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-7730541564216501509</id><published>2008-08-15T16:44:00.001+02:00</published><updated>2008-08-15T16:45:15.777+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='acqua; egitto antico; mitologia'/><title type='text'>L'Acqua nell'Antico Egitto, rituali e miti</title><content type='html'>Per gli egiziani l'acqua era un simbolo che si limitava alle libazioni   (= offerte di bevande versate a scopo sacrificale) e alle abluzioni   (= atti liturgici che si compiono a scopo di purificazione).
L'acqua viene impiegata in queste azioni non in virtù del suo essere, "un liquido trasparente, insipido, incolore, inodore", ma proprio in quanto "acqua", elemento che ha un ruolo determinante nei momenti essenziali della vita degli egizi. La grande ossessione di questi era il mantenimento della vita e per questo motivo volevano che i loro corpi sopravvivessero anche alla morte.  A tal scopo essi lavavano con acqua e profumi i cadaveri e, successivamente, li mummificavano. Per questo popolo l'acqua era il frutto di Osiride, il dio morto e risorto, il quale aveva comunicato ad essa la sua virtù fecondativa. Per gli egiziani "acqua" era sinonimo di due grandi entità: il Nilo, l'acqua delle inondazioni, e il Nun, l'acqua della vita.
Il Nun era l'oceano primordiale da cui erano nate tutte le forme di vita. Gli egizi pensavano che questo continuasse ancora a scorrere nel sottosuolo e che le sorgenti freatiche fossero il suo riaffiorare sulla terra.
I laghi sacri dei templi permettevano di accumulare quest'acqua e di attingerla; si materializzavano così i "laghi della vita" di cui fanno menzione i testi delle piramidi. Secondo gli egizi l'acqua del Nun diede vita al Sole, che da lì sorge ogni mattino.
Il culto della vita si ritrova anche nel sole, che ogni giorno moriva per poi rinascere il giorno dopo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-7730541564216501509?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/7730541564216501509/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=7730541564216501509&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/7730541564216501509'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/7730541564216501509'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2008/08/lacqua-nellantico-egitto-rituali-e-miti.html' title='L&apos;Acqua nell&apos;Antico Egitto, rituali e miti'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-3532781680270855037</id><published>2008-08-01T13:53:00.001+02:00</published><updated>2008-08-01T13:54:29.959+02:00</updated><title type='text'>La condizione della donna nell'Egitto antico, la signora della Casa</title><content type='html'>"Feci sì che la donna egizia potesse andare per la sua strada;i suoi viaggi furono estesi fino dove voleva,senza che nessun altro la assaltasse lungl il cammino".&lt;a href="http://www.anticoegitto.net/ramsesIII.htm"&gt;Ramses III&lt;/a&gt;
La donna egizia era considerata "&lt;a href="http://www.anticoegitto.net/signoracasa.htm"&gt;la signora della casa&lt;/a&gt;"; se si trattava di una donna del popolo, si occupava della macinatura dei cereali e della preparazione della birra, della filatura e della tessitura del lino; se apparteneva alla nobiltà, invece, sovrintendeva al lavoro delle ancelle. La donna condivideva con il marito la vita sociale e disponeva di un patrimonio che portava in dote allo sposo, ma che un contratto le restituiva in parte in caso di vedovanza. Per legge il marito era tenuto a mantenere la propria moglie. La sua posizione giuridica non differiva da quella dell'uomo. Si preoccupava assieme allo sposo dell'educazione dei figli ed in particolare le era affidata l'educazione della figlia femmina. Si sposava molto giovane, spesso con un uomo più anziano di lei. Solitamente il matrimonio era combinato dai genitori. I due sposi potevano essere consanguinei e appartenevano sempre allo stesso ceto sociale. Colui che sposava una schiava, viveva al di fuori della legalità e i loro figli erano considerati schiavi. All'interno dell'harem, la donna in apparenza godeva di molti agi, ma in realtà era costretta in uno stato di confinamento. Il matrimonio era una semplice festa tra le due famiglie e si concludeva con il trasferimento della sposa a casa del marito. Contratti scritti sono riferibili solo all'età tarda. In caso di divorzio il marito passava degli alimenti alla moglie nella misura di un terzo rispetto alla quota definita nell'accordo iniziale. Cause principali di divorzio erano l'adulterio e la sterilità. Se l'infedeltà del marito era tollerata era possibile che egli prendesse una seconda moglie, al contrario se l'adultera era la moglie veniva frustata e subiva l'amputazione di un orecchio o del naso. La donna aveva diritto dopo la morte ad una tomba tutta sua al pari dell'uomo.
(da www.anticoegitto.net)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-3532781680270855037?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/3532781680270855037/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=3532781680270855037&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/3532781680270855037'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/3532781680270855037'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2008/08/la-condizione-della-donna-nellegitto.html' title='La condizione della donna nell&apos;Egitto antico, la signora della Casa'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-7044570898054086761</id><published>2008-08-01T13:53:00.000+02:00</published><updated>2009-06-07T09:47:26.573+02:00</updated><title type='text'>La condizione della donna nell'Egitto antico, la signora della Casa</title><content type='html'>&lt;div&gt;"Feci sì che la donna egizia potesse andare per la sua strada;i suoi viaggi furono estesi fino dove voleva,senza che nessun altro la assaltasse lungl il cammino".&lt;a href="http://www.anticoegitto.net/ramsesIII.htm"&gt;Ramses III&lt;/a&gt;
La donna egizia era considerata "&lt;a href="http://www.anticoegitto.net/signoracasa.htm"&gt;la signora della casa&lt;/a&gt;"; se si trattava di una donna del popolo, si occupava della macinatura dei cereali e della preparazione della birra, della filatura e della tessitura del lino; se apparteneva alla nobiltà, invece, sovrintendeva al lavoro delle ancelle. La donna condivideva con il marito la vita sociale e disponeva di un patrimonio che portava in dote allo sposo, ma che un contratto le restituiva in parte in caso di vedovanza. Per legge il marito era tenuto a mantenere la propria moglie. La sua posizione giuridica non differiva da quella dell'uomo. Si preoccupava assieme allo sposo dell'educazione dei figli ed in particolare le era affidata l'educazione della figlia femmina. Si sposava molto giovane, spesso con un uomo più anziano di lei. Solitamente il matrimonio era combinato dai genitori. I due sposi potevano essere consanguinei e appartenevano sempre allo stesso ceto sociale. Colui che sposava una schiava, viveva al di fuori della legalità e i loro figli erano considerati schiavi. All'interno dell'harem, la donna in apparenza godeva di molti agi, ma in realtà era costretta in uno stato di confinamento. Il matrimonio era una semplice festa tra le due famiglie e si concludeva con il trasferimento della sposa a casa del marito. Contratti scritti sono riferibili solo all'età tarda. In caso di divorzio il marito passava degli alimenti alla moglie nella misura di un terzo rispetto alla quota definita nell'accordo iniziale. Cause principali di divorzio erano l'adulterio e la sterilità. Se l'infedeltà del marito era tollerata era possibile che egli prendesse una seconda moglie, al contrario se l'adultera era la moglie veniva frustata e subiva l'amputazione di un orecchio o del naso. La donna aveva diritto dopo la morte ad una tomba tutta sua al pari dell'uomo.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;(da www.anticoegitto.net)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-7044570898054086761?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/7044570898054086761/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=7044570898054086761&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/7044570898054086761'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/7044570898054086761'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2008/08/la-condizione-della-donna-nellegitto_01.html' title='La condizione della donna nell&apos;Egitto antico, la signora della Casa'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-3658095607645919456</id><published>2008-08-01T13:44:00.000+02:00</published><updated>2008-08-01T13:46:01.618+02:00</updated><title type='text'>I colori nell'Egitto antico e i loro significati</title><content type='html'>Per gli antichi Egizi ogni colore aveva un preciso significato. Il verde ed il turchese, che richiamavano la vegetazione e l'acqua, rappresentavano giovinezza e rigenerazione. Il rosso era il deserto e perciò il caos ( gli egizi elencavano i nomi delle entità ritenute pericolose). A questo colore si contrapponeva il nero della terra fecondata dal limo che simboleggiava l'eterno rinascere della natura. Il giallo, il colore dell'oro, era associato alle membra degli dei. Il bianco ovverosia l'argento, corrispondeva alle loro ossa. Il blu dei lapislazzuli simboleggiava i loro capelli. Il bianco si ricavava dal gesso o dal calcare, finemente tritato. Per ottenere il celeste si utilizzava l'azzurrite. Per i marroni si mescolavano ossido di ferro e pigmenti bianchi. Il nero era ricavato dal carbone o dall'ossido di manganese. Per il rosso si utilizzava l'ossido di ferro anidrato. Il verde veniva prodotto polverizzando la malachite. Per ottenere il giallo usavano l'ossido di ferro idratato. A partire dalla XII dinastia fa la sua comparsa l'arsenico. Il legante per i colori non è stato ancora identificato con sicurezza. Forse venivano utilizzati materiali gommosi, cera d'api e bianco d'uovo.
(link al sito nel titolo)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-3658095607645919456?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.anticoegitto.net/perche6.htm' title='I colori nell&apos;Egitto antico e i loro significati'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/3658095607645919456/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=3658095607645919456&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/3658095607645919456'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/3658095607645919456'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2008/08/i-colori-nellegitto-antico-e-i-loro.html' title='I colori nell&apos;Egitto antico e i loro significati'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-2412866426566989237</id><published>2008-08-01T13:11:00.001+02:00</published><updated>2008-08-01T13:11:43.590+02:00</updated><title type='text'>L'anima per gli egiziani antichi</title><content type='html'>Ci sono tre diversi principi spirituali nella vita dell'uomo egiziano:l'&lt;a href="http://www.anticoegitto.net/concetti_akh_ba_ka.htm"&gt;Akh,&lt;/a&gt; una forza spirituale e sovrannaturale. Viene rappresentato dall'Ibis Piumato, lo stesso segno geroglifico forma la radice del vero "essere efficace, benefico, glorioso". In contrapposizione al corpo, che appartiene alla terra, l'akh appartiene al cieloNelle epoche più remote era appannaggio esclusivo degli dei e dei faraoni, in quanto esseri divini, infatti durante l'Antico Regno, il sovrano era sottoposto ad un rito particolare il "sakh", inteso a spiritualizzarlo e a renderlo un akh, cioè uno spirito.Presto la concezione dell'akh divenne propria anche dei comuni mortali.Raggiungere il proprio akh, significava raggiungere la morte e quindi una dimensione come quella dell'"io" spirituale.Il &lt;a href="http://www.anticoegitto.net/concetti_akh_ba_ka.htm"&gt;Ba&lt;/a&gt; si assimila maggiormente al nostro concetto di anima. Simboleggiata da un uccello e talvolta a partire dal XVIII dinastia, da un volatile dalla testa umana.Sembra che in origine il ba, fosse la facoltà propria degli dei di assumere diverse forme.Nelle tombe è facile vedere il ba rappresentato nell'atto di volare intorno al sepolcro o di dissetarsi ad uno stagno.Al di là della morte il ba continuava a vivere, conservando non il corpo, ma soltanto le proprietà che animava l'essere vivente di cui era stato parte.Il Ka è uno dei concetti spirituali di più difficile interpretazione.Nel corso dei secoli il senso attribuito a questa parola ha subito notevoli mutazioni e si è arricchito di significati diversi:Secondo i primi egittologi il Ka esprimeva "l'essere, la persona, l'individualità", in un secondo tempo Lepage-Renouf ha sottolineato i diversi caratteri di genio, dio-protettore e doppio spirituale, proponendo un'interpretazione, ripresa poi da Maspero, che definì il Ka come una "proiezione vivente della figura umana, un doppio riproducente i dettagli dell'individuo a cui appartiene".Per altri studiosi il Ka era la potenza generatrice e la forza sessuale. Il segno geroglifico del Ka consiste in due braccia protese all'abbraccio, ad un gesto cioè di protezione, questo ha avvalorato l'ipotesi di un dio protettore, un ipotesi molto discutibile in quanto le braccia alzate non hanno nulla dell'abbraccio, indicano invece il segno del doppio.Dunque il Ka proteggeva i vivi, ma ancor di più i morti, infatti per gli Egiziani non era altro che "raggiungere il proprio Ka".

dal sito www.anticoegitto.net&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-2412866426566989237?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/2412866426566989237/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=2412866426566989237&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/2412866426566989237'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/2412866426566989237'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2008/08/lanima-per-gli-egiziani-antichi.html' title='L&apos;anima per gli egiziani antichi'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-2757983098508140624</id><published>2008-08-01T13:09:00.000+02:00</published><updated>2008-08-01T13:10:03.446+02:00</updated><title type='text'>Akh, Ba e Ka, l'anima nell'Egitto antico</title><content type='html'>I concetti di ka,ba e akh vennero formulati per la prima volta all’interno dei &lt;a href="http://www.anticoegitto.net/testipiramidi.htm"&gt;Testi delle Piramidi.&lt;/a&gt;Ka “la forza vitale dell’uomo”.Concetto spirituale del nutrimento, ka al plurale, kau, significava infatti nutrimento, cibo.
La &lt;a href="http://www.anticoegitto.net/tombe1.htm"&gt;tomba&lt;/a&gt; era luogo di trasfigurazione, sakhu, nel quale in base ai riti il defunto si trasformava in akh lo “spirito trasfigurato”. La &lt;a href="http://www.anticoegitto.net/mummificazione.htm"&gt;conservazione del corpo&lt;/a&gt; era parte essenziale per l’ascensione al cielo, ove nell’emisfero settentrionale risiedeva l’akh che brillava insieme alle &lt;a href="http://www.anticoegitto.net/stelleegizi.htm"&gt;stelle&lt;/a&gt; “che ignorano la fatica”, cioè le stelle circumpolari.
L’altro concetto spirituale era il “&lt;a href="http://www.anticoegitto.net/ba.htm" target="_blank"&gt;ba&lt;/a&gt;”, la manifestazione animata e personale del morto, la capacità cioè di muoversi ed assumere qualsiasi forma voluta dal defunto. Il ba era spesso raffigurato come uccello a testa umana.
Altri elementi della personalità umana che permettevano la sopravvivenza dell’uomo erano l’ombra, l’energia (hekau), il cuore ed il &lt;a href="http://www.anticoegitto.net/nome_martellamento.htm"&gt;nome&lt;/a&gt;.
I teologi egizi si sono serviti di soluzioni diverse per tentare di risolvere il complesso problema vita-morte. Teologie che, se anche alle volte diverse,  erano valide sotto un determinato aspetto. I teologi non hanno elaborato una teoria unica, rifuggendo da ogni sistematicità e proponendo invece solo “verità limitate”.
Nel rituale dell’apertura della bocca, nella scena 71, il dio &lt;a href="http://www.anticoegitto.net/deithot.htm"&gt;Thot&lt;/a&gt; annuncia a &lt;a href="http://www.anticoegitto.net/deira.htm"&gt;Ra &lt;/a&gt;che ha modellato la statua del re … gli ha dato il soffio della vita, gli ha aperto la bocca affinché possa divenire un akh eccellente e il suo nome possa durare nell’eternità:”Egli proteggerà le membra di colui che gli verserà l’acqua. Egli avrà potere sul pane, potere sulla birra. Egli uscirà come ba vivente, egli compirà le sue trasformazioni secondo il suo volere, in ciascuno dei luoghi ove è il suo ka”.
Gli egizi erano turbati dall’idea di cosa potesse accadere nell’aldilà, ne troviamo testimonianze sia nel “Dialogo di un disperato con il suo ba” e nelle diverse versioni del “&lt;a href="http://www.anticoegitto.net/cantoarpista.htm"&gt;Canto dell’Arpista&lt;/a&gt;”.In quest’ultimo testo, per la prima volta apparso nella tomba del re Antef, si legge:
“ Io ho ascoltato i bei discorsi di &lt;a href="http://www.anticoegitto.net/visirimhotep.htm"&gt;Imhotep &lt;/a&gt;e di Herdedef, riferiti nelle loro parole ed in modo completo, ma dove sono mai (le loro tombe)?Le loro mura sono distrutte, le loro sedi non ci sono più, come se non fossero mai esistite.Nessuno è mai tornato di là, per raccontarci la propria condizione e situazione,per placare il nostro cuore finché non andremo nel luogo dove loro sono (già) andati.Quando a te rallegra il tuo cuore, per dimenticare il mio stato d’animo, è meglio per te.Segui il tuo cuore finché vivi, poni mirra sulla tua testa …Fai in modo che la tua felicità si accresca, non è ancora stanco il tuo cuore.Segui il tuo desiderio ed il tuo godimento, agisci sulla terra come comanda il tuo cuore.(Quando) viene per te quel giorno del lamento, &lt;a href="http://www.anticoegitto.net/deiosiride.htm"&gt;Osiri&lt;/a&gt; non ascolta certo il loro lamento, ché il loro lamento non ha mai liberato il cuore di un uomo nella fossa.Passa un giorno felice e non staccartene, osserva, non c’è nessuno al quale sia stato concesso di prendere le sue cose con sé (nell’aldilà), osserva, non c’è nessuno che sia tornato di qua o che ritornerà di nuovo”.
 Per gli antichi egizi i rischi connessi alla “seconda morte” erano conseguenza della distruzione del corpo e dell’annullamento della personalità qualora non fossero stati eseguiti correttamente i rituali. In ciò vedevano un destino non solo di tormenti, ma di totale oblio. Solo la fede religiosa poteva aiutare l’uomo a superare i tanti ostacoli che incontravano nel difficile cammino attraverso il Duat, cioè il mondo sotterraneo.
A partire dal Nuovo Regno si evidenzia la netta distinzione tra terra e cielo e il Duat dove l’oscurità regna sovrana ed il mondo appare a volte rovesciato, tanto che a volte si è costretti a camminare a testa in giù, e il defunto può essere privato del suo ba.
Secondo i Libri dell’Oltretomba, per il sovrano questo mondo era ostile, popolato di entità nemiche e mostri terribili. Identificato con il dio &lt;a href="http://www.anticoegitto.net/deira.htm"&gt;Ra,&lt;/a&gt; il &lt;a href="http://www.anticoegitto.net/faraoni0.htm"&gt;faraone&lt;/a&gt; per mezzo di formule magiche poteva superare i molti pericoli durante la notte e risorgere con il dio-sole che respingendo l’attacco del serpente &lt;a href="http://www.anticoegitto.net/deiapofi.htm"&gt;Apophis,&lt;/a&gt; ogni giorno all’alba assicurava la vittoria della vita sulla morte e dell’ordine sul caos.

da www.anticoegitto.net&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-2757983098508140624?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/2757983098508140624/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=2757983098508140624&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/2757983098508140624'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/2757983098508140624'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2008/08/akh-ba-e-ka-lanima-nellegitto-antico.html' title='Akh, Ba e Ka, l&apos;anima nell&apos;Egitto antico'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-6378348407284447975</id><published>2008-08-01T13:03:00.000+02:00</published><updated>2008-08-01T13:06:08.927+02:00</updated><title type='text'>Storie di dee - La donna nell'Egitto Antico</title><content type='html'>Nella società egizia la donna poteva ricoprire le più importanti cariche dello stato: nessuna strada le era preclusa. Troviamo così faraoni e sacerdoti donne la cui fama ha sfidato il passare dei secoli grazie alle loro personalità davvero uniche. la civiltà egizia dimostra ancora una volta il suo alto grado di evoluzione ponendo la donna al pari dell'uomo. Anzi, l'uomo non era considerato tale senza la donna. Questo concetto rientrava nella visione della dualità egizia che corrispondeva ad un equilibrio armonico in accordo con l'equilibrio universale. Parte maschile e parte femminile avevano assolutamente lo stesso valore ed erano indissolubili. E non solo sulla terra, nel mondo dei vivi, ma anche in cielo, nel pantheon degli dei. Questa parità anche a livello ultraterreno trova conferma nell'analisi delle concezioni legate al principio della creazione. Uno dei più antichi miti relativi all'origine del mondo vedeva Atum, unico essere dell'universo, utilizzare la mano per il solo atto creatore possibile ‑quello della masturbazione, intesa come simbolo del potere creatore della mente e della mano, quest'ultima artefice di tutte le creazioni umane. Con l'evolversi della teologia la mano diventò un simbolo dell'elemento femminile contenuto nella mente divina e venne identificata con la dea Iusaas, consorte di Atum, con la quale il dio creò la prima coppia divina costituita da Shu, divinità maschile che rappresentava l'atmosfera luminosa, l'aria e la luce, e Tefnut, entità femminile che indicava l'umidità. Da questa prima coppia divina successivamente furono generati Geb, dio della terra, e Nut, dea del cielo. I teologi egizi elaborarono varie teorie relative alla creazione degli dei e degli uomini che si diffusero nel mondo, a seconda del periodo storico e dei diversi centri politici. Un elemento costante era la complementarità tra parte maschile e femminile. Ad esempio, per i sacerdoti di Hermopolis, il principio vitale era costituito da quattro coppie di dei, maschili e femminili: Nun e Naunet che rappresentavano l'umidità, Kek e Keket le tenebre, Hehu e Hehet l'infinito spaziale e infine le due entità nascoste Amon e Amonet. Rimanendo nella sfera del divino, la donna nei panni di dea veniva raffigurata con diverse sfaccettature e poteva esprimere lati terribili e pericolosi oppure suscitare amore e compassione. Nel "mito della distruzione degli uomini", è presente un'entità femminile complessa: la dea Hathor. Questa divinità fu inviata dal dio Ra contro quegli uomini che avevano minacciato di scacciarlo dal trono divino per via della sua età avanzata. Hathor si scagliò con un'incredibile ferocia contro gli esseri mortali che si erano invano rifugiati nel deserto. La dea li scovò e li uccise, compiacendosi alla vista del sangue delle sue vittime. Una versione di questo mito vede "1a Dea Lontana" nei panni di Tefnut che fugge nel deserto orientale della Nubia dove, prese le sembianze di una leonessa feroce, semina il terrore tra la popolazione. La collera divina sembrava davvero inarrestabile ma Shu e &lt;a href="http://www.anticoegitto.net/deithot.htm"&gt;Thot&lt;/a&gt;, i messaggeri celesti inviati da Ra, riuscirono ad avvicinare la terribile fiera e a intrattenerla con affascinanti racconti tra cui quello celebre del leone e del topo, giunto fino a noi grazie alla rielaborazione dello scrittore La Fontaine. La dea si commosse e decise di fare ritorno a casa ma non poteva certo entrare in Egitto nei panni di una leonessa sanguinaria. Thot allora calmò la rabbia della divinità versando vino nelle acque di Philae, dove essa si abbeverava. Costei, scambiando il vino per sangue, ne bevve fino a placare la sete, si ubriacò e finalmente si calmò. Al suo risveglio aveva riacquistato il suo aspetto positivo e fu così accolta in Egitto come dea Hathor con grandi feste e onori. Hathor infatti aveva un aspetto benefico. Essa era considerata la madre del sole, la vacca celeste che ingoiava l'astro diurno alla sera e lo partoriva al mattino, patrona della danza, della musica e dell'amore. Gli Egizi la invocavano spesso "perchè procurasse un focolare alla vergine e uno sposo alla vedova". Proseguendo con le dee benefiche del pantheon egizio possiamo ricordare Iside e Mut. Iside è la sposa di &lt;a href="http://www.anticoegitto.net/deiosiride.htm"&gt;Osiride&lt;/a&gt; e rappresenta la moglie amorevole, che riporta in vita il marito ucciso dal terribile Seth, e allo stesso tempo la madre affettuosa e premurosa, che protegge il figlio Horus. Questa immagine ebbe un successo inimmaginabile: la madre amorevole, con il figlio Horus sulle ginocchia, fu venerata anche dai Copti e passò a rappresentare la Vergine cristiana, ancora presente nella nostra iconografia. Nei panni di madre divina troviamo anche la dea Mut, sposa di Amon, il cui nome in egizio significa proprio madre. Le dee in terra invece erano rappresentate dalle regine, le spose dei faraoni, che avevano il ruolo di completare la maestà e la divinità del sovrano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-6378348407284447975?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.anticoegitto.net/storiedee.htm' title='Storie di dee - La donna nell&apos;Egitto Antico'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/6378348407284447975/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=6378348407284447975&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/6378348407284447975'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/6378348407284447975'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2008/08/storie-di-dee-la-donna-nellegitto.html' title='Storie di dee - La donna nell&apos;Egitto Antico'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-1243227767126844509</id><published>2008-07-24T14:35:00.002+02:00</published><updated>2008-07-24T14:37:41.934+02:00</updated><title type='text'>chi era...Franco Gasparri</title><content type='html'>Premetto che a me, bimba di sette, otto anni, all'epoca non era certo raccomandato leggere i fotormanzi, ma cercavo, appena potevo, di leggerli di nascosto. Le belle fotografie, le didascalie semplici e il fascino del proibito, era "roba da grandi" mi invogliavano. Non mi ricordo quasi più niente di quelle storie patinate...Solo dei nomi mi sono rimasti impressi.
Uno su tutti, un uomo che somigliava a mio padre da giovane...
Gianfranco Gasparri noto come Franco (&lt;a title="Senigallia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Senigallia"&gt;Senigallia&lt;/a&gt;, &lt;a title="31 ottobre" href="http://it.wikipedia.org/wiki/31_ottobre"&gt;31 ottobre&lt;/a&gt; &lt;a title="1948" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1948"&gt;1948&lt;/a&gt; – &lt;a title="Roma" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roma"&gt;Roma&lt;/a&gt;, &lt;a title="28 marzo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/28_marzo"&gt;28 marzo&lt;/a&gt; &lt;a title="1999" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1999"&gt;1999&lt;/a&gt;) è stato un &lt;a title="Attore" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Attore"&gt;attore&lt;/a&gt; &lt;a title="Italia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Italia"&gt;italiano&lt;/a&gt;.
Nacque a Senigallia ma si trasferì dopo pochi anni con la sua famiglia a Roma. Ebbe grande popolarità come attore di &lt;a title="Fotoromanzo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fotoromanzo"&gt;fotoromanzi&lt;/a&gt; della &lt;a title="Lancio (fotoromanzi)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lancio_%28fotoromanzi%29"&gt;Lancio&lt;/a&gt; negli anni 70. Interpretava ruoli di primo piano ottenendo ampi consensi nel pubblico femminile.
Recitò anche nel &lt;a title="Cinema" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cinema"&gt;cinema&lt;/a&gt;: ricordiamo la sua partecipazione al film del &lt;a title="1962" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1962"&gt;1962&lt;/a&gt; &lt;a title="La furia di Ercole" href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_furia_di_Ercole"&gt;La furia di Ercole&lt;/a&gt; e le sue interpretazioni da protagonista nei &lt;a title="Film" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Film"&gt;film&lt;/a&gt; &lt;a title="Mark il poliziotto" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mark_il_poliziotto"&gt;Mark il poliziotto&lt;/a&gt; (&lt;a title="1975" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1975"&gt;1975&lt;/a&gt;), &lt;a title="Mark il poliziotto spara per primo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mark_il_poliziotto_spara_per_primo"&gt;Mark il poliziotto spara per primo&lt;/a&gt; (1975) e &lt;a title="Mark colpisce ancora" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mark_colpisce_ancora"&gt;Mark colpisce ancora&lt;/a&gt; (&lt;a title="1976" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1976"&gt;1976&lt;/a&gt;), per la regia di &lt;a title="Stelvio Massi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stelvio_Massi"&gt;Stelvio Massi&lt;/a&gt;. Tutti e tre i film ebbero eccezionali incassi al botteghino e si distinsero per essere fra i migliori del filone "poliziottesco" tanto in voga in quel periodo. Sempre nel 1975 interpreta &lt;a title="La peccatrice (film 1975)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_peccatrice_%28film_1975%29"&gt;La peccatrice&lt;/a&gt;, regia di &lt;a class="new" title="Pier Ludovico Pavoni (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pier_Ludovico_Pavoni&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;Pier Ludovico Pavoni&lt;/a&gt;, e nel &lt;a title="1974" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1974"&gt;1974&lt;/a&gt; &lt;a title="La preda (film 1974)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_preda_%28film_1974%29"&gt;La preda&lt;/a&gt;, regia di &lt;a title="Domenico Paolella" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Domenico_Paolella"&gt;Domenico Paolella&lt;/a&gt;, insiema all'attrice eritrea &lt;a title="Zeudi Araya" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Zeudi_Araya"&gt;Zeudi Araya&lt;/a&gt;.
Il &lt;a title="4 giugno" href="http://it.wikipedia.org/wiki/4_giugno"&gt;4 giugno&lt;/a&gt; &lt;a title="1980" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1980"&gt;1980&lt;/a&gt; ebbe un incidente con la sua &lt;a title="Motocicletta" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Motocicletta"&gt;motocicletta&lt;/a&gt;, in seguito al quale rimase &lt;a title="Paralisi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paralisi"&gt;paralizzato&lt;/a&gt;, interrompendo prematuramente la sua carriera d'attore. Morì diciannove anni dopo per un'improvvisa crisi respiratoria
Estratto da "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Gasparri"&gt;http://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Gasparri&lt;/a&gt;"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-1243227767126844509?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/1243227767126844509/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=1243227767126844509&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/1243227767126844509'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/1243227767126844509'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2008/07/chi-erafranco-gasparri.html' title='chi era...Franco Gasparri'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-2554116296255818480</id><published>2008-07-24T14:32:00.002+02:00</published><updated>2008-07-24T14:34:25.360+02:00</updated><title type='text'>il Fotoromanzo</title><content type='html'>Il fotoromanzo è un particolare tipo di &lt;a title="Fumetto" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fumetto"&gt;fumetto&lt;/a&gt; in cui i disegni sono sostituiti da &lt;a class="mw-redirect" title="Fotografie" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fotografie"&gt;fotografie&lt;/a&gt; scattate ad &lt;a class="mw-redirect" title="Attori" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Attori"&gt;attori&lt;/a&gt; su un set simile a quello cinematografico. Per questo spesso il fotoromanzo è paragonato a un &lt;a title="Film" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Film"&gt;film&lt;/a&gt; statico.
Come forma narrativa il fotoromanzo discende dal &lt;a class="mw-redirect" title="Feuilleton" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Feuilleton"&gt;feuilleton&lt;/a&gt;. Significa letteralmente "spazio in fondo alla pagina" (in gergo giornalistico taglio basso). Nasce in &lt;a title="Francia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Francia"&gt;Francia&lt;/a&gt; il &lt;a class="mw-redirect" title="1 luglio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1_luglio"&gt;1 luglio&lt;/a&gt; &lt;a title="1836" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1836"&gt;1836&lt;/a&gt; ed è una forma di romanzo popolare a puntate, creato appositamente per aumentare le vendite dei quotidiani.
L'&lt;a title="8 maggio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/8_maggio"&gt;8 maggio&lt;/a&gt; &lt;a title="1947" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1947"&gt;1947&lt;/a&gt; esce il primo vero e proprio fotoromanzo, la testata si chiama "&lt;a class="new" title="Il mio sogno (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Il_mio_sogno&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;Il mio sogno&lt;/a&gt;" ed è il risultato dell'intraprendenza del giovane romano &lt;a class="new" title="Stefano Reda (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Stefano_Reda&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;Stefano Reda&lt;/a&gt;, giornalista appassionato di letteratura, e della fiducia accordatagli da &lt;a class="new" title="Giorgio Camis De Fonseca (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Giorgio_Camis_De_Fonseca&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;Giorgio Camis De Fonseca&lt;/a&gt;, socio di &lt;a title="Rizzoli" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rizzoli"&gt;Rizzoli&lt;/a&gt; e dirigente della Editrice &lt;a class="new" title="Novissima (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Novissima&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;Novissima&lt;/a&gt; di Roma, che lo finanzia. Sulla rivista c'è scritto: "settimanale di romanzi d'amore a fotogrammi", ancora non appare la parola fotoromanzo.
La rivista si compone di dodici pagine in bianco e nero e due puntate di fotoromanzi intervallati da racconti e rubriche, venduta al prezzo di 20 Lire. I soggetti sono dello stesso Stefano Reda e di &lt;a class="new" title="Luciana Peverelli (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Luciana_Peverelli&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;Luciana Peverelli&lt;/a&gt;, scrittrice affermata di romanzi rosa. "Nel fondo del cuore" di Stefano Reda e "Menzogne d'amore" di Luciana Peverelli con protagonisti &lt;a class="new" title="Glauco Selva (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Glauco_Selva&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;Glauco Selva&lt;/a&gt; e &lt;a class="new" title="Resi Farrel (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Resi_Farrel&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;Resi Farrel&lt;/a&gt; sono i primi due fotoromanzi pubblicati.
Pochi mesi dopo l'uscita del primo "&lt;a title="Sogno" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sogno"&gt;Sogno&lt;/a&gt;", esce "&lt;a class="new" title="Bolero (rivista) (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Bolero_%28rivista%29&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;Bolero&lt;/a&gt;", altra testata storica di fotoromanzi, da un'idea dello sceneggiatore di fumetti &lt;a class="new" title="Luciano Pedrocchi (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Luciano_Pedrocchi&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;Luciano Pedrocchi&lt;/a&gt; che riesce a convincere &lt;a title="Arnoldo Mondadori" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Arnoldo_Mondadori"&gt;Arnoldo Mondadori&lt;/a&gt; a fargli pubblicare la rivista. Dall'anno precedente, il &lt;a title="1946" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1946"&gt;1946&lt;/a&gt;, era nelle edicole la rivista &lt;a title="Grand Hotel (rivista)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grand_Hotel_%28rivista%29"&gt;Grand Hotel&lt;/a&gt;, ma i suoi romanzi erano solo disegnati, non vi erano ancora le foto, poi si cominciò inserendo nelle vignette disegnate le fotografie dei volti, per poi arrivare alla sola fotografia.
Siamo ancora nel dopoguerra ed il fotoromanzo insegna a leggere a molte ragazze italiane. Le eroine sono sempre povere e romantiche, ma coraggiose e decise, per regalare speranze e a volte illusioni a gente semplice che ha bisogno di sogni. Come riporta il libro "Le carte rosa" di &lt;a class="new" title="Ermanno Detti (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Ermanno_Detti&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;Ermanno Detti&lt;/a&gt;, che prende in esame l'evoluzione del fotoromanzo nel linguaggio, nei contenuti e nell'immagine, la storia delle carte rosa non è tanto la storia di come eravamo o di come siamo, quanto di come sognavamo e di come sogniamo.
Tuttavia le prime proposte di storie a fotogrammi non sono storie inedite, ma sequenze di immagini tratte da film con l'aggiunta di didascalie: "La principessa Sissi" con &lt;a title="Romy Schneider" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Romy_Schneider"&gt;Romy Schneider&lt;/a&gt;, "Violenza sull'autostrada" con &lt;a title="Luisa Ferida" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luisa_Ferida"&gt;Luisa Ferida&lt;/a&gt;, "Eliana e gli uomini" con &lt;a title="Ingrid Bergman" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ingrid_Bergman"&gt;Ingrid Bergman&lt;/a&gt; sono alcuni dei titoli.
Gli anni '60 vedono l'affermarsi della casa editrice &lt;a title="Lancio (fotoromanzi)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lancio_%28fotoromanzi%29"&gt;Lancio&lt;/a&gt;, nata inizialmente come società di pubblicità nel &lt;a title="1936" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1936"&gt;1936&lt;/a&gt; per opera di &lt;a class="new" title="Arturo Mercurio (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Arturo_Mercurio&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;Arturo Mercurio&lt;/a&gt;. È in questo periodo, però, che la Lancio inizia a occuparsi di fotoromanzi, con la nascita di numerose nuove testate prestigiose: Letizia, Charme, Marina, &lt;a class="new" title="Jacques Douglas (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Jacques_Douglas&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;Jacques Douglas&lt;/a&gt;, Lucky Martin, ecc. La &lt;a title="Lancio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lancio"&gt;Lancio&lt;/a&gt; vola anche a &lt;a title="Parigi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Parigi"&gt;Parigi&lt;/a&gt; e a &lt;a title="New York" href="http://it.wikipedia.org/wiki/New_York"&gt;New York&lt;/a&gt; per realizzare alcune delle sue più famose produzioni. È a questa casa editrice soprattutto che si deve la qualità di questo genere che ha appassionato milioni di lettori in tutto il mondo.
I primi teatri di posa (niente a che vedere con quelli di oggi della Lancio), erano nel capannone di via Romanello da Forlì di &lt;a title="Roma" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roma"&gt;Roma&lt;/a&gt;. Lì, con un compenso di cinquecento lire per comparsata, gli aspiranti attori sognavano una sfolgorante carriera come quella di &lt;a class="mw-redirect" title="Sofia Loren" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sofia_Loren"&gt;Sofia Loren&lt;/a&gt; o di &lt;a title="Gina Lollobrigida" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gina_Lollobrigida"&gt;Gina Lollobrigida&lt;/a&gt;. Il primo numero è subito esaurito in edicola e per il secondo la tiratura viene raddoppiata. Si tratta ancora di storie semplici realizzate con una tecnica rozza.
Nel 1976 la tiratura delle varie case editrici raggiungeva in Italia la quota di oltre otto milioni e seicentomila copie al mese, di cui cinque milioni vendute dalla sola Lancio. Nascono nuovi miti, le ragazze italiane appendono alle pareti le foto dei loro attori preferiti: &lt;a title="Franco Gasparri" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Gasparri"&gt;Franco Gasparri&lt;/a&gt;, &lt;a class="new" title="Jean Mary Carletto (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Jean_Mary_Carletto&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;Jean Mary Carletto&lt;/a&gt;, &lt;a class="new" title="Claudia Rivelli (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Claudia_Rivelli&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;Claudia Rivelli&lt;/a&gt;, &lt;a class="new" title="Michela Roc (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Michela_Roc&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;Michela Roc&lt;/a&gt; e &lt;a class="new" title="Katiuscia (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Katiuscia&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;Katiuscia&lt;/a&gt;, &lt;a class="new" title="Claudio De Renzi (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Claudio_De_Renzi&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;Claudio De Renzi&lt;/a&gt;, &lt;a class="new" title="Gianni Vannicola (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Gianni_Vannicola&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;Gianni Vannicola&lt;/a&gt;, &lt;a title="Alex Damiani" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alex_Damiani"&gt;Alex Damiani&lt;/a&gt;, Franco Dani, &lt;a title="Sebastiano Somma" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sebastiano_Somma"&gt;Sebastiano Somma&lt;/a&gt; sono i loro idoli e molte di loro fanno la fila fuori dai cancelli della Lancio per poterli vedere.
Anche il cinema li corteggia e &lt;a title="Franco Gasparri" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Gasparri"&gt;Franco Gasparri&lt;/a&gt; viene scelto dal regista &lt;a title="Stelvio Massi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stelvio_Massi"&gt;Stelvio Massi&lt;/a&gt; per interpretare "&lt;a title="Mark il poliziotto" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mark_il_poliziotto"&gt;Mark il poliziotto&lt;/a&gt;" (1975) proprio per l'enorme popolarità raggiunta dall'attore grazie ai fotoromanzi.
La diffusione dei fotoromanzi inizia a scemare a partire dalle seconda metà degli anni '80, ma dopo quarant'anni di vita questo genere di lettura è riconosciuto ormai senza più i pregiudizi di un tempo come espressione della &lt;a class="new" title="Narrativa popolare (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Narrativa_popolare&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;narrativa popolare&lt;/a&gt;, la cosiddetta letteratura rosa. Tra gli attori di fotoromanzi degli anni '80 ricordiamo: &lt;a title="Franco Gasparri" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Gasparri"&gt;Franco Gasparri&lt;/a&gt;, Alessandro Inches, Michele Trentini, &lt;a title="Franco Califano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Califano"&gt;Franco Califano&lt;/a&gt;, Ornella Pacelli, Maurizio Vecchi, &lt;a class="new" title="Gioia Scola (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Gioia_Scola&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;Gioia Scola&lt;/a&gt;, &lt;a title="Barbara De Rossi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Barbara_De_Rossi"&gt;Barbara De Rossi&lt;/a&gt;, &lt;a title="Laura Antonelli" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Laura_Antonelli"&gt;Laura Antonelli&lt;/a&gt;, &lt;a title="Francesca Dellera" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Francesca_Dellera"&gt;Francesca Dellera&lt;/a&gt;,&lt;a title="Luc Merenda" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luc_Merenda"&gt;Luc Merenda&lt;/a&gt;, &lt;a title="Kirk Morris" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kirk_Morris"&gt;Kirk Morris&lt;/a&gt;, &lt;a title="Ivan Rassimov" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ivan_Rassimov"&gt;Ivan Rassimov&lt;/a&gt;, &lt;a title="Renato Cestiè" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Renato_Cesti%C3%A8"&gt;Renato Cestiè&lt;/a&gt;, &lt;a title="Sebastiano Somma" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sebastiano_Somma"&gt;Sebastiano Somma&lt;/a&gt; e Pascal Persiano
Lo storico regista di Grand Hotel è da più di 20 anni &lt;a class="new" title="Carlo Micolano (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Carlo_Micolano&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;Carlo Micolano&lt;/a&gt; che ha battezzato tutti i principali attori dal 1980 in poi. Tra gli &lt;a class="mw-redirect" title="Attori" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Attori"&gt;attori&lt;/a&gt; protagonisti di fotoromanzi di Grand Hotel ricordiamo: &lt;a title="Massimo Ciavarro" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Massimo_Ciavarro"&gt;Massimo Ciavarro&lt;/a&gt;, &lt;a title="Ray Lovelock" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ray_Lovelock"&gt;Ray Lovelock&lt;/a&gt;, &lt;a title="Maurizio Merli" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maurizio_Merli"&gt;Maurizio Merli&lt;/a&gt;, &lt;a title="Philippe Leroy" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Philippe_Leroy"&gt;Philippe Leroy&lt;/a&gt;, &lt;a title="Kabir Bedi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kabir_Bedi"&gt;Kabir Bedi&lt;/a&gt;, &lt;a title="Alessio Boni" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alessio_Boni"&gt;Alessio Boni&lt;/a&gt;, &lt;a class="mw-redirect" title="Mirka Viola" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mirka_Viola"&gt;Mirka Viola&lt;/a&gt;, &lt;a title="Fabio Fulco" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fabio_Fulco"&gt;Fabio Fulco&lt;/a&gt;,&lt;a title="Massimo Serato" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Massimo_Serato"&gt;Massimo Serato&lt;/a&gt;, &lt;a title="Pascal Persiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pascal_Persiano"&gt;Pascal Persiano&lt;/a&gt;, &lt;a title="Maurizio Aiello" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maurizio_Aiello"&gt;Maurizio Aiello&lt;/a&gt;, &lt;a title="Sebastiano Somma" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sebastiano_Somma"&gt;Sebastiano Somma&lt;/a&gt;, &lt;a title="Patrizio Pelizzi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Patrizio_Pelizzi"&gt;Patrizio Pelizzi&lt;/a&gt;, &lt;a title="Roberto Farnesi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Farnesi"&gt;Roberto Farnesi&lt;/a&gt;, &lt;a title="Serena Autieri" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Serena_Autieri"&gt;Serena Autieri&lt;/a&gt;, &lt;a title="Barbara Chiappini" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Barbara_Chiappini"&gt;Barbara Chiappini&lt;/a&gt;, &lt;a title="Valentina Pace" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Valentina_Pace"&gt;Valentina Pace&lt;/a&gt; e &lt;a title="Enrico Mutti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_Mutti"&gt;Enrico Mutti&lt;/a&gt;.
Tra gli attori e le attrici che hanno partecipato a fotoromanzi per poi proseguire la loro carriera al &lt;a title="Cinema" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cinema"&gt;cinema&lt;/a&gt;, a &lt;a title="Teatro" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Teatro"&gt;teatro&lt;/a&gt; e nelle &lt;a title="Fiction televisiva" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fiction_televisiva"&gt;fiction televisive&lt;/a&gt;: &lt;a title="Vittorio Gassman" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Gassman"&gt;Vittorio Gassman&lt;/a&gt;, &lt;a class="mw-redirect" title="Sofia Loren" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sofia_Loren"&gt;Sofia Loren&lt;/a&gt;, &lt;a title="Giorgio Albertazzi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Albertazzi"&gt;Giorgio Albertazzi&lt;/a&gt;, &lt;a title="Silvana Pampanini" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Silvana_Pampanini"&gt;Silvana Pampanini&lt;/a&gt;, &lt;a title="Alberto Lupo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alberto_Lupo"&gt;Alberto Lupo&lt;/a&gt;, &lt;a title="Gina Lollobrigida" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gina_Lollobrigida"&gt;Gina Lollobrigida&lt;/a&gt;, &lt;a title="Silvana Mangano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Silvana_Mangano"&gt;Silvana Mangano&lt;/a&gt;, &lt;a title="Raf Vallone" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Raf_Vallone"&gt;Raf Vallone&lt;/a&gt;, &lt;a title="Mita Medici" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mita_Medici"&gt;Mita Medici&lt;/a&gt;, &lt;a title="Achille Togliani" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Achille_Togliani"&gt;Achille Togliani&lt;/a&gt;, &lt;a title="Mal" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mal"&gt;Mal&lt;/a&gt;, &lt;a title="Mike Bongiorno" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mike_Bongiorno"&gt;Mike Bongiorno&lt;/a&gt;, &lt;a title="Franco Gasparri" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Gasparri"&gt;Franco Gasparri&lt;/a&gt;, &lt;a title="Maurizio Merli" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maurizio_Merli"&gt;Maurizio Merli&lt;/a&gt;, &lt;a class="new" title="Luciano Francioli (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Luciano_Francioli&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;Luciano Francioli&lt;/a&gt;, &lt;a title="Terence Hill" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Terence_Hill"&gt;Terence Hill&lt;/a&gt;, &lt;a title="Massimo Serato" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Massimo_Serato"&gt;Massimo Serato&lt;/a&gt;, &lt;a title="Sebastiano Somma" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sebastiano_Somma"&gt;Sebastiano Somma&lt;/a&gt;, &lt;a title="Renato Cestiè" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Renato_Cesti%C3%A8"&gt;Renato Cestiè&lt;/a&gt; &lt;a title="Pascal Persiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pascal_Persiano"&gt;Pascal Persiano&lt;/a&gt;, &lt;a title="Antonio Zequila" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Zequila"&gt;Antonio Zequila&lt;/a&gt;, Kirk Morris, &lt;a class="new" title="Sabrina Marano (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Sabrina_Marano&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;Sabrina Marano&lt;/a&gt;, &lt;a title="Ivan Rassimov" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ivan_Rassimov"&gt;Ivan Rassimov&lt;/a&gt;, Claudio Aliotti, &lt;a title="Franco Califano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Califano"&gt;Franco Califano&lt;/a&gt;, &lt;a title="Laura Antonelli" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Laura_Antonelli"&gt;Laura Antonelli&lt;/a&gt;, &lt;a class="new" title="Adriana Rame (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Adriana_Rame&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;Adriana Rame&lt;/a&gt;, Maurizio Vecchi, &lt;a title="Barbara De Rossi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Barbara_De_Rossi"&gt;Barbara De Rossi&lt;/a&gt;, &lt;a class="new" title="Gioia Scola (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Gioia_Scola&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;Gioia Scola&lt;/a&gt;, Claudia Rivelli, Paola Pitti, Piero Leri, &lt;a title="Ornella Muti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ornella_Muti"&gt;Ornella Muti&lt;/a&gt;, &lt;a title="Isabella Ferrari" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Isabella_Ferrari"&gt;Isabella Ferrari&lt;/a&gt;, &lt;a title="Massimo Ciavarro" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Massimo_Ciavarro"&gt;Massimo Ciavarro&lt;/a&gt;, &lt;a class="new" title="Gerardo Amato (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Gerardo_Amato&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;Gerardo Amato&lt;/a&gt;, Alessandro Piccinini, Mauro Franciotti, &lt;a title="Anna Valle" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Valle"&gt;Anna Valle&lt;/a&gt;, &lt;a title="Gabriel Garko" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gabriel_Garko"&gt;Gabriel Garko&lt;/a&gt;, &lt;a title="Barbara Chiappini" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Barbara_Chiappini"&gt;Barbara Chiappini&lt;/a&gt;, &lt;a title="Luca Ward" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luca_Ward"&gt;Luca Ward&lt;/a&gt;, Renata Jovine, &lt;a class="mw-redirect" title="Mirka Viola" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mirka_Viola"&gt;Mirka Viola&lt;/a&gt;, &lt;a title="Patrizia Pellegrino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Patrizia_Pellegrino"&gt;Patrizia Pellegrino&lt;/a&gt;, &lt;a title="Alba Parietti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alba_Parietti"&gt;Alba Parietti&lt;/a&gt;, &lt;a class="new" title="Alessandra Cellini (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Alessandra_Cellini&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;Alessandra Cellini&lt;/a&gt;, &lt;a title="Caterina Balivo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Caterina_Balivo"&gt;Caterina Balivo&lt;/a&gt;, &lt;a title="Alessio Boni" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alessio_Boni"&gt;Alessio Boni&lt;/a&gt;, &lt;a title="Patrizio Pelizzi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Patrizio_Pelizzi"&gt;Patrizio Pelizzi&lt;/a&gt;, &lt;a title="Roberto Farnesi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Farnesi"&gt;Roberto Farnesi&lt;/a&gt;, &lt;a title="Victor Alfieri" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Victor_Alfieri"&gt;Victor Alfieri&lt;/a&gt;, &lt;a title="Fabio Fulco" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fabio_Fulco"&gt;Fabio Fulco&lt;/a&gt;, &lt;a class="new" title="Vanessa Gallipoli (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Vanessa_Gallipoli&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;Vanessa Gallipoli&lt;/a&gt;, &lt;a class="new" title="Tiziana Sensi (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Tiziana_Sensi&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;Tiziana Sensi&lt;/a&gt;, &lt;a class="new" title="Donatella Salvatico (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Donatella_Salvatico&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;Donatella Salvatico&lt;/a&gt;, &lt;a title="Simone Corrente" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Simone_Corrente"&gt;Simone Corrente&lt;/a&gt;, &lt;a title="Riccardo Scamarcio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Riccardo_Scamarcio"&gt;Riccardo Scamarcio&lt;/a&gt;, &lt;a class="new" title="Hoara Berselli (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Hoara_Berselli&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;Hoara Berselli&lt;/a&gt;, &lt;a title="Maurizio Aiello" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maurizio_Aiello"&gt;Maurizio Aiello&lt;/a&gt;, &lt;a title="Elisabetta Pellini" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Elisabetta_Pellini"&gt;Elisabetta Pellini&lt;/a&gt;, &lt;a class="mw-redirect" title="Mirco Petrini" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mirco_Petrini"&gt;Mirco Petrini&lt;/a&gt;, Luca Calvan, &lt;a title="Raffaello Balzo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Raffaello_Balzo"&gt;Raffaello Balzo&lt;/a&gt;, &lt;a title="Paolo Calissano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Calissano"&gt;Paolo Calissano&lt;/a&gt;, Simone Piccioni, &lt;a title="Edoardo Velo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Edoardo_Velo"&gt;Edoardo Velo&lt;/a&gt;, Max Parodi, &lt;a class="new" title="Mariangela Fremura (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Mariangela_Fremura&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;Mariangela Fremura&lt;/a&gt;, &lt;a title="Alberto Rossi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alberto_Rossi"&gt;Alberto Rossi&lt;/a&gt;, &lt;a title="Ettore Bassi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ettore_Bassi"&gt;Ettore Bassi&lt;/a&gt;,&lt;a title="Micaela Ramazzotti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Micaela_Ramazzotti"&gt;Micaela Ramazzotti&lt;/a&gt;, &lt;a title="Anna Safroncik" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Safroncik"&gt;Anna Safroncik&lt;/a&gt;, &lt;a title="Edoardo Costa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Edoardo_Costa"&gt;Edoardo Costa&lt;/a&gt;, &lt;a title="Giovanna Rei" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanna_Rei"&gt;Giovanna Rei&lt;/a&gt;, &lt;a title="Ivan Venini" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ivan_Venini"&gt;Ivan Venini&lt;/a&gt;, &lt;a title="Danilo Brugia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Danilo_Brugia"&gt;Danilo Brugia&lt;/a&gt;, &lt;a title="Milena Miconi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Milena_Miconi"&gt;Milena Miconi&lt;/a&gt;, &lt;a title="Enrico Mutti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_Mutti"&gt;Enrico Mutti&lt;/a&gt;, &lt;a title="Serena Autieri" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Serena_Autieri"&gt;Serena Autieri&lt;/a&gt;, &lt;a title="Manuela Arcuri" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Manuela_Arcuri"&gt;Manuela Arcuri&lt;/a&gt;, &lt;a title="Brigitta Boccoli" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Brigitta_Boccoli"&gt;Brigitta Boccoli&lt;/a&gt;, &lt;a title="Nina Soldano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nina_Soldano"&gt;Nina Soldano&lt;/a&gt;, Emanuela Morini,&lt;a class="new" title="Hugo Barret (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Hugo_Barret&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;Hugo Barret&lt;/a&gt;, &lt;a title="Alessia Merz" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alessia_Merz"&gt;Alessia Merz&lt;/a&gt;, &lt;a title="Simone Montedoro" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Simone_Montedoro"&gt;Simone Montedoro&lt;/a&gt;, &lt;a class="new" title="Sonia Bruganelli (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Sonia_Bruganelli&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;Sonia Bruganelli&lt;/a&gt;, &lt;a title="Paolo Persi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Persi"&gt;Paolo Persi&lt;/a&gt;, &lt;a title="Cosima Coppola" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cosima_Coppola"&gt;Cosima Coppola&lt;/a&gt;, &lt;a title="Costantino Vitagliano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Costantino_Vitagliano"&gt;Costantino Vitagliano&lt;/a&gt;, Samantha Capitoni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-2554116296255818480?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/2554116296255818480/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=2554116296255818480&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/2554116296255818480'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/2554116296255818480'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2008/07/il-fotoromanzo.html' title='il Fotoromanzo'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-1274511407439621358</id><published>2008-07-19T21:43:00.002+02:00</published><updated>2008-07-19T21:44:35.360+02:00</updated><title type='text'>Inno a Iside</title><content type='html'>&lt;em&gt;Rinvenuto a Nag Hammadi, Egitto; risalente al III-IV secolo a.C&lt;/em&gt;.:

Perché io sono la prima e l’ ultima
Io sono la venerata e la disprezzata,
Io sono la prostituta e la santa,
Io sono la sposa e la vergine,
Io sono la madre e la figlia,
Io sono le braccia di mia madre,
Io sono la sterile, eppure sono numerosi i miei figli,
Io sono la donna sposata e la nubile,
Io sono Colei che dà alla luce e Colei che non ha mai partorito,
Io sono la consolazione dei dolori del parto.
Io sono la sposa e lo sposo,
E fu il mio uomo che nutrì la mia fertilità,
Io sono la Madre di mio padre,
Io sono la sorella di mio marito,
Ed egli è il mio figliolo respinto.
Rispettatemi sempre,Poiché io sono la Scandalosa e la Magnifica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-1274511407439621358?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/1274511407439621358/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=1274511407439621358&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/1274511407439621358'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/1274511407439621358'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2008/07/inno-iside.html' title='Inno a Iside'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-2922211203511284985</id><published>2008-07-19T21:36:00.001+02:00</published><updated>2008-07-19T21:37:55.054+02:00</updated><title type='text'>la Dea Gatta: Bastet</title><content type='html'>Bastet era una divinita' rappresentata come una donna dalla testa di gatta. Con ogni probabilita' all'origine era una leonessa. Dea della citta' di Bubastis che da lei prese il nome. Fu onorata particolarmente dai sovrani della XXII dinastia e considerata talvolta come una forma poco caratterizzata di Hathor o di Sekmet, ma contrariamente a quest'ultima, che rappresentava i raggi del sole nella loro specificita' bruciante, Bastet avrebbe avrebbe i tratti di una dea benevola. Nell'epoca del sincretismo, momento religioso dominato dall'influenza del culto solare, Bastet fu assimilata anche alla "dea lontana". Racconta una leggenda che Bastet, morsa da uno scorpione, fu guarita da Ra.
Uno dei culti piu' popolari sorto nel Tardo Periodo in Egitto era quello della dea-gatto Bast. In questo periodo migliaia di gatti sono stati mummificati per venderli ai pellegrini, che li hanno presentati alla dea come un'offerta. I corpi dei gatti venivano disidratati usando il Natron, questo processo era simile a quello usato per la
mummificazione umana. Venivano poi avvolti in una bendatura, con le zampe parallele al corpo. Enormi cimiteri sono stati scoperti contenenti migliaia di queste sepolture gli animali. Il centro principale per il culto di Bast era la citta' di Tell Basta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-2922211203511284985?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.micibelli.it/avereungatto/storia/bastet.aspx' title='la Dea Gatta: Bastet'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/2922211203511284985/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=2922211203511284985&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/2922211203511284985'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/2922211203511284985'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2008/07/la-dea-gatta-bastet.html' title='la Dea Gatta: Bastet'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-5645460075998788412</id><published>2008-07-19T21:29:00.001+02:00</published><updated>2008-07-19T21:31:04.855+02:00</updated><title type='text'>Bastet, la Dea dalle sembianze di gatta</title><content type='html'>&lt;a name="p1"&gt;&lt;/a&gt;
Bastet Nella &lt;a class="qv" href="http://it.encarta.msn.com/encyclopedia_761552103/Mitologia_egizia.html"&gt;mitologia egizia&lt;/a&gt;, dea dell'amore e della fertilità, figlia di &lt;a class="qv" href="http://it.encarta.msn.com/encyclopedia_761552984/Ra.html"&gt;Ra&lt;/a&gt;, il dio Sole, venerata soprattutto nella città di &lt;a class="qv" href="http://it.encarta.msn.com/encyclopedia_761568995/Bubasti.html"&gt;Bubasti&lt;/a&gt;, (Per Bastet in egi ziano)nome con cui talvolta viene chiamata. Inizialmente rappresentata con sembianze di leone, con il Nuovo Regno venne raffigurata con testa di gatto, l'animale a lei sacro e, assieme alla dea Sachmet, associata alla grande divinità &lt;em&gt;Ha&lt;/em&gt;&lt;a class="qv" href="http://it.encarta.msn.com/encyclopedia_761570407/Athor.html"&gt;&lt;em&gt;thor&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;. Secondo una leggenda, Bastet viaggiò in Egitto in compagnia del dio lunare Thot, che la salvò dal serpente Caos (si pensava che Bastet proteggesse dai serpenti).
&lt;a name="p2"&gt;&lt;/a&gt;
Nelle Storie, lo storico greco &lt;a class="qv" href="http://it.encarta.msn.com/encyclopedia_761564292/Erodoto.html"&gt;Erodoto&lt;/a&gt; descrive la festa annuale dedicata alla dea, che a suo avviso corrispondeva alla dea greca &lt;a class="qv" href="http://it.encarta.msn.com/encyclopedia_761562129/Artemide.html"&gt;Artemide&lt;/a&gt;; nelle vicinanze del suo tempio furono scoperti estesi cimiteri di gatti contenenti molti felini mummificati e statuette che li raffiguravano, forse consacrate a Bastet durante la festa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-5645460075998788412?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/5645460075998788412/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=5645460075998788412&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/5645460075998788412'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/5645460075998788412'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2008/07/bastet-la-dea-dalle-sembianze-di-gatta.html' title='Bastet, la Dea dalle sembianze di gatta'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-2834718216293666786</id><published>2008-07-14T23:04:00.004+02:00</published><updated>2008-07-14T23:53:57.323+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diario'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='intimità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riflessioni'/><title type='text'>Notte</title><content type='html'>Sono sola, tutto intorno a me è silenzio.
Anche Horatio, il mio gatto, dorme beatamente, steso sul bordo del mio letto.
Nella notte si ode solo il latrare fastidioso di un cane in lontananza.
Sento che la mia vita sta cambiando e non voglio fermarla.
Ogni vecchia convinzione si è come polverizzata.
E' come se qualcosa o qualcuno m'avesse strappato via le erbacce, le idee radicate, le paure.
Mi sento come se guardandomi dentro vedessi una nuda e liscia pietra bianca.
Tutto intorno è stato pulito.
Mi sento svuotata ma non è una sensazione di privazione, è qualcosa di pulito, di quieto.
Forse tutto il dolore che c'è stato per arrivare sin qui è servito a questo.
Mi sento come una tavoletta di cera sulla quale poter scrivere.
Le parole sono dentro di me senza che ne sia davvero consapevole.
Se ne stanno buone per un pò e poi esplodono in pensieri che affollano la mia mente e suonano come monete nuove, trillanti e acuti.
Mi sembra di poter tornare da capo, poter di nuovo scrivere, ma con la consapevolezza acuta e lucida del dolore, di questo compagno che non mi lascia mai sola.
A volte ho la netta percezione che questo mio essere sia rinchiuso in un corpo che è solo un involucro, che serve solo a contenere perchè non si disperda ciò che di me è essenziale.
Eppure io sono anche questo mio corpo...Chissà, riflessioni nate dal silenzio che solitaria mi rende e inebriata di sonno, bisognosa di riposo come un bimbo del seno materno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-2834718216293666786?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/2834718216293666786/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=2834718216293666786&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/2834718216293666786'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/2834718216293666786'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2008/07/notte.html' title='Notte'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-8812602355610893931</id><published>2008-07-14T21:08:00.003+02:00</published><updated>2008-07-14T21:36:11.811+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;Neferkheperura-Waenra Amenhotep&lt;/strong&gt; poi &lt;strong&gt;Neferkheperura-Waenra Akhenaton &lt;/strong&gt;fu il decimo sovrano della XVIII dinastia egizia.

&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;Figlio di &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;a title="Amenhotep III" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amenhotep_III"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;Amenhotep III&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;em&gt; e di &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;a title="Tyi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tyi"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;Tyi&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;em&gt; questo sovrano è passato alla storia come il faraone eretico per il tentativo di sostituire, in conflitto con il potente clero tebano, il dio &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;a title="Amon" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amon"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;Amon&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;em&gt; con una nuova divinità, il dio &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;a title="Aton" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aton"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;Aton&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;, nel ruolo di divinità protettrice della regalità.
Fonti principali per la conoscenza di questo periodo sono: le &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;a class="mw-redirect" title="Lettere di Amarna" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lettere_di_Amarna"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;Lettere di Amarna&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;, la Stele della frontiera e l'Inno all'Aton, provenienti da Akhet-Aton; la Stele della restaurazione di &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;a title="Tutankhamon" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tutankhamon"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;Tutankhamon&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;; il Testo dell'incoronazione e L'Editto di &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;a title="Haremhab" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Haremhab"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;Haremhab&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;.
Di Akhenaton si conosce una sola Grande Sposa Reale: &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;a title="Nefertiti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nefertiti"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;Nefertiti&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt; che ebbe anche grande importanza politica.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;
&lt;em&gt;&lt;/em&gt;
Questo si dice sempre di Lui, che era eretico (ma quando mai, il culto di Aton esisteva già...) che era deforme, che era malato, che era una donna, che era omosessuale, che era impotente, che era un sognatore, che era un inetto come comandante di truppe, che era un sacerdote e non un re...
Nessuno mai ha detto quanto era forte e bello e dolce e tenero e caro e inebriante e potente e fecondo e ridente e gioioso e pieno di vita...Perchè? Perchè non ha eretto templi? perchè non ha usurpato statue dei suoi predecessori? perchè non ha conquistato città e regioni?
Lui è stato il più perfetto esempio di re e sacerdote mai esistito.
Lui è il mio adorato faraone. Il mio. Posso ben dirlo. Lui ed io non siamo mai esistiti al di fuori del sogno. Ma quello è nostro. Chi può toglierci quei mattini all'alba, quei risvegli dopo notti stellate, quelle lunghe silenziose camminate mano nella mano, verso l'orizzonte di Aton?
Chi mi toglierà il ricordo di occhi neri, di una bocca ridente come il sole, di una voce scura come la notte?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-8812602355610893931?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/8812602355610893931/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=8812602355610893931&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/8812602355610893931'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/8812602355610893931'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2008/07/neferkheperura-waenra-amenhotep-poi.html' title=''/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-1645689907976574105</id><published>2008-07-14T20:56:00.002+02:00</published><updated>2008-07-14T21:04:44.381+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sogno'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='egitto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='desideri'/><title type='text'>L'Egittologia, tra un sogno e un desiderio</title><content type='html'>"L'egittologia è la disciplina o meglio l'insieme di discipline (storia, archeologia, storia dell'arte, filologia) che studiano l'Egitto faraonico, una civiltà che si è estesa sul corso di vari millenni, tra il 3100 circa a.C. fino alla conquista del paese da parte di Alessandro Magno, nel 332 a.C., e che comprende, oltre alla regione strettamente egiziana, tra Assuan e il Mediterraneo, anche le regioni ai confini, la Nubia, il Sinai, i deserti orientale e occidentale. Anche i limiti cronologici possono venire allargati, nelle ricerche egittologiche più moderne, sia all'indietro occupandosi delle culture preistoriche, dal paleolitico al neolitico, e sia in avanti fino a tutto il periodo greco-romano e ancor oltre fino nell'era cristiana e islamica. "

Ecco questa è la definizione della scienza che studia l'Egitto antico. Il mio più grande sogno sarebbe stato quello, essere egittologa. Più che sarebbe stato, è. Lo è ancora. 
Per sopraggiunti limiti di età non potrò più intraprendere questa carriera universitaria e poi sul campo.
Ma non mi importa. L'Egitto antico è dentro di me, al di là delle scempiaggini sulla piramidologia e gli alieni e gli atlantidei.
E' dentro di me da sempre, per quel che ne so.
Ora magari penserete che stia per parlare di reincarnazione vero? No.
Credo che abbiamo solo una vita, dobbiamo giocarcela bene qui e ora.
Certo mi piacerebbe sapere il perchè di certi ricordi. Il perchè di certe sensazioni.
Chissà...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-1645689907976574105?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/1645689907976574105/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=1645689907976574105&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/1645689907976574105'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/1645689907976574105'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2008/07/legittologia-tra-un-sogno-e-un.html' title='L&apos;Egittologia, tra un sogno e un desiderio'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8351699753033450264.post-119622864439586471</id><published>2008-07-14T20:00:00.002+02:00</published><updated>2008-07-14T20:02:40.939+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Poesia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='personale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='liriche'/><title type='text'>Sonetto 116**W. Shakespeare</title><content type='html'>Non sia mai ch'io ponga impedimenti All'unione di due anime fedeli; Amore non è amore Se muta quando scopre un mutamento O tende a svanire quando l'altro s'allontana. Oh no! Amore è un faro sempre fisso Che sovrasta la tempesta e non vacilla mai; È la stella che guida di ogni barca, Il cui valore è sconosciuto, benché nota la distanza. Amore non è soggetto al Tempo, pur se rosee labbra E gote dovran cadere sotto la sua curva lama; Amore non muta in poche ore o settimane, Ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio; Se questo è un errore e mi sarà provato, Io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8351699753033450264-119622864439586471?l=lisolaperduta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/feeds/119622864439586471/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8351699753033450264&amp;postID=119622864439586471&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/119622864439586471'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8351699753033450264/posts/default/119622864439586471'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisolaperduta.blogspot.com/2008/07/sonetto-116w-shakespeare.html' title='Sonetto 116**W. Shakespeare'/><author><name>Aegyptika</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_mrgnj7Ed2Vo/SHuWjlSnJjI/AAAAAAAAABU/AJYSGEoN5ig/S220/P10-04-06_18.40%5B3%5D.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry></feed>
